Non è certo il primo religioso a occuparsi con passione degna davvero di miglior causa di cose che
teoricamente non dovrebbe conoscere - perlomeno materialmente - ma desta un pochino impressione che il Dalai Lama decida anche lui di parlar male del sesso, e di farlo con argomenti per nulla originali. “Credo che la pressione e il desiderio sessuale siano solo una soddisfazione effimera che spesso conduce a complicazioni successive”, ha detto il capo dei tibetani in esilio. La vita coniugale, ha specificato, “causa troppi sentimenti instabili. E’ naturale che l’essere umano provi il desiderio per il sesso, ma poi interviene l’intelligenza umana a far capire che certe pratiche sono dannose, e a volte portano ad uccidere e al suicidio”. Meglio dunque la “consolazione” del celibato. “Senti che ti manca qualcosa“, ha spiegato il leader buddista, “ma paragonato all’intera vita, l’astinenza sessuale da’ piu’ indipendenza e piu’ liberta’“. Stando al principio del non attaccamento, rappresentato dalla ruota della morte e dal ciclo della reincarnazione, il sesso e la vita coniugale implicherebbero “un legame troppo forte verso i bambini e verso il partner, ossia uno degli ostacoli alla pace mentale“.
Il Dalai Lama quindi dice che il sesso - tutto il sesso - fa male. Lo fa con alcune differenze rispetto a un Ruini o un qualsiasi ayatollah, visto che l’argomentazione è in linea con le credenze della sua religione, ma alla fine la sostanza è la stessa. Anzi, fa un passo avanti rispetto alla Chiesa cattolica, che almeno ritiene legittime le pratiche all’interno del matrimonio: per lui è proprio meglio di no in assoluto, non soltanto nel resto. E la motivazione colpisce: è come se secondo lui così l’uomo “sprecasse affetto” nei confronti degli altri esseri umani, invece di dedicarsi completamente alla “pace mentale”. Insomma, l’amore sarebbe un “prodotto a scadenza fissa e di quantità limitata”, secondo il meditabondo leader dei tibetani, che rischia di finire come a volte capita che finisca il caffé proprio la mattina in cui hai un gran sonno. Ovviamente, se tutti si dedicassero a quello che dice il Dalai Lama, probabilmente anche il buddhismo avrebbe un calo di adepti piuttosto vorticoso, ma questo non sembra interessargli più di tanto. Certo, c’è anche da dire che se la “ruota della morte” e il principio del non attaccamento dicono che non si può fare, avranno ragione anche loro in un’ottica squisitamente religiosa. Nel senso: visto che c’è gente che crede a superstizioni e inverosimiglianze ben peggiori di questa, perché contestargliela?
Forse però conviene prendere spunto dal Dalai Lama - e dal fatto che le sue parole non abbiano creato un grande scandalo, mentre se fossero state pronunciate da un vescovo avrebbero avuto ben altra eco - per interrogarsi sul perché, a volte, chi è sostanzialmente - e dal mio punto di vista, giustamente - critico nei confronti delle uscite “originali” della Chiesa cattolica (l’ultima di ieri è particolarmente viscida) poi si scopra invece a mostrarsi molto più tollerante quando a dar prova di integralismo sono le altre religioni. Gli Ayatollah iraniani li si guarda con simpatia se a minacciarli (per altri motivi, d’accordo) sono gli Stati Uniti; quando si parla di HonestReporting in occasione di una giusta polemica con Telecom lo si dipinge come “sito dedicato alla corretta informazione su Israele” proprio mentre nella home compare “un video che spiega perche’ gli ebrei non dovrebbero sposare non ebrei”. E gli esempi sarebbero molteplici. Insomma, è come se “l’estremismo religioso” (perdonate la semplificazione) desse fastidio soltanto quando è cristiano, e non sempre e comunque, a prescindere da chi lo predica e pratica. Alla fin fine il Dalai Lama è simpatico, parla sbattendo gli occhietti come i personaggi dei cartoni animati, ha un sacco di insegnamenti moralmente superiori da impartire all’Occidente: gli si può anche perdonare di pensare che i bambini sono fondamentalmente una distrazione dal sé assoluto, no? “The shareef don’t like it / Rockin’ the Casbah / Rock the Casbah”.
Nel frattempo, forse abbiamo trovato un rimedio allo scoppio della bolla immobiliare, perlomeno in svizzera: basterà che ogni blogger segua l’esempio di Beppe Grillo, che, preoccupato per la libertà d’espressione in pericolo in Italia, ha deciso di tutelarsi comprando casa in Svizzera “ma solo per metterci il blog“. “Sì, ho comprato un appartamento a Lugano perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po’ preoccupato perché ogni mese c’è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della Rete…“. Per dire: sentendosi a rischio, Grillo poteva iscrivere il suo blog al Roc (si spende un centinaio di euro tutto compreso), o meglio ancora hostarlo su un server estero. Ha deciso invece per la soluzione più onerosa, alla faccia della sua leggendaria e genovesissima tirchieria. Adesso alle sue centinaia di migliaia di sostenitori non rimane che imitarlo, mentre magari i blogger svizzeri che si sentono in pericolo potrebbero comprare da noi e così via. Nel frattempo, purtroppo, nessuno ci ha fatto sapere com’è andato l’incontro tra i giudici della Cassazione e il comitato promotore dei referendum di Grillo, dopo la bocciatura ventilata dal Palazzaccio. In ogni caso, i suoi sostenitori sono comunque pronti a seguirlo in capo al mondo, senza chiedergli conto di questa stranissima débacle accolta con un basso profilo degno di un grande statista (o di uno con la coda di paglia assai lunga). Il motto, per i piccoli fans, resta sempre lo stesso: “Hasta la victoria, forse”.
(Vignetta di Artefatti)


























Ma io dico, poveri fessi quelli che hanno comprato il dominio in terra straniera e sfruttano server esteri. A saperlo, che bastava comprarsi la casa in svizzera!
E poi hai anche le piste di Saint Moritz e i bordelli di Lugano ad un passo. Bisognerebbe dirlo al Confuso.
Pure il Dalai Lama ci si mette.
Bell’articolo, pieno di cose “buone e giuste”:-)
Non e’ che si tollerano di piu’ le altre religioni rispetto alla religione cattolica, e’ che in Italia chi rompe veramente le balle e’ il vaticano, seguito al limite dai musulmani.
Se anche il Dalai Lama domani dichiarasse una Jihad a chi gliene frega qualcosa in Italia, a parte Baggio?
Grillo in Svizzera puo’ fare pensare anche a qualche legame con una ditta locale, volendo pensar male…
a chi gliene frega qualcosa in Italia, a parte Baggio?
A richard gere. Se permetti.
..Ero a conoscenza del fatto che il Buddhismo non fosse una vera e propria religione!anzi, non essendo religione,potrebbe essere collocato tra i rami dell’ateismo, in quanto si preoccupa di dare all’uomo la felicità terrena senza rapportarlo al divino.
…Quindi, atei in ascolto, se il leader buddhista dice che il sesso fa male…evitate…su…su!!
Eh-eeehmm… Non ha mica tutti i torti… fin qui!
Dice un mio amico molto saggio che “solo ai morti non capitano mai problemi” e dunque le “complicazioni”. Ben vengano stè complicazioni, caro Dally Lammy.
Però è simpatico, anche se poi sbarella di brutto
nulla di straordinario nelle parole del Dalai Lama, per un semplice motivo che se partiamo dal presupposto che la sofferenza e’ intrinseca durante la nostra esistenza, e che l’attaccamento o l’idea del posesso comunque porta a periodi di sofferenza il concetto e’ corretto, e non mi sembra che venga detto di non praticare il sesso, si esprime un concetto tipico del buddismo.
E’ anche vero che nel buddismo le scelte che l’essere umano attiva durante la propria esistenza vengono capite NON condannate.
Siamo esseri umani quindi dediti a qualsia nostra personale interpretazione del nostro vivere.
Molti monaci sono sposati
ciaoooooooooooooooooooooo
Bravo.
Io critico chiunque cerchi di comandare a bacchetta gli altri in cose che riguardano esclusivamente il singolo. Quindi critico aspramente la chiesa cattolica, il Dalai Lama (mi sembrava più sano di mente), i musulmani integralisti, i politici italiani, i perbenisti, i falsi perbenisti, i rompiscatole.
Per me vige una sola regola…se non con i miei comportamenti e modi di vivere non faccio del male agli altri e non tolgo niente a nessuno sono libero di fare ciò che voglio.
Nessuno può dirmi come devo vivere la MIA vita se non tolgo niente a nessuno.
Penso che lui abbia indicato la via che porta alla perfezione, che appunto vede la liberazione totale da ogni passione, e non solo sessuale: anche affettiva (vedi accenno ad affetto filiale). Via che poi ognuno può adattare alla sua condotta di vita, per approssimazione, declinandosela personalmente.
Lui dice che “è meglio” così.
Ma da che mondo è mondo, intendo anche il mondo della cultura pagana, in primis stoici ed epicurei, si insiste su questo non lasciarsi dominare dalla passione sessuale e neanche dai legami affettivi.
Voglio dire: dal punto di vista filosofico e della ricerca della perfezione, è qualcosa di assolutamente plausibile, non integralistico né “scandaloso”.
Ma sapete quanto POCO il Dalai Lama è rappresentativo del buddismo, sì? Non è che perché qui da noi è ultrareclamizzato allora si può considerarlo un Papa dei buddisti.
Avete presente i monaci birmani di cui si diceva tanto mesi fa? Ecco, non mi stupirei se non sapessero nemmeno chi è. E da loro certe cose non le sentite.
Inoltre il buddismo tantrico (quello del Dalai Lama) è una religione. Tout court. Se ne può discutere su altre scuole, ma non sulla sua.
@kamb-O
“Se ne può discutere su altre scuole, ma non sulla sua.”
In che senso? Che non posso discutere quel che dice?
Dì la verità gregghino, questo articolo era volutamente politically-correct tanto per fare contenti gli amici cattolici, tanto bistrattati da quel demonio di Vertigoz.
Si fa un paragone un tantino acrobatico mettendo sullo stesso piano quello che sembra un “consiglio” filosofico (tenderei ad essere d’accordo con Corda), seguilo oppure no (diciamo di no, va’… :D) con la Chiesa che ti dice “se scopi prima che te lo diciamo noi fai peccato e se tte dice male finisci all’inferno” (e gli ayatollà “se scopi con chi non ci piace finisci appeso per il collo”.)
Dì la verità, Just, dire in un articolo “l’ultima uscita (della Chiesa) di ieri è particolarmente viscida” non è il modo migliore per “fare contenti i cattolici”, eh? Che dici?
“Si fa un paragone un tantino acrobatico mettendo sullo stesso piano quello che sembra un “consiglio” filosofico”
opinioni sul paragone acrobatico. Secondariamente, in base a quale regola qualcuno si arroga il diritto di darmi un “consiglio” filosofico (includendo con una serenità spaziale nel messaggio sul sesso anche quello schifo di prodotto finale dello stesso, i bambini) non richiesto?
Non penso che stesse dando un consiglio filosofico ecumenico, Alessandro: mostrava la strada, difficile,impervia, per raggiungere la buddhità. Penso che si rivolgesse ai “suoi”, anche perché non mi sembra che il buddhismo abbia velleità proselitistiche, ecumeniche: è una “religione” molto leggera, da questo punto di vista!
“Non penso che stesse dando un consiglio filosofico ecumenico, Alessandro:”
Anfatti. Parlava alla stampa.
“mostrava la strada, difficile,impervia, per raggiungere la buddhità.”
Non fare bambini? Ok, anche Buddha va nel cesso insieme agli altri santini.
(rossi e neri so’ tutti uguali.)
Se non facessimo più bambini perché lo dice la religione buddista prima o poi non vi sarebbero più buddisti né Dalai Lama!
@Gregorj: “in base a quale regola qualcuno si arroga il diritto di darmi un “consiglio” filosofico”
Non so, forse perché persino ai buddhisti è concessa libertà di espressione?
Ma dove andremo a finire di stò passo…
“Dì la verità, Just, dire in un articolo “l’ultima uscita (della Chiesa) di ieri è particolarmente viscida” non è il modo migliore per “fare contenti i cattolici”, eh? Che dici?”
Ovviamente la mia era una battuta, dal momento che conoscendoti so quanto te ne possa sbattere di essere correct col gregge di Ruini&Co.
Io non sono d’accordo con quello che dice Dally, ma nemmeno mi sorprende: sei buddhista, vuoi giungere all’illuminazione? Scordati famiglia e pargoli.
Sei cattolico, vuoi sposare Gesù? Fatti prete e goditi celibato e castità, ché moglie e bimbi sennò ti distraggono.
La cosa più bella che esiste nel mondo è quella di procreare una famiglia. C’è la persona che nasce eunuca, c’è chi sceglie di esserlo, ma è ancora più bello di amare la donna che Dio ti mette accanto.
manca la patria!
Dio mi mette accanto sempre le donne sbagliate, porcamiseria! ._.
@just
“Non so, forse perché persino ai buddhisti è concessa libertà di espressione? Ma dove andremo a finire di stò passo…”
E allora anche col Papa, dov’è il problema?
(oppure non si vede perché non debba essere permesso a me che è aberrante uno che dice che famiglia, bambini, sesso, sono distrazioni che non ti permettono di raggiungere chissà quale idiotissimo stato interiore da onanista fallito. Sai, ripensandoci: mi sa che sono stato troppo buono col piccolo Johnlennon)
non sono d’accordo sulle conclusioni del tuo articolo.
premetto che non ho ne letto ne sentito tutto il discorso del Dalai Lama, ma mi sembra di aver capito che stava dando un opinione, al limite un consiglio, non un imposizione.
dire: “se fai sesso vai all’inferno altrimenti sei salvo” è ben diverso dal dire “se non fai sesso hai meno problemi”, la seconda al limite può essere una stupidata.
concludendo, se quando parla la chiesa gli animi si scaldano di più è perchè da lei arrivano solo regole di vita o le condividi o sei un cattivo.
Il Dalai Lama ha ragione in linea di principio. Ma lui è nato dall’astinenza? No è vero è nato dai cavolfiori del Tibet che resistono assai bene al freddo rigido degli inverni locali. Rigido il freddo e rigido il…
Beppino Grillo ”dou belin” ( curioso portoghese e senese si assomigliano saranno stati mica i primi nagigatori non del web ma del mare!?) invece ha fatto solo confusione. Quella era la sede off shiore dei suoi quattrini. Ch. Quando faceva ”Fantastico quanto guadagno facendo battute sui socialisti” era la sua patria fiscale. http://www.ubs.beppegrillo.com.
!!!!!!!!
“Dio mi mette accanto sempre le donne sbagliate, porcamiseria! ._.”
Quotatissimo.
Comunque, al di là di tutte le polemiche religiose, il Dalai Lama dice una cosa ovvia: a non incasinarsi con i sentimenti e con le relazioni si soffre di meno. Ma và. Non mi dire.
@Gregorj:
il problema col Papa è che ha un concetto un pochino più esteso di “libertà di espressione” oltre a una certa… influenza nella politica.
(del buddhismo penso che sia una dottrina come tante, buona per chi ha assoluto bisogno di conformarsi a qualcosa, con qualcuno che gli dica come deve vivere e come no. Ne fo allegramente a meno.
)
Al Dalai Lama preferisco il buon Siddharta, che all’illuminazione ci arrivò passando attraverso numerose e kamasutriche trombate con la bella Kamala
capo religioso che dice stronzate aberranti = critica e perculamento.
(Il fatto che Ahmadinejad e le sue barbelunghe stiano in Iran, e non influenzino la politica italiana, mi lascia totalmente indifferente: sempre ridicolo è.)
(senza contare che una stronzata megagalattica equivalente a quella su bambini e famiglia, perlomeno, il Papa e Ahmadinejad - o chi per lui - non l’hanno ancora detta)
dare importanza al corpo piuttosto che alla mente o alla mente piuttosto che al corpo ?
i materialisti che mirano alla soddisfazxione dei sensi possono affermare con giustezza che essa può non essere tale da compensare le ambasce dell’ anima che questa comporta….ed allora lo spirito ancora una volta batte il corpo; l’ infinito ha il sopravvento sulla materia limitata
quindi lo spirito batte la materia
.ma per lo spiritualista il corpo è anch’ esso importante e fonte di arricchimento dello spirito
e come tale va curato di pari passo infondendo l’ uno sostegno all’ altro
godimento fisico e corpore sano in spirito sano capace di apprezzare e dare nuovi impulsi al godimento corporeo in una rincorrersi di stimoli e di piaceri che portono all’ estasi permanente
ed ora tornate alla realtà….e sognate
@ Just
Basta non votare i politici che fanno a gara per accontentare il Vaticano e si risolve il problema. Il clero ci tenta e riesce perché abbiamo una classe politica di ignavi che temono di perdere consensi, ma non si accorge che se il Cane abbaia e latra è perché le chiesette si stanno svuotando. Anche le donne, antico pilastro della Chiesa, stanno mollando gli altari…:-)))
Chi si e’ stupito non conosce il Buddhismo.
Esso e’ piu’ che una religione una filosofia, che si basa su una semplice constatazione: vivere e’ un peso, e’ sofferenza. A maggior ragione se si e’ condannati non solo ad una vita ma a successive, tramite reincarnazione e secondo le regole del karma. Il Buddha guida al Nirvana, alla rottura del ciclo reincarnativo.
La cosa interessante e’ che tanti occidentali si avvicinano al Buddhismo pensando che sia tanto liberante e moderno, e che la dottrina della reincarnazione sia tanto “cool”. Gli orientali se ne vogliono liberare, invece. Divertente.
Le ricadute di tale filosofia sono enormi; per esempio l’assenza di un vero concetto di persona, che deve essere importato dall”occidente e cozza tanto con la reincarnazione - per cui il corpo non conta - e il Nirvana, che non e’ il paradiso ma piu’ uno stato di non-sofferenza, quasi non-esistenza.
Mischiare queste idee con il Cristianesimo e’ una operazione molto problematica. Il celibato cristiano non e’ impassibilita’ ma altra forma di amore. Non c’e’ mai stato, se non nelle eresie gnosticheggianti, un rifiuto del corpo e del sesso come “cattivi”, semmai come distraenti e fonte di disordine e tentazione, ma su questo anche non cristiani come Greci e Romani erano d’accordo, a partire da Platone ed Aristotele…
Però non mi hai ringraziato per la ricetta. Non è che sotto sotto, sei una ‘’siddhartina” anche tu? CIAO
Non l’hanno ancora detta la stronzata-mega. Ma visto le recenti ( e non solo) premesse è questione di tempo. Comunque la pensano sicuro! CIAO
“Però non mi hai ringraziato per la ricetta. Non è che sotto sotto, sei una ‘’siddhartina” anche tu?”
no, guarda, proprio fuori strada. sono scortese per non averti ringraziato (e infatti scusa), ma la cosa finisce lì.
Mai pensato di allargarmi. Se ”la cosa finisce li” sta per non ti ho risposto per non dare sponda eventuale, resta la scortesia senza ”cattivi pensieri”. Se sta per ”non sono una siddhartina” (paradosso di Epimenide) attenta allora che vuol dire il contrario, ”cioè che rifuggi in linea generale il pensiero e lo stile di vita sobrio e contenuto”( sempre non riferito a me certamente). CIAO ps: la ricetta la conosci?
Repliche sparse e gratuite:
> In che senso? Che non posso discutere quel che dice?
Era per dire che la sua è PROPRIO una religione (in risposta a chi dice che il buddismo non lo sarebbe - e invece A VOLTE lo è, come nel caso della scuola del Dalai Lama). Se si sostiene il contrario per il motivo che non ci sono dèi… ci si sbaglia, perché questo non è un criterio universale.
> Se non facessimo più bambini perché lo dice la religione buddista prima o poi non vi sarebbero più buddisti né Dalai Lama!
A lui andrebbe bene. Sul serio.
Comunque nel caso resterebbero le scuole estranee al Vajrayana (la corrente del Dalai Lama), ovvero resterebbe la grossa maggioranza dei buddisti.
> e ricadute di tale filosofia sono enormi; per esempio l’assenza di un vero concetto di persona, che deve essere importato dall”occidente e cozza tanto con la reincarnazione - per cui il corpo non conta - e il Nirvana, che non e’ il paradiso ma piu’ uno stato di non-sofferenza, quasi non-esistenza.
- In che senso “il corpo non conta”? I buddisti non credono nell’anima… (e infatti parlare di reincarnazione sarebbe sbagliato, è un termine occidentale a cui si ricorre in mancanza di meglio. La reincarnazione è propriamente indù)
- Da dove ricavi questa interpretazione del Nirvana? Una persona può essere nella pace del Nirvana da viva, ed esiste tale e quale alle altre.
Che peyote hai preso? Me sembri Luxuria che pronuncia i mantra a Cayo Cochino. Teribbile
Te l’ho detto che la dicevano!
Scusate la domanda… è solo per curiosità: ma qualcuno può linkare il testo integrale dell’intervista???
grazie!
ciao, andrea, i link sono nel testo. E nei link c’è anche la risposta alla tua domanda.
Il Buddhismo lo conosco poco. Detto questo, trovo del tutto pertinenti le considerazioni di Stefano.
grazie per averlo citato, Zamax, così posso rispondergli (non lo avevo letto):
@ stefano
“Mischiare queste idee con il Cristianesimo e’ una operazione molto problematica. Il celibato cristiano non e’ impassibilita’ ma altra forma di amore. ”
E chi l’ha fatto, di grazia?
@zamax..
Scusa Zamax, ma forse mi devo far visitare gli occhi… non riesco a trovare il link all,intervista integrale del Dalailama. Ho trovato solo il link del telegraph ch’è poco più che un riassunto di uno scambio di battute…
ho cercato pure su google… ma niente (non è che mi ci sono sprecato poi molto…)
grazie!
Preciso: trovo giuste le considerazioni di Stefano in via generale, non tanto a riguardo dell’articolo. Soprattutto là dove dice:
“Non c’e’ mai stato, se non nelle eresie gnosticheggianti, un rifiuto del corpo e del sesso come “cattivi”, semmai come distraenti e fonte di disordine e tentazione, ma su questo anche non cristiani come Greci e Romani erano d’accordo, a partire da Platone ed Aristotele…” Infatti anch’io sono del parere che il “Logos” avesse già raggiunto alcuni concetti cristiani, soprattutto tra gli stoici e - senti senti - tra gli epicurei (parlo di Epicuro, non dell’epicureismo, non di quello che già nell’antichità fu una distorsione del suo pensiero).
Ma che questi vadano giù di benzodiazepine , anfetamine , sintetiche e altro ? Mah!?
Mah… l’intervista integrale del dalailama non sembra essere disponibile da nessuna parte e tutti gli articoli che ho visto sono un copia incolla del Telegraph.
Il senso che Gregory ha colto nel brano secondo me è suggerito più dal giornalista che non dal Dalailama…. e , comunque, lasciando da parte la condivisione del pensiero, quello che spesso viene confuso è il rapporto di causa ed essetto che lega i concetti sottesi ad un costruzione logica.
In questo caso, se interpreto corretamente il pensiero buddhista, l’aspirazione ad una vita di castità è l’effetto della propria levatura spirituale non il contrario come suggeriscono gerarchie ecclesiastiche varie (che sia qui l’inghippo???).
In questo senso anche io concordo Stefano quando vede nel corpo uno strumento indispensabile per realizzare quello che per il buddhismo è il fine ultimo dell’esistenza: la pace dell’anima (il cui effetto è l’interruzione del ciclo delle reincarnazioni)…
> anch’io sono del parere che il “Logos” avesse già raggiunto alcuni concetti cristiani
Esistono concetti cristiani che il Logos non avesse raggiunto?
> In questo caso, se interpreto corretamente il pensiero buddhista, l’aspirazione ad una vita di castità è l’effetto della propria levatura spirituale non il contrario come suggeriscono gerarchie ecclesiastiche varie (che sia qui l’inghippo???).
Nemmeno io ho letto l’intervista, ma non metterei la mano sul fuoco che le cose stiano così.
Anche se solo raramente hanno la forza vincolante di quelli di una religione monoteistica, il Buddha fondò una precettistica sottoforma di comportamenti raccomandabili, ossia tali da facilitare il compito della liberazione.
L’interpretazione dei precetti e la forza vincolante dipendono poi dalle scuole (per quasi tutto quello che riguarda il buddismo bisogna sempre considerare una premessa: dipende dalle scuole), ma generalmente non vengono dopo. Anzi, l’illuminato è proprio quello che lascia da parte la precettistica, che non aspira a un determinato comportamento.
Considerate le espressioni che usa, a me pare proprio che il Dalai Lama si rivolga a chi non è illuminato, e che consigli un comportamento che potrebbe aiutare a diventarlo.
Ribadisco un’altra cosa: è scorretto parlare di reincarnazione (meglio rinascita).
L’idea di un Io che passa da un corpo a un altro e che il corpo in qualche modo imprigiona è induista. Nel buddismo l’Io è un’illusione che deve cadere, un prodotto del sinolo corpo-mente (a sua volta suddiviso dalla teoretica buddista nei famosi cinque aggregati). Acquisizione questa, peraltro, modernissima; basta pensare alla psicanalisi. Questo è forse il massimo elemento di originalità del buddismo al tempo della sua fondazione.
Quindi il corpo non è disprezzato e non è strumento, per la semplice ragione che non c’è qualcosa in favore della quale vada disprezzato o che possa farne il proprio strumento.
E’ completamente estraneo all’ontologia di qualunque scuola buddista. Non c’è.