“La pedofilia? E’ colpa dell’omosessualità”
13/04/2011 - Bill Donohue, presidente della Catholic League, minimizza sullo scandalo che ha colpito la Chiesa Lo scandalo pedofilia che ha coinvolto dei sacerdoti è stato oltremisura ingigantito, tutta colpa dei nemici della Chiesa, coloro che sono schierati a favore dell’aborto, del matrimonio gay
Bill Donohue, presidente della Catholic League, minimizza sullo scandalo che ha colpito la Chiesa
Lo scandalo pedofilia che ha coinvolto dei sacerdoti è stato oltremisura ingigantito, tutta colpa dei nemici della Chiesa, coloro che sono schierati a favore dell’aborto, del matrimonio gay del clero femminile. Lo ha scritto in un editoriale apparso lunedì sul New York Times Bill Donohue, presidente della Lega Cattolica per diritti civili e religiosi (la Catholic League for Religious and Civil Rights), influente lobby, non finanziato dalla Chiesa Cattolica ma sostenuta da conservatori e clero cattolico.
“OMOSESSUALITA’, NON PEDOFILIA” – Nel suo articolo Donohue non spiega il meccanismo col qualesarebbe stato montato l’attacco alle istituzioni ecllesiastiche, ma si dice convinto che se la Chiesa avesse posizioni più liberali lo scandalo non avrebbe ricevuto grande risonanza. “Il ritornello che gli abusi ai danni dei bambini sono una realtà nella Chiesa è due volta sbagliato – ha scritto Donohue – Non erano bambini e non sono stati violentati. Sappiamo dello studio di John Jay (condotto nel 2004 dal John Jay College of Criminal Justice, nda) che rivela che la maggior parte delle vittime sono adolescenti che sarebbero stati inopportunamente tastati. E ciò non è uno stupro”. “Il Boston Globe – ha aggiunto il cattolico conservatore a sostegno della sua tesi – ha parlato della relazione di John Jay sottolineando che ‘oltre tre quarti delle vittime erano in età postpuberale, e che quindi non veniva soddisfatta la definizione clinica di pedofilia’. In altre parole, il problema è l’omosessualità, non la pedofilia”.
LA ”PEDOFILIA CLINICA” - Nel suo intervento Donohue – fa notare Jon Carroll sul San Francisco Gate – non ricorda che il 30 percento delle vittime di abusi sono di sesso femminile, un dato che smonta l’affermazione secondo la quale sarebbe più opportuno parlare di preti gay piuttosto che pedofili. Non solo. Purtroppo per Donohue “l’adolescenza” non è un termine giuridico, e nemmeno un termine medico. I contorni per definire l’eta adolescenziale non sono ben definiti, per questo non è possibile parlare nè di definizione clinica di pedofilia. “Ci sono ragazzi che sono maturi fisicamente ma emotivamente sono molto bambini”, scrive Carroll. Ciò cui si può far riferimento, invece, è la definizione legale di abuso sui minori.
FEDE TRADITA – Donohue dimostra di avere considerazione e rispetto delle vittime molto bassi. Bambini e adolescenti mettono la loro fede, letteralmente e metaforicamente, nelle mani dei sacerdoti. Si fidano di loro, e quando quella fede viene distrutta dallle attenzioni particolari dell’uomo di Chiesa, una giovane vita viene condizionata. Stando alle parole di Donohue, però, sono i sacerdoti le vere vittime. Il presidente della Lega Cattolica non nega gli abusi, ci mancherebbe. Ma le sue argomentazioni per minimizzare sono improbabili. Donohue sostiene che gli psichiatri durante gli anni ’60, ’70 e ’80 hanno raccomandato che i pedofili e i molestatori venissero reintegrati e che la Chiesa si è limitata a seguire il loro consiglio.
LA LOBBY - “Francamente – prosegue ancora Donohue – è più accettabile per la nostra società difendere i diritti dei detenuti di Guantanamo invece che i diritti dei sacerdoti”. Una frase quantomeno discutibile, considerando che solo un piccolo gruppo di persone si preoccupa dei prigionieri, mentre i preti sono supportati da un’organizzazione mondiale di grande potenza e ricchezza. Questa organizzazione è politicamente forte e radicata. Il gruppo di difesa dei detenuti di Guantanamo, no. L’articolo di Donohue è apparso sulla prima pagina del quotidiano americano. Appare improbabile – rileva il SFGate – che i prigionieri del carcere o i loro sostenitori riescano a racimolare abbastanza soldi per pubblicare sulla prima pagina di un giornale di tale levatura i loro appelli.
I PRECEDENTI – Non è la prima volta che il principale esponente della potente lobby cattolica Catholic League espone la sua idea sullo scndalo pedofilia. “La maggior parte dei sacerdoti gay non sono molestatori, la maggior parte dei molestatori sono gay”, ripeteva un anno fa dalle colonne dello stesso giornale. “Gli abusi non sono pedofilia, perché le vittime sono quasi sempre post pubescenti e consenzienti”, affermava qualche settimana dopo ai microfoni della Cnn.













oddio piove…è sicuramente colpa dei gay si si
Non smetterò mai di portare avanti la causa dei gay, perchè aimè, avrò un limite mentale ma non riesco a capire cosa ci sia da avere contro di loro e più ci penso e più divento matta.
Ma torniamo a noi… allora i preti non sono pedofili perchè non violentano le bambine infatti forse sono gay perchè palpeggiano i ragazzini, ormai 15enni?
E tutti dicono che i preti sono pedofili perchè la Chiesa si schiera contro l’aborto e contro i gay? Ma, ripeto, non sono pedofili perchè non c’è nulla di male nel toccare ragazzi in età postpuberale?
Spero di aver capito male!
secondo me non avete capito il senso dell’articolo e di quell’intervista, anche perchè il titolo depista completamente. Il sunto è: ” il fenomeno pedofilia fra i preti è stato ingigantito: in gran parte non si tratta di preti pedofili (malati) ma di preti gay (non malati) che se la facevano con adolescenti consapevoli ma definiti immaturi solo per avere lo scandalo-scoop da vendere e da utilizzare”. Io personalmente credo che molti “minori” (soprattutto se oltre i 16 anni) usino il pretesto della violenza per non venire seppelliti dall’ilarità, alienati dai compagni e soggiogati dai genitori (o addirittura siano a caccia di soldi) quando in realtà siano stati PIENAMENTE consapevoli di tutto ciò che abbiano fatto. E credo anche che – pur essendo ateo, agnostico e anche un po’ anticlericale! – tutta questa montagna di letame gettato addosso alla chiesa sia veramente over. In molte parrocchie, soprattutto nei paesini di montagna come il mio, dobbiamo molto ai nostri parroci che hanno animato ed assistito la comunità intera dedicando spesso la propria intera vita, e se anche ci fosse scappato un qualche peccatuccio ciò non dovrebbe essere pesato di fronte a tanto riconosciuto lavoro nel sociale. Secondo me sarebbe anche ora di dare ad un pompino il giusto valore, cioè quasi zero, anzichè strapparsi i capelli di rabbia come se fosse stata fatta una strage… e sarebbe anche finalmente ora di parlare di “pedofilia” SOLO nei casi previsti dall’accezione etimologica del termine, cioè nel caso di sesso coi “bambini” (esseri umani in età pre-puberale”), e smetterla di cercare scoop con finti bambini che alla sera vanno a caccia di nigeriane in scooter.