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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 3 luglio 2008 alle 09:16 dallo stesso autore - torna alla home

Ha ragione Fabrizio D’Esposito, giornalista del Riformista dalle ottime frequentazioni: questa storia delle intercettazioni che riguarderebbero Silvio Berlusconi, impelagato stavolta in una storia di fellatio, è come il sacro Graal. In tutti i sensi. Intanto, c’è da dire che il primo a scrivere di questa roba è stato Vittorio Feltri: se alla fine tutto ciò risultasse vero, toccherà rendergliene merito (e sarebbe la prima volta). Ma soprattutto, fa acqua da tutte le parti. Perché l’”Oral suasion” (copyright Dagospia) del Cavaliere si sarebbe svolta così: “Prima scena, ieri a Montecitorio. Fuori nel cortile non si respira per il caldo. Interlocutore maschio: «La telefonata di … (segue nome e cognome del ministro) è quella più forte. Roba da paura. Uno scandalo. C’è lei che spiegherebbe a un’altra come trattare il premier… (segue descrizione di una pratica già causa in un altro paese occidentale di impeachment)»“. Ricordiamo che i parlamentari non possono essere sottoposti a intercettazioni delle loro utenze se non dopo autorizzazione della Camera; infatti, il telefono monica lewinsky Silvio e il Lodo Lewinskyintercettato nelle conversazioni del premier era quello di Agostino Saccà. E una delle protagoniste di cui si chiacchiera nella vicenda era parlamentare anche nella scorsa legislatura. Quindi, o ad essere intercettato era il telefono dell’interlocutore (o dell’interlocutrice), che però non deve essere parlamentare (si parla di ministre, ce ne sono due che non lo erano, ma con una la parlamentare aveva ed ha pessimi rapporti per ragioni di concorrenza) oppure questa è fuffa. Stesso discorso vale per le intercettazioni che riguarderebbero l’uso del solito farmaco sperimentale di cui sono piene le nostre cartelle dell’antispam. Con chi parla Berlusconi? Sempre con Saccà? Mah. In più, bisogna ricordare che Scapagnini, medico personale del premier, si vantava in giro fino a poco tempo fa piuttosto delle virtù salvifiche del Guaranà, più che di quelle del Viagra. Intanto, nel movimento gossipparo che occupa le prime pagine, il Corriere si butta a capo fitto con Virginia Sanjust e il marito del Sisde che lamenta una storia di mobbing, e pare che Piersilvio abbia dichiarato di non volere Saccà in azienda. Tutta questa storia sembra alquanto improbabile, e il fatto che Cossiga ne parli potrebbe esserne la conferma. Se poi fosse tutto vero, non sarebbe comunque rilevante ai fini del governo. Ma lo diventerà di certo.

In tutto ciò, passa sotto silenzio o quasi che la Corte dei Conti abbia bocciato la Robin Hood Tax perché “rischia di pesare troppo su un singolo settore di impresa e di avere effetti negativi per i consumatori“. Già. Già. E che ricomincia la guerra sotterranea tra via XX Settembre e via Nazionale. Come al solito, è Tremonti che lancia il sasso ricordando che Draghi aveva detto l’anno scorso che la crisi dei subprime non avrebbe toccato l’economia reale, e questo non è vero. Il governatore nella polemica nemmeno ci entra e va in Parlamento a discutere il Dpef di Giulio nostro: “il programma di contenimento della spesa messo a punto dal governo è alquanto ambizioso. E’ positivo che la riduzione della spesa svolga un ruolo preponderante nel processo di consolidamento dei conti pubblici. In questo senso la sfida più importante e difficile è quella sul pubblico impiego“. Nessuna polemica, niente scetticismo, grande serietà istituzionale. Chi di dovere apprezzerà.

Piccola appendice all’articolo di ieri su Kilombo. Un admin di Kligg, Franco De Luca, ha deciso di replicare ad alcuni dei post che chiamavano in causa l’aggregatore. Nella sua risposta, De Luca ha pesantemente attaccato due utenti, accusandoli di aver inviato email che mettevano in dubbio l’integrità dell’aggregatore, e di essere la stessa persona (o di postare dallo stesso IP). Nella replica, ho scritto che “questa affermazione non avrebbe dovuto essere fatta, in primo luogo per rispetto della privacy dell’utenza e in secondo luogo in quanto non verificabile. Ragionando per assurdo, anche lo staff presentato nel vostro blog, per quanto ne so, potrebbe postare dallo stesso ip, così come il commento a cui sto rispondendo“. In più, mi rimane ancora da comprendere il perché della disparità di trattamento tra post aggregati che parlavano di Kilombo, alcuni eliminati ed altri invece lasciati in bella mostra. A questo De Luca non ha risposto. Nel frattempo, uno dei due utenti chiamati in causa (Giuseppe di OkWebLogin) ha chiesto (autorizzandolo implicitamente a farlo) di pubblicare le email nelle quali aveva messo in dubbio la correttezza dell’aggregatore. Per tutta risposta, l’utente è stato bannato e i suoi commenti cancellati. Lascio a chi legge giudicare se questo sia un comportamento corretto.

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