Tra le leggende metropolitane che circolano negli States, ce n’è una nuova: Obama sarebbe il figlio segreto di Malcom X. Prepariamoci a sentirne parlare anche in Italia.
Nel variegato mondo dei complottisti, ossia di coloro che sostengono che il nostro mondo, la nostra vita e la nostra storia sono segnati in ogni istante da complotti piccoli e grandi, rigorosamente segretissimi ma da essi puntualmente scoperti e svelati, serpeggia inquietudine. Da decenni ci vanno dicendo che c’è una setta
segreta che gestisce i destini del mondo, che la famiglia Bush vinceva le elezioni grazie a macchinette per il voto elettronico truccate, che viviamo in un sistema concepito per mantenere la brava gente lontano dai centri di potere… ed ecco che, dalla sera alla mattina, il posto di comando più importante nel mondo, la Presidenza degli Stati Uniti d’America, viene preso da un fino a ieri sconosciuto Barack Obama, afroamericano le cui origini si perdono in uno sperduto e povero villaggio del Kenya. Ma non s’era detto che gli Stati Uniti erano governati dai fautori del Nuovo Ordine Mondiale, istituito con gli attentati dell’11 settembre, che aveva il suo punto di forza nell’amministrazione Bush, nel Partito Repubblicano e nel suo fedele discepolo McCain? Dopo un comprensibile momento di sconforto, i complottisti stanno correndo ai ripari e hanno allestito una nuova serie di teorie e leggende metropolitane cui affidare il compito di spiegare cos’è successo e di perpetuare il “verbo” del complotto per i prossimi quattro anni di presidenza americana. Vediamo cosa c’è in cantiere e prepariamoci all’arrivo di questa ondata di miti anche qui in Italia.
OBAMA COME MUSSOLINI - Le danze sono state aperte dal super-complottista Webster Griffin Tarpley, che già nel giugno del 2008, in previsione di un’eventuale vittoria del progressi
sta Obama contro il conservatore McCain, pubblicava il libro “Obama, the Postmodern Coup”, la cui copertina accostava un’immagine di Obama a una del Duce, entrambi con la mano ben tesa. La presentazione del libro riporta: “Barack Obama è un personaggio profondamente contorto, avanguardia megalomane di un colpo di stato postmoderno attuato dalle agenzie di spionaggio utilizzando sondaggi falsificati [...] per cortocircuitare le normali logiche politiche e conquistare il potere [...]”. La teoria è che Obama funzionerebbe come un cavallo di Troia: un uomo simpatico a tutti in grado di ridare fiducia e credibilità agli Stati Uniti in un momento storico particolarmente critico a causa della guerra in Iraq e della crisi economica provocata dal collasso del sistema bancario americano. Obama sarebbe quindi l’uomo giusto per portare avanti i progetti imperialisti e neo-conservatori americani all’ombra della benevolenza e fiducia dovuti a un presidente afroamericano progressista. Data la tempestività con cui Griffin ha iniziato l’opera di demolizione di Obama (non solo prima dell’insediamento, ma addirittura prima delle elezioni) le sue teorie (vere e proprie istruzioni operative per complottisti) sono già approdate in Europa e in Italia. Lo dimostra un articolo di Paolo Barnard del 6 novembre scorso, subito ripreso sul sito Comedonchisciotte.
DEMOLIRE I DEMOCRATICI PER DEMOLIRE OBAMA - La linea seguita da Barnard è chiara: per demolire Obama (che finora in politica ha fatto ben poco) si deve partire dalla demolizione del partito democratico, e quindi tutto quello che fino a ieri era addossato ai repubblicani, ai Neocon e a Bush, magicamente si trasforma in opera dei democratici. Qualche esempio? Barnard parte con Kennedy: sua la responsabilità di aver dato “il semaforo verde - per usare un’espressione tutta americana - al peggior terrore neonazista della storia del Brasile” , sua l’idea di “lanciare una campagna di terrorismo contro Cuba mirata alla sua popolazione civile”. Ma sino
a ieri, non si diceva che Kennedy era stato ucciso perché osteggiava i piani dei conservatori? Acqua passata. Adesso c’è Obama e la teoria cambia. E il presidente Carter? Come si può parlar male del buon vecchio Carter, che preferiva le arachidi al petrolio ed era sostenitore di pace e distensione? Barnard non ha dubbi: “…all’inizio del 1978 di fronte all’apogeo dell’olocausto cambogiano per opera di Pol Pot e dei suoi Khmer rossi, decise il famoso ‘spostamento verso la Cina’ (The Tilt towards China) che di Pol Pot era il principale sponsor e armatore”. Quindi, dato che Carter si avvicinò alla Cina e dato che la Cina appoggiava Pol Pot… che logica, vero? E Bill Clinton? Lo amavano tutti (anche sotto la scrivania…) ma Barnard non ha pietà nemmeno di lui: “…è stato il pioniere della dottrina cosiddetta ‘Full Spectrum Dominance’ (dominio a tutto campo) elaborata dal Pentagono sotto la sua amministrazione, che è stata la base materiale e ideologica di tutto ciò che i Neocon di Bush hanno potuto fare in questi anni di devastante unilateralismo armato…”. Altro che Bush e Neocon: fu tutta colpa di Clinton.

























C’e anche già la storia che in qualche modo Obama è imparentato con la Regina d’Inghilterra!
Adesso vi dirò il segreto che il NWO voleva nascondere su Obama: è parente di Bush !!
http://tgla7.alice.it/esteri/o.....nothpboxdx
Aldilà dello scherzo, c’è chi crede davvero che un’eventuale parentela di ennesimo-grado sia la prova che esiste un complotto.
Chiaramente, l’antenato in comune (se fosse vera questa notizia) risale alla seconda metà del 1600: nulla di cui meravigliarsi, insomma, questo vuol solo dire che avvenimenti come l’11/9 erano già stato progettati 4 secoli fa (evidentemente gli aerei erano già noti agli ‘Illuminati’)!
Cmq penso che sarebbe opportuno sbufalare ‘attivamente’ le cavolate della Geller, onde evitare che si moltiplichino sul web. Non la bischerata sui tratti somatici etc, ma, per esempio, quella sulla nascita (che dev’essere colossale anch’essa, ma si presta ad essere ripetuta a pappagallo).
Se tutto gioca su cose del genere…niente niente questa Pamela Geller è parente di Uri Geller, quello che piegava i cucchiai?
Questa uguaglianza di cognomi è sospetta…c’è un complotto fra i complottari…
Come cambieranno i rapporti Europa-USA con l’investitura di Obama? Uno storico italiano, Franco Cardini, afferma qui che, fino a quando l’Europa non imporrà i suoi punti di vista (cosa che con Bush non ha neanche accennato a fare) gli Stati Uniti manterranno la loro egemonia sull’Europa. Tutt’al più, con Obama, dopo il bastone, ci sarà la carota di una politica multilaterale, quanto meno a livello di una maggiore diplomazia comunicativa, ma siamo comunque destinati a essere sudditi dei nostri cosiddetti alleati.