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Il sesso peggiore del mondo

Vivono generalmente in acque molto profonde, sulla schiena hanno una specie di canna da pesca per «pescare» le proprie prede e sono fan del sesso parassitario. Sono i pesci lofiformi, un ordine che conta oltre 300 specie attualmente conosciute e classificate, di cui 160 abitanti degli abissi più bui.

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TROPPI SCAPOLI NEGLI ABISSI – Tra le difficoltà di vivere a centinaia di metri sotto la superficie marina c’è anche quello dell’accoppiamento: come riporta Wired, secondo il biologo Theodore W. Pietsch le femmine della specie sono tanto rare che solo l’1% dei maschi riesce a trovare una compagna. E non è certo per colpa di una scarsa propensione al «rimorchio», visto che i maschi hanno narici più grandi di qualsiasi altro animale terrestre, evolutesi apposta per fiutare i ferormoni emessi dalle femmine. Ma, una volta che sono abbastanza vicine a una possibile compagna, devono essere certi che sia delle specie giusta. E questo non è facile: anche gli abissi più profondi sono parecchio affollati, e la legge della natura impone che non si sprechino troppe energie con «la persona sbagliata».

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LEGAME INDISSOLUBILE – Ma, se l’incontro avviene, si passa alla fase due: il maschio si avvicina, morde la femmina – generalmente sul ventre – e i loro tessuti si fondono unendo la coppia in un inseparabile legame fisico. Il maschio rinuncia gradualmente ai suoi occhi e alle sue pinne e passa il resto della vita nutrendosi del sangue della sua compagna, respirando dalle sue branchie e continuando a produrre sperma. «Stabiliscono una connessione ormonale – spiega Pietsch – Probabilmente la maturazione delle uova si sincronizza attraverso il rilascio di ormoni. Una volta che le uova sono pronte lei le rilascia, sotto forma di una specie di nastro gelatinoso che può essere lungo anche diversi metri. Contemporaneamente il maschio rilascia lo sperma ed è così che avviene la fecondazione.

IL CERCHIO DELLA VITA – Le femmine lofiformi saranno anche rare, ma se non altro sono longeve: alcuni esemplari possono vivere anche trent’anni e possono «collezionare un marito» diverso stagione dopo stagione, sempre pronto a «rifornirle» di liquido seminale alla bisogna. Per le uova comunque, la vita non è meno complicata: poiché a grandi profondità il plancton è più scarso, i «nastri» di uova devono galleggiare verso l’alto per poter trovar nutrimento, schiudersi e tornare negli abissi per ricominciare il ciclo perpetrato dai loro genitori…