Cesare Geronzi: “Ha vinto la gioventù anziana”

07/04/2011 - L’ex presidente di Generali si confida al Corriere. E il Wsj: “Scelta saggia” Il Corriere della Sera (riportato dal Velino) saluta l’addio di Cesare Geronzi alla presidenza delle Assicurazioni Generali: “La sconfitta di Cesare Geronzi segna una data storica, diremmo

     
 

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L’ex presidente di Generali si confida al Corriere. E il Wsj: “Scelta saggia”

Il Corriere della Sera (riportato dal Velino) saluta l’addio di Cesare Geronzi alla presidenza delle Assicurazioni Generali:

“La sconfitta di Cesare Geronzi segna una data storica, diremmo epocale se l’aggettivo non fosse abusato, nelle vicende del malcerto capitalismo di relazioni di questo Paese. Il presidente uscente delle Generali e’ uomo di grande cortesia e al telefono a tarda sera dissimula tutta la delusione per l’andamento del consiglio che l’ha sfiduciato. Non sembra esserci traccia nel suo umore delle lunghe e drammatiche ore trascorse in quella piazza Venezia, cosi’ carica di suggestioni storiche, che nel suo disegno doveva diventare il quartier generale di una multinazionale di sistema. Disegno detestato e osteggiato dal management, da molti consiglieri, e infine dall’azionista Mediobanca e considerato da molti il modo per difendersi, passando da una banca a una assicurazione con requisiti di onorabilita’ piu’ laschi, da una possibile condanna penale nel caso Cirio (otto anni richiesti). Trieste, la sede storica delle Generali, e’ lontana, lontanissima. Un altro mondo, forse quello che lui non ha capito. Una compagnia di assicurazioni, che non a caso ebbe tra i suoi dipendenti Franz Kafka, e’ radicalmente diversa da un istituto di credito, per giunta romano”

Poi il quotidiano dà la parola direttamente all’ex dominus di Capitalia:

Geronzi ricorda che le Generali sono state sempre terreno di battaglie aspre per i presidenti di carattere che hanno voluto svolgere il loro ruolo. E, al contrario, un’oasi per quelli di campanello o per vanesi parrain d’Oltralpe. Si riferisce a Cesare Merzagora, che fu anche democristiano presidente del Senato? Si’, ma non c’e’ bisogno di tornare cosi’ indietro, dice. Il caso piu’ vicino e’ quello dell’inusuale decisione di Banca d’Italia, azionista delle Generali, e del governatore Antonio Fazio, amico per anni dell’ex numero uno di Capitalia, di astenersi nell’assemblea che nel 2001 porto’ alla sostituzione di Alfonso Desiata con Gianfranco Gutty. ‘Il destino dei presidenti che, come me, hanno cercato di capire le cose’ .

Le Generali muovono una massa di investimenti rilevante:

Coagulano interessi e, sottolinea, molti, troppi conflitti d’interesse. O interessi contrapposti. Gli scontri fanno parte della storia della piu’ grande compagnia d’assicurazioni italiana ma, aggiunge sempre con quella serenita’ che sembra non abbandonarlo mai, ‘diciamo che non potevo accettare che scendessero a livelli cosi’ beceri. Non ho voluto scrivere una delle piu’ brutte pagine della storia dell’establishment italiano’ . Geronzi ricorda, dando la sensazione di essersi liberato di un peso ormai insopportabile, le decisioni della sua pur breve esperienza di assicuratore. In particolare: il comitato di valutazione degli investimenti e quei momenti, contestati, di controllo della gestione, attuati in seguito alle lettere o alle richieste delle autorita’ di vigilanza, l’Isvap e la Consob.

Arriva infine la risposta a Della Valle:

E alla fine, commenta: la verita’ e’ che la compagnia e’ eterodiretta. L’accusa non e’ lieve. Tutto finito? ‘No, non e’ ancora stato scritto il capitolo finale’ . L’ ‘arzillo vecchietto’ , definizione usata in pubblico dal suo rivale, ieri vincitore, Diego Della Valle, non sembra rassegnarsi alla pensione. Non parla dei suoi molti nemici, ex alleati, si limita a dire, con una punta di perfidia, che il nuovo che avanza e’ formato da una ‘gioventu’ anziana’ , dalla quale non c’e’ da aspettarsi granche’. Chi vivra’ vedra’”.

Ma c’è chi saluta l’evento con favore: Le dimissioni di Cesare Geronzi dalla presidenza di Generali sono una scelta “buona per la compagnia di assicurazioni e per l’Italia”. Lo scrive il Wall Street Journal in un commento nella sua edizione europea, in cui si sottolinea come l’uscita di scena del banchiere “segni una fine giusta a uno scontro nel cda che stava destabilizzando” una delle piu’ grandi compagnie europee del settore. Ma le dimissioni di Geronzi, aggiunge il giornale economico, “possono anche chiudere la porta sul suo stile di politiche italiane vecchio stile” del potere, “segnando un punto di svolta nel paese nella gestione” delle grandi compagnie. Infatti con le dimissioni di Geronzi, conclude il Wsj, “tutto il sistema economico ne avra’ da guadagnare, se la sua uscita di scena aumentera’ la fiducia degli investitori nella trasparenza delle politiche di investimento di Generali e nell’indipendenza del suo cda”.

     
 

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