Caso Ruby, dalla Camera ok al conflitto di attribuzione. Silvio è salvo?

05/04/2011 - E’ ancora molto presto per dirlo. Ma l’invio del gravame alla Corte Costituzionale di sicuro faciliterà la vita al premier. Sarà la Corte Costituzionale a dover chiarire se il caso Ruby, incardinato attualmente presso la procura di Milano che si

     
 

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E’ ancora molto presto per dirlo. Ma l’invio del gravame alla Corte Costituzionale di sicuro faciliterà la vita al premier.

Sarà la Corte Costituzionale a dover chiarire se il caso Ruby, incardinato attualmente presso la procura di Milano che si è affermata dotata di giurisdizione, debba essere deciso dalla magistratura ordinaria o dal tribunale speciale, quello per i Ministri, ultimo residuo di una prima Repubblica che stenta a morire nelle pieghe dell’ordinamento. La Camera dei Deputati ha appena votato con 12 voti di scarto – ma mancano ancora 2 deputati a Silvio Berlusconi, che si ferma a quota 314 parlamentari, per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi – l’ok al conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato.

CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE – Nonostante l’Aula si fosse già pronunciata sul tema, e nonostante il tribunale ordinario – primo giudice della sua giurisdizione – avesse rifiutato il parere della camera; nonostante i legali del Presidente del Consiglio a Milano non avessero nessuna intenzione, pare, di sollevare il regolamento di giurisdizione, che è pure perfettamente nella loro disponibilità, la Camera ha deciso di dover tutelare uno dei suoi appartenenti, affermando che le ipotesi di reato per le quali è a giudizio sarebbero semmai state effettuate dalla carica di governo, così ricadendo sotto la giurisdizione del tribunale speciale per i ministri.

L’assenso della Camera al conflitto di attribuzione sul processo Ruby e’ stato dato con una votazioone senza registrazione. Il margine di vantaggio a favore della richiesta, avanzata dalla maggioranza, e’ stato di 12 voti, come ha precisato al termine il presidente della Camera, Gianfranco Fini

Ora dunque sarà piazza del Quirinale ad avere l’ultima parola sul tema: il caso è di competenza della magistratura ordinaria o del tribunale speciale per i ministri?

MAGGIORANZA – Intanto, c’è da commentare in via preliminare l’allargamento della maggioranza. E’ da vedere se tale rimarrà in via stabile, ma sono almeno tre gli esponenti che hanno votato con Silvio Berlusconi in questo momento davvero delicato della XVI legislatura. Sono Daniela Melchiorre e la pattuglia dei Liberaldemocratici, che avevano negato la fiducia al governo nel famoso 14 dicembre; e un ex esponente dell’MpA di Raffaele Lombardo, che era già da tempo in odore di maggioranza.

I deputati liberal-democratici hanno votato si’, assieme alla maggioranza, al conflitto di attribuzioni davanti alla Consulta sul caso Ruby. A votare a favore anche l’ex Mpa Aurelio Misiti, che sancisce quindi il suo ‘passaggio’ dalla parte di Pdl, Lega, e Iniziativa responsabile.

Aurelio Misiti era quello che aveva detto: “Silvio mi faccia ministro e gli voto quel che vuole”. Ora, o ha ricevuto garanzie abbastanza credibili in tal senso, oppure il suo prezzo si è notevolmente abbassato.

IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE – Al centro però dell’analisi necessaria sono ovviamente le conseguenze giuridiche di ciò che la Camera oggi ha proclamato. L’aula di Montecitorio, sollevando il conflitto fra poteri, esercita la tutela di uno dei suoi membri, che evidentemente vede discriminato per cause politiche. La votazione susseguente al procedimento nella giunta per le autorizzazioni aveva già certificato l’opinione della Camera, ma il tribunale di Milano aveva ritenuto di poter superarla e di affermarsi giudice dotato di giurisdizione sul caso Ruby. Ora, la Camera intende portare il conflitto ad un livello superiore, facendolo arrivare ai massimi livelli della giurisdizione dello Stato: Montecitorio investe direttamente il giudice dei Poteri, ovvero la Corte Costituzionale, per chiedere ai giudici dell’ermellino a chi spetti la facoltà di mettere l’ultima parola sul caso. La conferma del conflitto di attribuzione deliberato dalla Camera non sospende però automaticamente il processo di Milano.

DECIDE IL GIUDICE – Come era stato già precisato direttamente dai pubblici ministeri interessati, in caso di conflitto di attribuzione a mettere l’ultima parola è il collegio giudicante.

La decisione su una eventuale sospensione del processo per concussione e prostituzione minorile a carico del premier, che inizierà il 6 aprile, spetterà al collegio di giudici della IV sezione penale. La legge non prevede l’obbligo di sospendere in caso di conflitto di attribuzione sollevato davanti alla Corte costituzionale ma si prospetterebbe un problema esclusivamente di opportunità. Va ricordato che il processo per il sequestro di Abu Omar era stato sospeso a causa del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato ma appunto solo per problemi di opportunità.

Insomma, saranno i tre giudici – tre donne per la precisione – quando si vedranno arrivare davanti la notifica del conflitto di attribuzione regolarmente sollevato dalla Camera dei Deputati, a valutare se congelare il processo per attendere la decisione della Corte Costituzionale. E davvero è un discorso di opportunità quello che i giudici devono fare, perchè se il processo continuasse con assunzione di prove, testimoni, deposizioni e persino una sentenza, mentre la Corte delibera; e se poi la Corte negasse la giurisdizione di Milano, il processo sarebbe annullato e dovrebbe ricominciare da capo.

QUESTIONE DI COMPORTAMENTI – Dunque grande è la responsabilità del collegio giudicante Silvio Berlusconi, e molta la prudenza che dovrà adoperare nel decidere se fermare o meno il processo in attesa della decisione della Consulta, che potrebbe stabilire che il processo deve incardinarsi presso il foro dei Ministri, avendo Berlusconi agito nella sua funzione – e non nella qualità, come ha affermato il tribunale – di Presidente del Consiglio. Come a dire che avrebbe intimidito il funzionario della Questura in quanto presidente del Consiglio, con precisi atti di funzione, e non semplicemente per ostentazione della sua carica e delle conseguenze negative che sarebbero potute sorgere se il funzionario non avesse obbedito. Dalle notizie a nostra disposizione non è così che è andata, ma dovrà essere la Corte a giudicare se il reato è ordinario oppure ministeriale.

IMPUNITA’ – Se la Corte stabilisse che il reato è effettivamente ministeriale, si aprirebbe una strada inedita: quella dell’impunità – ci avreste mai pensato? Il perchè, lo spiegavamo tempo fa proprio su queste pagine.

Se sarà adito il tribunale dei Ministri, potrà avere voce in capitolo anche la Camera dei Deputati. Il tribunale dei Ministri è infatti l’unico rimasuglio da Prima Repubblica dell’antico meccanismo di protezione dei parlamentari: l’autorizzazione a procedere. Istituita con legge del 1989, la corte dei Ministri giudica, come detto, gli illeciti funzionali dei membri dell’esecutivo. E la sua ragion d’essere sta appunto nella necessità di proteggere con le stesse garanzie che prima del 1992 erano accordate ai parlamentari i ministri che non sono eletti nelle Camere. Allora, era un caso limitato. Oggi, con l’abolizione dell’autorizzazione a procedere parlamentare dopo l’ondata di Tangentopoli, il tribunale dei Ministri è rimasto. Ed è l’unico caso in cui il Parlamento è chiamato a concedere o negare ai patrii tribunali l’autorizzazione a procedere. Così lo spiega il sito di divulgazione giuridica dell’editore Giuffrè: supponiamo che un tribunale dei Ministri, investito di una questione, decida di non archiviare il caso, dunque di procedere.

Ecco il punto: al tribunale dei Ministri è ancora viva l’autorizzazione a procedere, quella che il PdL – tipo Fabrizio Cicchitto, che ne parla sempre – vorrebbe rimettere per tutti i parlamentari. Per Silvio, però, un modo per averla operativa c’è già. E chissà che non riescano a spuntarla.

     
 

11 Commenti

  1. Satana scrive:

    Questo pare essere piu un escamotage per allungare quel tanto che basta il processo per portare a termine la riforma(golpe) della giustizia. Però potrebbe essere anche una straordinaria occasione, se la Consulta dovesse stabilire che si tratta di un processo ordinario e non ministeriale si formerebbe una giurisprudenza più precisa che renderebbe futuri giochini semantici meno facili da attuare. Vedremo.

    • me^^ scrive:

      non è che ci vuole tanta giurisprudenza
      Ciccio ha compiuto un atto che non rientra nella sua funzione O_o
      -> ciò che hai fatto non poteva e non doveva essere fatto da lui (immagina se lo faceva Napolitano)

      lo sarebbe solo se lui pensava davvero che Ruby fosse nipote di Mubarak …per questo, dopo che si sono inventati il conflitto ha insistito tanto sul punto cercando di passare per fesso
      (diplomazia…interesse superiore dello stato…. giustificazione quasi accettabile… può restare fuori dal sindacato del giudice …. ma non dovrebbero bersela o_O)

  2. Pier Angelo soorbole scrive:

    Ma in questo paese il puttaniere ha sempre ragione????????
    E i milioni d’italiani presi per i fondelli , sono nulla??????
    Dove non c’è giustizia non c’è democrazia!!!!!

  3. agostino scrive:

    E’ bello vedere che ci sono 314 deputati che credono ancora a babbo natale (che del resto nei fatti concreti si mostra veramente tale). Ma la maggioranza degli italiani che cosa ci guadagna?

    • Gandalf scrive:

      È inutile, ho provato per anni a cercare un senso alle loro idiozie politicheggianti, a cercar loro giustificazioni razionali, a trattarli come se fossero esseri umani dotati di ragione e di guidizio, ma ormai siamo arrivati a livelli record di follia e non riesco più a far finta di niente, a mentire a me stesso: la “maggioranza” degli italiani è semplicemente stupida come una capra.

  4. Tetsuo scrive:

    La Camera aveva già stabilito che il Premier è un boccalone che crede alla prima minorenne bonazza che incontra, certificandone l’inadeguatezza ricoprire un ruolo che richiede di essere un minimo svegli e non bersi le fregnacce che ti racconta il primo per strada!

    Ora certificano che il premier boccalone deve essere giudicato dal Tribunale dei Ministri per sancire in via definitiva che è un rincoglionito che trasgredisce le leggi perchè quando vede due tette si beve tutto quello che gli raccontano.

    E noi ci teniamo un primo ministro che fa uscire dai commissariati una minorenne immigrata, accusata di furto e attenzionata come prostituta?

    Ma chi cura la sicurezza del presidente del consiglio, nonna papera o il grande puffo?

    In ultimo… ma il processo non va avanti lo stesso in attesa delle decisione della consulta?

  5. me^^ scrive:

    Perchè dovrebbe essere salvo solo per questo ? O_O
    Loro decidono di sollevare il conflitto
    ma non è il legislativo che decide a chi spetta la competenza a giudicare
    se non sbaglio chi decide è sempre un giudice O_o
    e un giudice sta molto attento prima di creare un precedente
    perchè oggi e lui, ma domani può essere un altro
    E…non credo proprio che ci metterà gli anni che ci vogliono a prescrivere o_O

    • me^^ scrive:

      un anno e mezzo?O_O
      un anno e mezzooo?O_O
      un anno e mezzzoooooo?^O^
      ma gli strapossino =_=
      qua facciamo prima a estinguerlo per decesso dell’imputato =.=

  6. mario o scrive:

    Questo parlamento è composto in gran parte da corrotti e collusi con la mafia, gli ultimi li ha comprati proprio in questi giorni, ma se è vero che ogni popolo ha i politici che si merita, evidentemente ad una gran parte degli italiani và a genio il malaffare, và a genio la corruzione, vanno a genio le leggi bavaglio, và a genio che un governo saturo di inquisiti e corrotti possa imporre ai giudici di non indagare contro di essi, la domanda sorge spontanea: Ma una gran parte degli italiani sono potenzialmente disonesti, o hanno gravi problemi demenziali?

  7. Luigi Bruschi scrive:

    Ai 314 parlamentari responsabili di questo voto indegno, ho dedicato un passo davvero significativo di un sommo filosofo dell’antica Grecia:

    Una dedica firmata Teofrasto.

  8. A1B2C3Z scrive:

    Indulto subito, risparmiamo soldi, tanto riuscirà a vincere anche questa volta…
    Quello che più mi disgusta sono le deputate che avvallalo la tesi della nipotina dell’egiziano

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