Rita Dalla Chiesa: “Dopo Forum con la finta terremotata mi insultano per strada!”

La conduttrice si lamenta per il trattamento riservatogli e la mancata solidarietà dei colleghi e della politica Non l’ha chiamata...

La conduttrice si lamenta per il trattamento riservatogli e la mancata solidarietà dei colleghi e della politica

Non l’ha chiamata nessuno tranne Giletti e la Clerici. L’azienda non si è fatta sentire se non con i comunicati ufficiali. E dal premier e Bertolaso nemmeno una telefonata di solidarietà. Evidentemente Rita Dalla Chiesa si aspettava tutto ciò, se in un’intervista colloquio con il Corriere della Sera si lamenta, e racconta anche che la insultano per strada dopo la trasmissione con la finta aquilana terremotata che elogiava il governo e se la prendeva con gli abruzzesi:

Agli insulti per strada non era preparata. «Venerdì sono dovuta andare via da una pizzeria di Ponte Milvio: da un tavolo è partita una provocazione e da un altro un applauso di risposta. Scena simile il giorno dopo, fuori dall’Auditorium Parco della Musica: due ragazzi mi hanno urlato “ma non si vergogna, complimenti per la trasmissione!”. Lì mi sono fermata: non avevano nemmeno guardato la puntata incriminata, però mi aggredivano…». La cosa che invece non si aspettava Rita Dalla Chiesa, da vent’anni conduttrice di Forum per Mediaset, era il «fuoco amico» delle Iene. Nella puntata di mercoledì scorso Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno usato nei suoi confronti gentilezze tipo: «È ora di cambiare quella vecchia anziana figurante che fa la parte della conduttrice», un «barboncino con la parrucca », che soffrirebbe di «una certa incontinenza ». Con l’appello finale a Bertolaso: «È ora di ricostruire completamente la Dalla Chiesa».

La figlia del generale Carlo Alberto ucciso con la moglie Emanuela in un attentato mafioso la sera del 3 settembre 1982 —di qui il riferimento a lui di alcuni messaggi—è, scrive ancora il Corriere, nell’occhio del ciclone da dieci giorni, da quando è andata in onda su Canale 5 la puntata di Forum in cui una falsa aquilana (Marina Villa, 50 anni, di Popoli) ringraziava «il presidente» (Silvio Berlusconi) per la ricostruzione post terremoto:

«Nessuno sta in mezzo alla strada, tutti hanno le case con giardini e garage… Sono rimasti 3-400, stanno ancora negli hotel perché fa comodo. Mangiano, bevono e non pagano niente, pure io ci vorrei andare». Poco importa che la conduttrice abbia subito replicato («Non credo signora, ognuno vorrebbe tornare nella propria casa»). Il punto è che Marina Villa non è dell’Aquila. In trasmissione era una figurante, pagata 300 euro per vestire i panni di una donna desiderosa di riaprire il negozio di abiti da sposa distrutto dal sisma con i 25 mila euro di alimenti che voleva tutti insieme dall’ex marito.

Rita Dalla Chiesa insiste nel difendere la buona fede della scelta:

«La storia di base era vera. Avevamo avuto la segnalazione via fax di una moglie che chiedeva all’ex coniuge una somma una tantum al posto dei versamenti mensili. Nel nostro database di diecimila provini avevamo questa Marina Villa, di Popoli, che mi sono andata a rivedere: un anno fa ci aveva raccontato davvero di essere scampata al terremoto, di essersi ferita e che due suoi vicini di casa erano morti». È stata quantomeno una leggerezza caricare la vicenda coniugale con il dramma dell’Aquila. «Superficialità, forse. Leggerezza. Non so risponderle come sia stato possibile. Sto ancora cercando di capire cosa è successo, ma immagino non ci sia stata malafede, cui prodest? Di certo non al programma o alla sottoscritta. C’erano i suggeritori dietro la figurante? Erano gli autori e nessuno ha consigliato di dire quelle cose, saremmo degli stupidi!».