E’ arrivata un po’ a sorpresa la protesta dell’amministratore delegato di Sky Tom Mockridge nei confronti del governo, per l’aumento - anzi, il raddoppio - dell’Iva sulla pay tv. Meno sorprendente l’immediato
accodarsi del Partito Democratico, anche se la tesi della maggioranza secondo la quale “la sinistra è amica di Murdoch” è un po’ originale: semplicemente, il PD si è accodato all’editore australiano perché il tema è di quelli che “stanno a cuore alla gggente”, come si dice: aumenti sul prezzo del calcio, cosa è che può far innervosire di più l’italiano mediamente tifoso? Per il resto, l’intellighenzia di un certo settore politico verso Murdoch c’è sì stata - specialmente quando qualche illuso vedeva in lui una possibile alternativa a Silvio (quando mai Murdoch è sbarcato in qualche paese per mettersi al servizio dell’opposizione a quel potere politico senza il quale fare televisione è piuttosto difficile?) - ma trattavasi di annusamente talmente timidi da potersi definire trascurabili. Senza contare che, in pieno governo Prodi, voci di una fusione tra la tv digitale celeste e Telecom (con tanto di chiacchierata in barca tra Tronchetti e Murdoch) non erano state accolte con grida di giubilo. Ieri le tv di Sky hanno inscenato una protesta abbastanza rumorosa. Ilaria D’Amico ha illustrato l’impatto della decisione del governo auspicando un ripensamento da parte del Parlamento.
“Si tratta - ha detto rivolta ai telespettatori- del raddoppio di una tassa per 4 milioni 600 mila famiglie italiane che hanno liberamente deciso di abbonarsi a Sky. Un provvedimento - ha aggiunto, mentre sugli schermi del grande studio dal quale va in onda il programma scorrevano gli articoli dei giornali di oggi sul tema - che va in controtendenza con la filosofia dei provvedimenti, che nelle intenzioni del Governo dovrebbero incentivare le aziende e sgravare le famiglie”. Insomma, via Salaria non ci sta e scende in campo, esattamente come facevano ai “bei tempi” le tv di Berlusconi quando qualche legge o referendum mettevano in pericolo Mediaset. Potrebbe andare più in là, Murdoch, schierando anche Sky Tg 24 a difesa dell’azienda, o modificandone parzialmente la linea editoriale, finora schierata nella “mera” cronaca e nel “dare voce” equanimamente, ricavandone peraltro pari risposta. Niente di trascendentale.
Anche se, correttamente, forse una “battaglia” del genere potrebbe essere impropria: da alcune parti si fa notare che “non si vede il motivo per il quale un bene del tutto voluttuario, del tutto non necessario quale la pay-tv debba godere di un’aliquota agevolata al 10%, applicata ad esempio ai servizi turistici in modo da incentivare il turismo (anche perchè in altri paesi nostri concorrenti è così). Giustamente, si ricorda che così viene penalizzata pure Mediaset, e altrettamento giustamente si fa notare che in ogni caso il volume di business di Cologno Monzese sul digitale è molto più basso di quello di Murdoch. E c’è anche chi si scopre fiero consumerista, come il deputato PdL Osvaldo Napoli: “Se qualcuno volesse spulciare più da vicino le condizioni operative di Sky allora scoprirebbe che la generosità delle provvidenze per l’editoria elargisce annualmente cifre a cinque zeri all’operatore tv come rimborso per la tariffa di spedizione a casa degli abbonati della pubblicazione dei programmi. I 4 milioni e 600 abbonati pagano un canone mensile, comprensivo della spedizione dei programmi televisivi del mese. Invece a Sky Italia arrivano ogni anno cifre a sei zeri come rimborso per la spedizione di una pubblicazione già pagata dall’abbonato”.
Ma forse qualche problemino “di sistema” potrebbe anche esserci. A prescindere da come finirà (il ministro Sacconi ha ricordato che il decreto deve essere ancora convertito), gli effetti sarebbero comunque importanti: Se tale norma non venisse cancellata, dicono Adusbef e Federconsumatori, “la ricaduta sulle famiglie abbonate sarebbe di un sovraccarico dai 40 agli 80 euro annui”; questo, ovviamente solo nel caso che Sky decidesse di far pagare ai clienti totalmente l’aumento (una strada facilmente percorribile). Ma a via Salaria potrebbero invece decidere di ridurre il loro budget di acquisti per il calcio, mettendo in difficoltà il campionato di Serie A che, a causa della generale miopia dei nostri “padroni del pallone”, si basa in massima parte sulle entrate della televisione: “le nostre squadre traggono i maggiori benefici dalla vendita dei diritti tv, che rappresenta circa il 65% degli introiti dei 3 più grandi club (Juventus, Milan e Inter), mentre questa voce è solo il 30% circa delle entrate di bilancio dei pari inglesi”. Questo sì che potrebbe costituire un problema persino di ordine pubblico in Italia: essendo Sky pressoché l’unica azienda che fornisce il servizio satellitare, Mockridge potrebbe anche decidere di tagliare quella voce di bilancio. Alternative, i club italiani, non ne hanno: quelle che ci sono (la “mitica“ Superpippa Channel) non possiedono forza economica pari, né sembra esserci nessun altro in grado di rimpiazzarle. E allora sì che si rischierebbero scene di panico in strada.
(Vignetta di Artefatti per Fondazione daje)


























Provvedimento preso con la tempistica errata: di questi periodi far cadere una maggiorazione dell’IVA sulle famiglie non è proprio indicato …
da Repubblica di oggi, intervista a Tom Mockridge:
“Se il Parlamento confermerà questo raddoppio dell’Iva, allora, dovrete aumentare il prezzo dei vostri abbonamenti?
“Non abbiamo ancora un’idea precisa. È una decisione che spetta all’azienda e l’azienda si farà carico certamente di una parte di questo eventuale incremento”.
Sì infatti io farei fare a Murdoch un bello spot tipo
“La destra illiberale vuole cancellare la tua libertà di guardare la tv, mi consenta, cribio!”
Non c’è da meravigliarsi; è tutta questione di concorrenza: colpisce il coccorrente (Murdoch) per avere un beneficio alla sua (Berlusconi) azienda.
Bello, no?
E\’ SEMPRE PIU\’ CHIARO CHE BERLUSCONI FA SOLO LE LEGGI A SUO BENEFICIO ,COLPISCE TUTTI GLI ITALIANI SOLO PER IL SUO INTERESSE….MA CHE PENSAVA CHI L\’HA VOTATO CHE FOSSE UN BENEFATTORE???????
ma che ce la pagassero tutta gli abbonati sky la finanziaria! ma come cazzo e’ ridotta la sinistra che deve sostenere la causa di un capitalista del calibro di merdoch per fare la voce dell’oppsizione. in piazza contro riforme ingiuste e televisione fuori dalla finestra!
Questo governo regala a mani piene i soldi agli “imprenditori patriottici” che salveranno Alitalia (un affare che ci costerà alla fine 3 miliardi di euro) e poi va a mettere le mani nelle tasche di 4 milioni e mezzo di famiglie per raccimolare qualche centinaio di milioni. La paytv sarà anche un bene voluttuario ma è anche un importante mezzo di comunicazione alternativo alla tv spazzatura omologata di mediaset e rai. concorrenza sleale? sinistra alla frutta? leggi “ad hoc” e “ad personam”?
io piuttosto sarei preoccupato semplicemente dalla disperazione a cui è arrivato il governo…
Da Corriere.it
“Il decreto anticrisi del governo raddoppia l’iva solo per gli abbonati alle pay tv, ma non fa altrettanto per gli utenti dei programmi in pay per view, in primo luogo i possessori dei 2 milioni di 400 mila smart card distribuite da Mediaset, cioè il gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi”
Non vedo quindi dove paghi anche Mediaset questo aumento dell’Iva.
Bisogna anche ricordare che i giornali pagano il 5% di IVA ed il canone Rai il 4% di IVA.
Sky tra società ed indotto (io sono indotto :D) da lavoro dalle 10 mila ai 15 mila persone, quindi sarà un bene accessorio, ma fa lavorare gente.
Posso capire la logica (ma la applichi a tutti compreso mediaset premium, giornali e rai), ma la tempistica è veramente da incompetenti!
Qui c’è solo un dato di fatto, Mediaset ha un profondo rosso che arriva quasi al miliardo di perdite in un anno (solo 800 milioni di ricavi pubblicitari in meno nel 2008) e cerca in tutti i modi di ammazzare i concorrenti… visto che una pubblicità su Sky costa il dal 60 al 75% di quanto costa su mediaset e quindi con l’aumento dell’iva sicuramente cambieranno anche i tariffari della pubblicità su Sky.
caro tetsuo..forse perche’ mediaset ghia’ paga sul digitale terrestre il 20% d’iva…ora stanno x partire programmi anche su piattaforma satellitare…e quelli saranno penalizzati da un iva piu’ alta…povera sinistra al caviale…
“caro tetsuo..forse perche’ mediaset ghia’ paga sul digitale terrestre il 20% d’iva…ora stanno x partire programmi anche su piattaforma satellitare…e quelli saranno penalizzati da un iva piu’ alta…povera sinistra al caviale…”
Mediaset premium paga un iva al 10%, come la paga Sky.
Dopo questa novità, mediaset premium pagherà sempre il 10% (è considerata pay per view e non pay tv), mentre sky pagherà il 20%.
Non so a cosa ti riferisci per programmi su piattafroma satellitare, ma l’iva la paghi sugli abbonamenti e se non hai prodotti in abbonamento non paghi nessuna IVA.
Quindi non capisco il tuo commento, forse se ti spieghi meglio, mi fai capire dove sbaglio.
Sinistra al caviale? casomai alla frutta… ma sky che c’entra con la sinistra?
Sky è un competitor di Mediaset, sia per raccolta pubblicitaria, che per servizi pay.
Notate la precisione chirurgica con cui Tetsuo asfalta l’argomentazione dell’avversario
notate più che altro il teorema:
se non la pensi come berlusconi sei di sinistra!
ma chi lo ha detto? dove sta scritto?
tetsuo io non voglio nemmeno sapere o pretendere di sapere cosa voti nel segreto della “GABINA ELETTORALE” ;-)))) ma hai semplicemente portato dei fatti inconfutabili e non mi sembra tu abbia fatto professioni di fede politica nei tuoi interventi…
la sinistra sarà alla frutta, ma la destra è già all’ammazza caffè
firmato uno che non è di sinistra
Non vedo perchè si debba tirare in ballo la destra o la sinistra. E non il buon senso e la corretta informazione. TETSUO: sei forte, hai dato una bella lezione a Luca che dovrebbe meritare prima di scrivere altre sciocchezze.
ma infatti la si butta in politica per azzerare i fatti e gli argomenti. piuttosto: qualcuno sa dire quando è stata decisa l’IVA sulla TV satellitare e com’era la composizione azionaria della società che ai tempi erogava servizi TV via satellite?
l’IVA al 10, intendo
L’iva fu ridotta “temporaneamente” nel 1995 per agevolare la nuova tecnologia dei decoder . Sarebbe dovuta tornare al 20% nel 2003 ma SKY , subentrando a TELEPIù , ottenne un rinvio fino al 2007. Prodi concesse ulteriore proroga per paura di avere i TG SKY contro in una già prevedibile nuova campagna elettorale.
e com’era la composizione aziendale? da chi era controllata?
comunque possiamo dire che il 20% sia più giusto, è la tempistica e la filosofia che ci sta dietro: siamo in crisi, dobbiamo incentivare il consumo in tutti i settori, tranne che nella tv satellitare, diretta concorrente del DT dove mediaset spopola. mi pare chiaro
@kast
l’IVA non è temporanea, ma facente parte dell’ordinamento su satellitte e via cavo (non digitale terrestre), quindi non è stata prolungata fino al 2007, tant’è che questa nuova norma “abroga” la precedente e se fosse stata “temporanea” fino al 2007, non ci sarebbe stato bisogno di abrogarla, ma sarebbe decaduta da sola.
Inoltre aggiungere che la prorogo Prodi per paura dei TG Sky mi puzza di solita cantilena… fino a prova contraria nel 2003 all’arrivo di Sky era in carica il governo Berlusconi e fu lo stesso governo Berlusconi a spianare la strada a SKY (li veramente fece il regalo di detassare l’iva sui decoder di SKY).
@Watchdogs
bravo visto che Sky costerà troppo… allora megliop puntare su Mediaset Premium, che tocco magico proprio a dicembre apre altri 4 canali per i bambini nel pacchetto Gallery… ed apre un nuovo canale con il meglio di Mediaset… ma sono pay per view e quindi non avranno IVA al 20%.
Per la tempistica perfetta, si pensi anche che in Inghilterra proprio per contrastare la crisi ed aumentare i consumi, l’Iva a sky è stata ridotta dal 17.5 al 15% e sul DT si applica la stessa iva abbonamento o non abbonamento (eveto singolo pay).
A me le mezze misure non piacciono, su l’Iva al 20% per tutto il mercato della comunicazione. Perche’ tanto di servizio pubblico (che giustificherebbe l’Iva ridotta) non se ne vede.
non è che l’iva si abbassa solo perché qualcuno fa un servizio pubblico, un po’ di incentivi anche alla cultura non sarebbe male…