di Carlo Cipiciani (Comicomix)
postato alle 10:42 del 1 dicembre 2008 in InterniTorna alla home

Letizia Moratti in arte Suor letizia, ha un grande amore: Milano e la sua gente. Per questo ha fatto un sogno, lottando contro tutto e contro tutti: l’Expo 2015. E ha vinto la sua battaglia. Ma qualcuno gli sta combinando un bello scherzetto

Suor letizia non ne poteva più di vedere la sua povera Milano ridotta in miseria, la Madunina triste e la Scala così malridotta che sembrava ormai più un sottoscala. Per riportare la sua adorata Milano allo splendore di un tempo, quello della Milano da bere, si è messa la lavoro con grinta e caparbietà. Ed ecco il miracolo a Milano: l’Expo 2015. Un evento mondiale, una cosa fantastica. E Suor letizia, che nasconde dietro i dentoni aguzzi un animo gentile e candido, ha pure scelto per l’Expo un tema commovente: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Tecnologie, innovazione, cultura, tradizioni e creatività dell’alimentazione e del cibo. Il diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra. Una donna commovente, un’anima gentile. Ma che sa guardare al futuro.

Perché Suor letizia è pur sempre una donna milanese con grande senso pratico: sa bene (ma non diciamolo forte) che l’Expo è un grande affare: oltre 20 miliardi di euro d’investimento in infrastrutture, 70 mila posti di lavoro in 5 anni, 7 mila eventi in 6 mesi. Un trionfo: Suor letizia ha previsto almeno 29 milioni di turisti, 160 mila persone al giorno: tutte in fila per vedere le interessantissime mostre sull’alimentazione. Un aumento del 10% del fatturato per l’imprenditoria milanese. Pane e lavoro per tutti, insomma. E anche se le cifre fossero un pochino esagerate, l’affare c’è di sicuro. Perché quando c’è un Expo, bisogna costruire. E Milano, come sa bene ogni ragazzo della Via Gluck, di cemento ha un gran bisogno.

Suor letizia ha fatto il miracolo a Milano: un Expo ecologista, solidale, a misura d’uomo ma che fa felici anche imprenditori, architetti e soprattutto i costruttori. Il progetto prevede 8 milioni di metri quadri di aree industriali dismesse da riempire di alberi. Naturalmente alberi di 30 piani, grattacieli firmati da architetti di fama mondiale. Meraviglioso. E siccome tutti sanno che gli alberi hanno bisogno di prato attorno ecco che, dalla Bovisa all’ex Ansaldo, da Porta Vittoria a Porta Nuova-Garibaldi-Repubblica, dal Portello a Montecity-Santa Giulia, spuntano pure 25 lottizzazioni, splendidi fiumi di cemento tra un naviglio e l’altro. Tanto di quel cemento non si vedeva dai bei tempi della Milano da bere.

Ma il tema dell’Expo non è la sete. E Suor letizia lo sa. Per questo è tornato sulla scena il vecchio Ligresti, che dopo le condanne di Tangentopoli, la prigione e l’affidamento ai servizi sociali ha capito la lezione. Don Salvatore non si è fatto pregare, e silenziosamente controlla, assieme a vecchi amici come Cabassi, Coppola e Zunino, gran parte dei principali progetti immobiliari, da CityLife a Porta Nuova-Garibaldi, sciocchezzuole da 7 miliardi di euro. Belli, ordinati, pronti a spartirsi la torta: dopo la Milano da bere, in perfetta sintonia con Expo 2015, è arrivata la Milano da mangiare.

Ma purtroppo alcuni gentiluomini hanno deciso di rovinare la festa. E hanno attaccato la povera Suor letizia per la nomina di Paolo Glisenti, suo uomo di fiducia e braccio destro. Suor letizia, in cambio pare di un modesto compenso di 1,2 milioni di euro, voleva affidargli i poteri assoluti di gestione degli appalti per l’Expo 2015. Stranamente, non tutti erano d’accordo. Per fortuna Giulio Tremonti, un grande amico di Suor letizia, gli ha risolto tutti i problemi, chiedendo in cambio solo un piccolissimo favore: togliere a Paolo Glisenti, forse perché troppo indaffarato, tutte le responsabilità (e i poteri) inizialmente previsti.

Tutto è bene quel che finisce bene. Finalmente, appianate tutte le divergenze, si può festeggiare: il sogno di Suor letizia si avvera, e proprio oggi- salvo imprevisti - nascerà finalmente la Soge, la società che gestirà gli appalti dell’Expo. Ma Tremonti, il grande amico di Suor letizia, è anche un buontempone e ha sempre voglia di scherzare. Così ha deciso che il Governo, nella prossima Finanziaria, stanzierà 19 milioni di euro per le infrastrutture del Paese, ma non un centesimo per l’Expo 2015. Suor letizia, che ha un’anima gentile ma non è spiritosa, stavolta si è arrabbiata. Anche perché il sottosegretario della Lega Nord Roberto Castelli l’ha detto chiaramente: servono 3 miliardi, ma nella Finanziaria non ci sono.

Formigoni, Penati, Ligresti, Pirelli, Cabassi sono operosi, geniali, indaffarati. Ma anche loro non hanno il senso dell’umorismo. Infatti sono preoccupati: avevano già messo i piedi nel piatto, anche per rispettare il bellissimo tema scelto da Suor letizia per Expo 2015. E invece si ritrovano progetti che restano sulla carta, liti sulla gestione della Soge, e adesso pure lo scherzetto della mancanza di finanziamenti che si aggiunge alle voci – messe in giro sempre da quel buontempone di Tremonti - che parlano di rinunciare all’Expo. Il grande sogno di Suor letizia che rischia di infrangersi, e la grande scommessa della torta della Milano da mangiare rischia di sparire. Il piatto piange.

Suor letizia non se lo merita: a Milano c’è una grande emergenza, come ha detto il cardinale Tettamanzi: le 200 mila persone che vivono ai margini della società, i nuovi poveri della città abbandonati al loro destino, che non contano nulla e che non hanno voce: anziani, disoccupati, immigrati, donne sole, sfrattati, senza fissa dimora, disabili, rom, minori. E Suor letizia, con l’Expo, voleva proprio risolvere tutto questo, assieme a faccendieri, costruttori, immobiliaristi, architetti, ingegneri e geometri.

Suor letizia, anzi, in confidenza: Letizia. Per favore, non mollare. Siamo tra i 30 milioni di persone che stanno già facendo ansiosamente il conto alla rovescia per venire a Milano nell’estate 2015 a vedere il grattacielo-banana e la interessantissima mostra sull’alimentazione. Non vediamo l’ora, e siamo tutti con te. Per Milano, per la patria, per il bene dell’umanità: insisti, ce la puoi ancora fare.

Buon tutto!

COMMENTI (4)STAMPA - FALLO LEGGERE