Letizia Moratti in arte Suor letizia, ha un grande amore: Milano e la sua gente. Per questo ha fatto un sogno, lottando contro tutto e contro tutti: l’Expo 2015. E ha vinto la sua battaglia. Ma qualcuno gli sta combinando un bello scherzetto

Suor letizia non ne poteva più di vedere la sua povera Milano ridotta in miseria, la Madunina triste e la Scala così malridotta che sembrava ormai più un sottoscala. Per riportare la sua adorata Milano allo splendore di un tempo, quello della Milano da bere, si è messa la lavoro con grinta e caparbietà. Ed ecco il miracolo a Milano: l’Expo 2015. Un evento mondiale, una cosa fantastica. E Suor letizia, che nasconde dietro i dentoni aguzzi un animo gentile e candido, ha pure scelto per l’Expo un tema commovente: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Tecnologie, innovazione, cultura, tradizioni e creatività dell’alimentazione e del cibo. Il diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra. Una donna commovente, un’anima gentile. Ma che sa guardare al futuro.
Perché Suor letizia è pur sempre una donna milanese con grande senso pratico: sa bene (ma non diciamolo forte) che l’Expo è un grande affare: oltre 20 miliardi di euro d’investimento in infrastrutture, 70 mila posti di lavoro in 5 anni, 7 mila eventi in 6 mesi. Un trionfo: Suor letizia ha previsto almeno 29 milioni di turisti, 160 mila persone al giorno: tutte in fila per vedere le interessantissime mostre sull’alimentazione. Un aumento del 10% del fatturato per l’imprenditoria milanese. Pane e lavoro per tutti, insomma. E anche se le cifre fossero un pochino esagerate, l’affare c’è di sicuro. Perché quando c’è un Expo, bisogna costruire. E Milano, come sa bene ogni ragazzo della Via Gluck, di cemento ha un gran bisogno.
Suor letizia ha fatto il miracolo a Milano: un Expo ecologista, solidale, a misura d’uomo ma che fa felici anche imprenditori, architetti e soprattutto i costruttori. Il progetto prevede 8 milioni di metri quadri di aree industriali dismesse da riempire di alberi. Naturalmente alberi di 30 piani, grattacieli firmati da architetti di fama mondiale. Meraviglioso. E siccome tutti sanno che gli alberi hanno bisogno di prato attorno ecco che, dalla Bovisa all’ex Ansaldo, da Porta Vittoria a Porta Nuova-Garibaldi-Repubblica, dal Portello a Montecity-Santa Giulia, spuntano pure 25 lottizzazioni, splendidi fiumi di cemento tra un naviglio e l’altro. Tanto di quel cemento non si vedeva dai bei tempi della Milano da bere.
Ma il tema dell’Expo non è la sete. E Suor letizia lo sa. Per questo è tornato sulla scena il vecchio Ligresti, che dopo le condanne di Tangentopoli, la prigione e l’affidamento ai servizi sociali ha capito la lezione. Don Salvatore non si è fatto pregare, e silenziosamente controlla, assieme a vecchi amici come Cabassi, Coppola e Zunino, gran parte dei principali progetti immobiliari, da CityLife a Porta Nuova-Garibaldi, sciocchezzuole da 7 miliardi di euro. Belli, ordinati, pronti a spartirsi la torta: dopo la Milano da bere, in perfetta sintonia con Expo 2015, è arrivata la Milano da mangiare.
Ma purtroppo alcuni gentiluomini hanno deciso di rovinare la festa. E hanno attaccato la povera Suor letizia per la nomina di Paolo Glisenti, suo uomo di fiducia e braccio destro. Suor letizia, in cambio pare di un modesto compenso di 1,2 milioni di euro, voleva affidargli i poteri assoluti di gestione degli appalti per l’Expo 2015. Stranamente, non tutti erano d’accordo. Per fortuna Giulio Tremonti, un grande amico di Suor letizia, gli ha risolto tutti i problemi, chiedendo in cambio solo un piccolissimo favore: togliere a Paolo Glisenti, forse perché troppo indaffarato, tutte le responsabilità (e i poteri) inizialmente previsti.
Tutto è bene quel che finisce bene. Finalmente, appianate tutte le divergenze, si può festeggiare: il sogno di Suor letizia si avvera, e proprio oggi- salvo imprevisti - nascerà finalmente la Soge, la società che gestirà gli appalti dell’Expo. Ma Tremonti, il grande amico di Suor letizia, è anche un buontempone e ha sempre voglia di scherzare. Così ha deciso che il Governo, nella prossima Finanziaria, stanzierà 19 milioni di euro per le infrastrutture del Paese, ma non un centesimo per l’Expo 2015. Suor letizia, che ha un’anima gentile ma non è spiritosa, stavolta si è arrabbiata. Anche perché il sottosegretario della Lega Nord Roberto Castelli l’ha detto chiaramente: servono 3 miliardi, ma nella Finanziaria non ci sono.
Formigoni, Penati, Ligresti, Pirelli, Cabassi sono operosi, geniali, indaffarati. Ma anche loro non hanno il senso dell’umorismo. Infatti sono preoccupati: avevano già messo i piedi nel piatto, anche per rispettare il bellissimo tema scelto da Suor letizia per Expo 2015. E invece si ritrovano progetti che restano sulla carta, liti sulla gestione della Soge, e adesso pure lo scherzetto della mancanza di finanziamenti che si aggiunge alle voci – messe in giro sempre da quel buontempone di Tremonti - che parlano di rinunciare all’Expo. Il grande sogno di Suor letizia che rischia di infrangersi, e la grande scommessa della torta della Milano da mangiare rischia di sparire. Il piatto piange.
Suor letizia non se lo merita: a Milano c’è una grande emergenza, come ha detto il cardinale Tettamanzi: le 200 mila persone che vivono ai margini della società, i nuovi poveri della città abbandonati al loro destino, che non contano nulla e che non hanno voce: anziani, disoccupati, immigrati, donne sole, sfrattati, senza fissa dimora, disabili, rom, minori. E Suor letizia, con l’Expo, voleva proprio risolvere tutto questo, assieme a faccendieri, costruttori, immobiliaristi, architetti, ingegneri e geometri.
Suor letizia, anzi, in confidenza: Letizia. Per favore, non mollare. Siamo tra i 30 milioni di persone che stanno già facendo ansiosamente il conto alla rovescia per venire a Milano nell’estate 2015 a vedere il grattacielo-banana e la interessantissima mostra sull’alimentazione. Non vediamo l’ora, e siamo tutti con te. Per Milano, per la patria, per il bene dell’umanità: insisti, ce la puoi ancora fare.
Buon tutto!

























Secondo me si son sbagliati e ora fanno un piccolo ritocco alla finanziaria e i soldi per questa bellissima foresta di cemento li trovano ^_^
Buon inizio settimana ^_^
Lisa
@lisa72:
E’ vero, i soldi per il cemento li trovano sempre..Ma qui mi sa che c’è in gioco qualcos’altro, e chissà che stavolta, per l’eterogenesi dei fini (in questo caso dei tremonti) finamo per scamparla!
Un sorrisone
si vantava prodi di aver portato l’expo a milano , allora era tutto perfetto il cemento non era previsto? anch’io non credo che serva agli emarginati questo lavoro anche perchè sono convinta che i lazzarani vivono meglio con le sussistenze e nn col il sudore del proprio lavoro , se dassimo meno assistenza ci sarebbe + gente che si rivolterebbe le maniche sono una donna e per fare la mia casa ho portato anche i secchi di malta ora i figli di papà e anche i non ,non si adeguano ai lavori umili, e cmq nn vi va mai bene niente se c’è perchè c’è se non c’è perchè non c’è che @@
@renny:
Ciao. prima di tutto, il fatto che Prodi si sia eventualmente vantato di aver portato l’Expo a MIlano non rende l’operazione migliore o peggiore, dal mio punto di vista.
Poi, nel merito, questo scarabocchio vuole semplicemente evidenziare che tutta l’operazione Expo nasce sotto cattivi auspici, come spesso capita nel nostro paese (indipendentemente da chi governi) dal punto di vista della traparenza, della certezza di finanziamenti e di tempi nella costruzione delle opere e - soprattutto - di UTILITA’ delle opere stesse. Proprio oggi su Giornalettismo c’è un interessante articolo (serio) sull’argomento.
Che poi il tutto sia finito anche in una specie di operetta-faida-commedia tra gruppi di potere (tutti all’interno dello schieramento di centrodestra, ma con propagazioni bi partisan) è un fatto sotto gli occhi di tutti.
Che quest’operazione distolga risorse da interventi forse più utili per tutti, certo migliori per i non pochi poveri che abitano a Milano è invece una mia personale opinione. Nel merito, accetto con paicere contestazioni.
Non accetto però la solita litania che non si possa criticare senza essere subito accusati di essere bastian contrari, nulla facenti, rompiscatole, ecc..
Un sorriso in ogni caso