Jasad (corpi), la rivista di erotismo di un’araba arrabbiata
29/03/2011 - Joumana Haddad ha ucciso Sheherazade, cioè l’immagine di principessa chiusa nel palazzo in cui il mondo arabo vorrebbe blindare le donne. E ora è la direttrice di un giornale. E soprattutto è una donna libera.Provocatoria per alcuni, eroina per altri:
Joumana Haddad ha ucciso Sheherazade, cioè l’immagine di principessa chiusa nel palazzo in cui il mondo arabo vorrebbe blindare le donne. E ora è la direttrice di un giornale. E soprattutto è una donna libera.

Provocatoria per alcuni, eroina per altri: Joumana Haddad, fondatrice della rivista Jasad (corpi), scrittrice e poetessa, autrice del libro Ho ucciso Sheherazade (Confessioni di una donna araba arrabbiata), avvocato che difende le donne in prima linea contro la Sharia, ha deciso di occuparsi di erotismo in un mondo in piena rivolta. Perché? Glielo ha chiesto il New York Times: “Me lo chiedono in molti. Chi decide cosa è consentito e cosa non lo è? La legge religiosa, che controlla le persone attraverso la discriminazione sessuale. Se tu interrompi il potere del sesso, puoi iniziare a minare il potere politico e religioso. Questa è la strada che ho scelto.”
SOFT PORN – Ma la figura di Joumana è molto controversa. Il professor As’ad AbuKhalil, un americano-libanese che insegna all’Università di Stato della California, che definisce se stesso un femminista radicale, l’ha attaccata sul giornale Al-Akhbar e sul suo blog The Angry Arab accusando la Haddad di fare una rivista soft porn per sceicchi, non certo un giornale di denuncia a favore delle donne. Anche le femmministae libanesi non la vedono di buon occhio. Farah Salka, membro del collettivo femminista Nasawiya, “Non sta aiutando l’attuazione di un cambiamento effettivo e non è collegata con la grande maggioranza delle donne.”
Lascia perplessi il fatto che la Haddad rifiuti l’appellativo di femminista, come se fosse una parola da non pronunciare. E perché? In ogni caso Joumana ha mostrato di volersi distaccare dalla militanza per abbracciare una visione più edonistica. E lei non interessa che il suo giornale sia definito come soft core. In ogni caso, che sia più o meno ritenuta efficace la sua azione nel mondo islamico, l’importante è che una pluralità di pensiero femminile inizi ad affermarsi. Poi se ne potrà discutere.













deve essere una gran conquista di dignita’ per le donne arabe essere usate come carne da macelleria come avviene sui giornali occidentali….
applauso a sta cretina !
La conquista sta nel fatto di poter esporre il proprio corpo senza vergogna, di poter decidere cosa fare del proprio corpo.
Lo stesso vale in occidente, io non mi spoglierei per una rivista, ma se c’è chi è disposta a farlo, affari suoi. Il problema è quando impediscono di farlo per una falsa moralità religiosa.
ma credi che ora sia diverso?
Ora loro non possono nemmeno mostrare il viso in alcuni paesi,in altri addirittura possono mostrare viso e mani!!
Senza contare tutte le infinite discriminazioni che subiscono
pienamente d’accordo con Giovanni. non solo la schiavitù di mostrarsi sempre nuda, ma anche di rifarsi labbra, zigomi, seno, unghie, naso ecc, tingersi i capelli, aggiungere extension, essere magre e perenni ventenni a costo di sembrare di un altro mondo.
mi domando poi che conquista è mostrare il proprio corpo. dove è la necessità? il corpo è sacro e come tale dovrebbe essere “curato” e protetto, non sbattuto in faccia al primo che passa.