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I verbali “segreti” dell’interrogatorio di Carmine Schiavone

Il vicepresidente della Camera Luigi di Maio ha pubblicato sul suo profilo Facebook il verbale dell’interrogatorio de-secretato condotto nei confronti di Carmine Schiavone, camorrista collaboratore di giustizia, da parte della Commissione Parlamentare, d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti del Parlamento Italiano, in merito ai rifiuti tossici sotterrati in Campania.

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IL TESTO DI LUIGI DI MAIO – Questo il testo con cui Di Maio ha accompagnato la pubblicazione del verbale, de-secretato dopo una richiesta presentata lo scorso agosto dai senatori a Cinque Stelle Sergio Puglia e Vilma Moronese:

Ad agosto i senatori Sergio Puglia e Vilma Moronese del Movimento 5 Stelle chiedono la desecretazione delle dichiarazioni di un camorrista collaboratore di giustizia rispondente al nome di Carmine Schiavone. Nel 1997 Schiavone fu interrogato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti del Parlamento Italiano, in merito ai rifiuti tossici sotterrati in Campania. Nel 97 su quelle dichiarazioni fu posto il segreto. Oggi dopo 13 anni grazie al Movimento 5 Stelle possiamo finalmente conoscere cosa sapeva già la politica a quei tempi, circa la Terra dei Fuochi, la Campania Infelix e il triangolo della morte. La domanda è: perchè non si è fatto nulla?

 

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I CAMION DI FANGHI DALLA GERMANIA – Luigi di Maio si chiede perché la politica era a conoscenza di quanto stesse accadendo nella Terra dei Fuochi già dal 1997 e perché su certe dichiarazioni venne posto il segreto. Come ricorda Il Mattino, dal documento emerge che i Casalesi avevano il controllo sui subappalti per le opere stradali. Lo stesso Schiavone ricevette la proposta di smaltire i rifiuti tossici nel 1988 anche se si accorse che qualcuno già aveva sfruttato l’affare. Ed ancora, questa una sua dichiarazione: «Arrivavano camion di fanghi nucleari (sic) dalla Germania. Hanno scaricato nelle discariche» Un altro passaggio degno di nota è rappresentato da questo scambio tra Carmine Schiavone ed il presidente Scalia:

«mio cugino (Francesco Schiavone) , Mario Iovine e Bidognetti […] Fino al ’90 hanno rubato . Poi hanno iniziato a versare soldi nella casse dello Stato..Era un clan di Stato, mi sono confuso».

Scalia ha protestato rispondendo

«”Il vostro Stato!»

scatenando la risposta di Schiavone:

«La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo Stato».

LA GIOIA DI LAURA BOLDRINI – E Schiavone segnala poi di aver mostrato tutti i luoghi all’autorità giudiziaria. Il presidente della Camera Laura Boldrini ha espresso soddisfazione «per la decisione di togliere il segreto sui contenuti dell’audizione che il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone svolse nell’ottobre 1997 alla Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Si tratta della prima volta che la Presidenza della Camera decide di rendere pubblico un documento formato da commissioni di inchiesta che in passato lo avevano classificato come segreto». Su indicazione, a quanto pare, del Movimento Cinque Stelle