Onorevoli colleghi, è inutile lamentarsi se non si è capaci di una reazione. Smettiamola di chiudere gli occhi di fronte a quello che accade nel resto del pianeta. Ora, mentre noi ce ne stiamo belli seduti in quest’aula, il mondo è incendiato da guerre d’ogni tipo. Non solo in tutto il Medio Oriente, come ben sappiamo, ma anche in Somalia, Colombia, in molte nazioni dell’Africa centrale e dell’Asia. E intanto noi stiamo a guardare. Interi continenti in fiamme e qui da noi nessuno muove un dito. Vi rendete conto? Vergogna! Dobbiamo intervenire, svegliamoci! Insomma, si può sapere cosa diavolo aspettano le nostre imprese a inondare i mercati di quei paesi con l’export di armi made in Italy?






















armatissimo
in realtà le armi made in italy le stiamo producendo in Cina (anche loro)
ora i Cinesini dicono che ce le restituiranno dopo averle provate loro……contro di chi ? non so ?
in attesa di svincolarle siamo costretti a giocare coi fucili e le spade di legno o fornire di mercenari a pagamento le altre nazioni in guerra,,,
secondo me dovrebbe preoccuparsi che un bomba non le venga sganciata sopra il tetto dell’ aula in cui fa le penichelle pomeridiane
Cara Gloria, ma quale aula, non crederà mica che io stia lavorando, con questo caldo. La pennichella la faccio, ma nella mia villa di Porto Ercole.
Caro Di Lecco, bisogna fare qualcosa, non possiamo lasciarci sottrarre quote di mercato da questi cinesi. Ne parlerò al ministro della attività produttive appena torno dalle ferie, a novembre.