Esteri

Germania, l’onda ecologista travolge la Merkel

27 marzo 2011

Alle regionali di Baden-Württemberg e Rheinland-Pfalz  trionfano i verdi e affondano i conservatori al governo a Berlino

Rivoluzione in Germania. Per la prima volta nella storia l’intero Sud non bavarese, territorio ricco di industrie e piccola impresa, cattolico e da sempre orientato a destra, verrà governato da un’alleanza progressista. Se in Rheinland-Pfalz la socialdemocrazia è arrivata al potere da ormai molto tempo nonostante l’orientamento prevalentemente moderato dell’area renana, in Baden-Württemberg la sconfitta della Cdu ha un sapore epocale.  Una batosta che segna un passo falso forse irrimediabile per il governo di Angela Merkel, che paga così l’impopolarità diffusa per le sue ultime scelte. Lo zig-zag sul nucleare e l’isolazionismo sulla crisi libica non hanno convinto i conservatori mentre i progressisti si sono mobilitati come non capitava dalle federali del 2005. Le piazze stracolme di ieri nelle manifestazioni contro il nucleare sono stati il miglior sondaggio per capire l’esito delle regionali odierne, e il tasso di partecipazione record, più 13% rispetto alle ultime regionali, ha fatto la differenza.  In Baden-Württemberg  il tema più importante per quasi metà dell’elettorato il tema energia/ambiente era il più importante per orientarsi al voto, anche più dell’economia, un dato che spiega il trionfo dei Verdi.

SCONFITTA EPOCALE - La Cdu e la Fdp hanno subito una sconfitta di proporzioni molto rare nella politica tedesca. L’unico paragone possibile sono forse le regionali della Nordrhein-Westfalen del 2005, quando la fine del più che trentennale dominio socialdemocratico spinse Schroeder a convocare elezioni anticipate che conclusero la cancelleria. Una scelta così drammatica probabilmente non sarà ripetuta da Angela Merkel, ma l’epocale sconfitta odierna è un’ipoteca pesantissima sul suo governo. Il progetto liberalconservatore appare ormai fallito: la riduzione delle tasse e dell’intervento pubblico promesse in campagna elettorale non sono mai state attuate, mentre il ritorno al nucleare è stato bocciato dallo stesso esecutivo dopo Fukushima, prima che l’elettorato oggi scrivesse la parola fine sull’atomo in Germania. La Cdu non ha superato per la terza volta negli ultimi 50 anni la soglia del 40% tra Stoccarda e Mannheim, mentre la Fdp è clamorosamente rimasta fuori dal Landtag della Rheinland-Pflaz, e potrebbe anche essere esclusa dal parlamentino regionale del B-W. Una sconfitta drammatica che consegna alla Spd la maggioranza relativa del Bundesrat. Un capovolgimento clamoroso  rispetto all’inizio dell’esperienza di governo dei giallo-neri, che a settembre 2009 avevano la maggioranza assoluta nella Camera delle Regioni tedesche.

TRIONFO ECOLOGISTA – I Verdi tedeschi si sono stabilizzati come il terzo partito tedesco. L’elettorato in Germania è mobile, però con il crollo della Fdp e la marginalizzazione della Linke a partito regionale delle ex regioni comuniste, gli ecologisti hanno conquistato il voto d’opinione nel post Fukushima. Il partito federale dell’ambientalismo tedesco, nato 31 anni fa proprio in Baden- Württemberg  conquista per la prima volta un ministro presidente di un Bundesland, e lo fa in una delle zone più ricche e conservatrice del Paese. Grazie all’opposizione netta al progetto di Stoccarda 21, la nuova mega stazione ferroviaria nella capitale del Bundesland, e sfruttando il loro tema tradizionale e identitario, l’opposizione all’energia atomica, i Verdi sono raddoppiati in Baden-Württemberg  e più che triplicati in Rheinland-Pfalz, ritornando al governo in altri due Bundesländer occidentali. La sinistra post-comunista e la Spd sono stati vampirizzate dall’onda ecologista che ha scosso l’elettorato tedesco, che ha portato al trionfo lo storico leader ambientalista Winfried Kretschmann. Uno dei primi ecologisti eletti in un Landtag diventa così dopo 30 anni di carriera regionale il primo presidente dei Verdi. Una svolta storica che rappresenta al meglio la rivoluzione ecologista che ha attraversato il primo fine settimana della primavera del 2011.

2 commenti a Germania, l’onda ecologista travolge la Merkel

  1. ec

    1. i verdi hanno fatto man bassa grazie alle loro veementi proposte contro la nuova stazione di Stoccarda (Stuttgard 21), intercettando un elettorato piú “conservatore” del solito elettorato ecologista. Ovvero una NO TAV cittadina e borghese (e non valligiana), contro gli sprechi non ambientali, ma economici (altro che ambientalismo del fare!). Questo elettorato “conservatore” si aggiunge ai tradizionali “militanti” verdi, che hanno fatto della Germania una vera “economia verde” con i migliori impianti di solare e eolico e le case a minor impatto ambientale.

    2. i verdi hanno superato il 30% in tutte le cittá (Stoccarda, Friburgo, Mannheim, Coblenza), dove l’elettorato é colto, informato, riflessivo. E anche borghese: i verdi guadagnano trasversalmente da astenuti, democristiani, liberali e socialdemocratici.

    3. i verdi riescono a catalizzare l’attenzione dei media tedeschi, perché i giornalisti (televisivi e non) danno ampio spazio ai problemi che loro pongono. lasciano le possibilitá di argomentare e non accettano semplificazioni. anche a livello regionale.

    purtroppo siamo di fronte ad elementi strutturali che mi fanno pensare che affinché in Italia si possa emulare il Baden Wüttenberg ci vorrá molto tempo e molto lavoro.

  2. Pier Angelo soorbole

    Sono felicissimo che i verdi abbiano vinto in Germania, spero che anche noi possiamo imitarli con il referendum contro il nucleare il 12 e 13 giugno, credo che sia un traguardo alla nostra portata. Non bisogna sottovalutarlo è importante votare contro il nucleare e fare in modo che si faccia l’energia con le fonti rinnovabili e anche puntare sul risparmio energetico.

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