di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:10 del 1 luglio 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Ricapitoliamo: Veltroni lancia l’idea di una grande manifestazione contro il governo Berlusconi, “però a settembre“. Giustamente, si comincia a fare dell’ironia sulla scelta, che sembra perdere l’occasione di un momento di nervosismo nel paese a causa delle polemiche dell’esecutivo nella magistratura per andare in piazza quando ormai tutto potrebbe essersi sopito. Di Pietro fa quello che, prevedibilmente avrebbe fatto qualsiasi concorrente di Veltroni: dice che la manifestazione la convoca lui, per l’8 luglio, e che aderirà anche Beppe Grillo. E allora il leader del Partito Democratico replica: “il Pd non sarà in piazza Navona. Noi l’opposizione la facciamo, la stiamo facendo, e la miglioreremo, ma in un altro modo”. Senza alzare la voce, senza inseguire il Cavaliere e rinviando l’appuntamento a ottobre con all’ordine del giorno le famiglie, i lavoratori e l’Italia “stanca, sfiduciata, impaurita“. Anche qui, sarebbe da chiamare in causa per l’ennesima volta Tafazzi. L’ex magistrato si trova nella situazione elettoralmente migliore: spinge gli elettori del PD a una scelta tra chi è intransigente nei confronti di Berlusconi e chi, latamente, sembra invece non volerlo essere più, perlomeno nei fatti. Rinfocola così l’orgoglio della sinistra che è rimasta fuori dal parlamento e si porta al centro del dibattito, anche grazie all’utilizzo di una terminologia (”magnaccia“) che gli fa guadagnare le prime pagine dei giornali.

In tutto questo, il PD è chiuso nel suo cantuccio: “All’ordine del giorno c’è la questione giustizia ma soprattutto la Finanziaria, costi, benefici e “i trucchi di Robin Hood” [...] “La lista è lunga: l’emendamento salva Rete 4 “che hanno dovuto abolire”; la “farsa dei mutui che non diminuiscono ma anzi aumentano di migliaia di euro”; l’aggravante della clandestinità e “non possiamo certo far diventare reato una condizione sociale”. Robin Hood poi: “Le tasse saliranno al 42,9%, altro che scendere sotto il 40%” e dei 5 miliardi tolti ai ricchi (petrolieri, assicurazioni e banche), “ai poveri tornano solo 290 milioni”. C’è Alitalia (”la cordata del governo prevede 4 mila esuberi, assai più di Air France”), le impronte ai minori rom (”eticamente inaccettabile”), dieci miliardi di investimenti in meno per le infrastrutture e i rifiuti“. Tutto vero, tutto giusto, tutto già fatto notare: ma allora perché se ne accorge soltanto adesso? Se è vero come è vero che l’opposizione si fa sui fatti, perché in questi giorni Veltroni si è impegnato a polemizzare soprattutto con Di Pietro? Non cavalcare l’onda della giustizia è una scelta politica coraggiosa, che va rispettata. Quello che non si capisce è dove sia l’alternativa politica a questa scelta. Le cose che Veltroni ha detto all’assemblea dei senatori del PD dovrebbe ripeterle a voce alta in ogni situazione pubblica, con dati e numeri e fatti. Invece sta lì, a parlarne sottovoce. Però nel contempo è offeso con Di Pietro, tanto offeso che se continua così si porta a casa il pallone.

Demenzialità (scusate il ritardo di un giorno). Siccome è estate, le notizie scarseggiano e di qualcosa si devono pur riempire le pagine dei giornali, Gianluca Moresco su Repubblica firma un articolo su Mario Adinolfi che è andato a partecipare a un torneo di poker a Las Vegas. Folklore, direte voi, checcefrega? Ce frega perché la fonte di Moresco - al solito, deve essere l’Adinolfi stesso o qualche sodale - ha regalato al giornalista di Rep una bio di colui chedifende i colori azzurri con una qualche dignità ai mondiali di poker” (senza che nessuno gliel’abbia chiesto, ma è la storia della sua vita) nella quale spicca una bella sequela di inesattezze sulle attività del “politico” (le virgolette sono per decenza.) Tra le quali ci sarebbero il “Pugno duro sul tavolo in difesa della legge 194” (e infatti Adinolfi ha aderito alla moratoria sull’aborto propagandata da Giuliano Ferrara), “voce alta a salvaguardare i diritti degli omosessuali” (e infatti Adinolfi ha aderito al Family Day organizzato dalla Chiesa), “richiesta di modifica della legge 30, sul modello ipotizzato da Tito Boeri” (e allora bisognerebbe dire: “non essendo in grado per evidente insipienza di formulare una sua proposta, ha copiato quella di Boeri”); “e ancora abolizione di centri di spesa definiti “Inutili” come le Province” (e questo lo dice il 70% della nostra classe politica).

Amenità. Paolo Guzzanti, ve lo ricordate? Dossier Mithrokin, Scaramella è quasi morto anzi no è vivo e lotta insieme a noi etc? Bene. Sappiate che la situazione è drammatica. 18 giugno 2008: “IL BLOG E’ SOTTO ATTACCO. I TECNICI MI HANNO SPIEGATO CHE SI TRATTA DU UN PAESE STRANIERO CON UNA POTENZA DI GRAN LUNGA SUPERIORE ALLE CAPACITA’ DI UN PRIVATO. GLI ATTACCANTI USANO IL “DOS” SATURANDO LE RISORSE DI RIVOLUZIONE ITALIANA. IERI, APPENA PUBBLICATO IL DOCUMENTO DI LITVINENKO, QUESTA POTENZA HA PARALIZZATO IL BLOG“. 30 giugno 2008: “L’ATTACCO AL NOSTRO BLOG COLLEGATO CON LA PUBBLICAZIONE DELLA DICHIARAZIONE INTEGRALE DI LITVINENKO SU PRODI, DIVENTA UNA NOTIZIA. CHE STRANA COINCIDENZA… –IL VELINO SERA–” (Il Velino, ettepareva). Sempre 30 giugno: “Abbiamo avuto questo attacco molto violento d-dos e per aver io ripetuto quel che mi hanno detto i tecnici, e cioè che la dimensione dell’attacco lasciava pensare ad una attività di Stato (non necessariamente straniero, aggiungo io) sono stato come al solito sbertucciato in tutti i siti cialtroni del mondo travagliesco“. Certo che siete proprio incorreggibili, eh? Faccio un appello: smettetela di sfottere quel pover’uomo! Non vedete che non potrebbe sopportare oltre?

Vignetta di Artefatti

COMMENTI (19)STAMPA - FALLO LEGGERE