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Fabio Fazio fa guadagnare la Rai?

Ma quanti sono i soldi che Fabio Fazio restituisce alla Rai con il suo «Che tempo che fa?». La polemica è nata quando Renato Brunetta, ospite della trasmissione lo scorso 13 ottobre, ha incalzato il conduttore Fabio Fazio sui contenuti del contratto rinnovato tra la società produttrice del programma, la Endemol, con la Rai, che prevede un compenso per il periodo 2014/2017 nei confronti del conduttore di Savona, di 5,4 milioni di euro.

renato brunetta che tempo che fa 2

GLI ATTACCHI DI BRUNETTA E BEPPE GRILLO – Parliamo quindi di 1,8 milioni di euro a stagione, con una certa diminuzione rispetto ai due milioni previsti dal precedente contratto. Fabio Fazio nell’occasione si è difeso appellandosi alla riservatezza impostagli dal suo accordo con la Rai. Tuttavia le parole dell’ex Ministro hanno fatto breccia nell’opinione pubblica ed in altri rappresentanti politici, con Beppe Grillo che dalle colonne del suo blog accusa Fazio, definendolo uno stuoino del Pdmenoelle al servizio di un’azienda, la Endemol, di proprietà al 33 per cento di Mediaset, aggiungendo che le perdite previste per il 2013 sono superiori a 400 milioni di euro. Il Semplice Portavoce ha dimenticato nella fattispecie che Mediaset ha ceduto la sua quota in Endemol nel 2012 al prezzo di 72 milioni di euro, ma certo resta la polemica sul costo della trasmissione.

Maradona ospite a  "Che tempo che fa

LA DIFESA DI LUIGI GUBITOSI – Una polemica finita nei bar e nelle strade, ovvero gli unici luoghi in cui non dovrebbe neanche stare. Parliamo di piani industriali e di introiti per un’azienda, la Rai, che come osserva Beppe Grillo ha bisogno di utili. Lo stesso direttore Generale, Luigi Gubitosi, dichiarò a caldo che Fabio Fazio e Che tempo che fa rappresentano un valore aggiunto e che il loro programma non è un costo. Anzi. Queste le parole del dg, riprese da Il Salvagente: «Ci sono professionalità, come quella di Fazio ma anche altre, che sono un grande valore per la Rai e per i telespettatori. Fazio peraltro non è un costo per l’azienda, ma una fonte di profitto e garantisce un’informazione trasparente, seria e di altissima qualità».

CROZZA SALTATO PER COLPA DELLA POLITICA – Infine Gubitosi ha ringraziato Fazio per il modo che ha di condurre la trasmissione, garantendo pluralismo e «consentendo agli ospiti di esprimere la propria opinione, anche a chi si è voluto e si vuole presentare al pubblico con inutile aggressività». Il direttore Generale Rai è tornato sulla questione compensi ieri, nel corso di un’audizione della Commissione di Vigilanza, ma questa volta i toni sono stati tutt’altro che concilianti. Come ci spiega Paolo Festuccia sull’edizione odierna de La Stampa, l’intromissione della politica nelle discussioni legate al contratto che avrebbe legato la Rai e Maurizio Crozza hanno privato il servizio pubblico di un guadagno stimato di 4,5 milioni di euro. Ricordiamolo, stiamo parlando di un guadagno.

IL RISPARMIO REALE – Gubitosi ha ricordato che la Rai avrebbe investito 450 mila euro a puntata chiavi in mano, un po’ come accade per Che tempo che fa, consentendo non solo un abbassamento nel costo di produzione nell’ordine di due milioni di euro, ma avrebbe prodotto un margine operativo importante in termini di ricavi pubblicitari. L’intrattenimento su Raiuno costa 800.000 euro a puntata. Dieci serate a 450 mila euro avrebbe portato ad un risparmio di 3,5 milioni di euro. Il nome «Maurizio Crozza» avrebbe poi coinvolto i maggiori attori del mercato a livello pubblicitario, che si sarebbero inseriti nel prime time della rete ammiraglia della prima azienda radiotelevisiva italiana. Secondo le stime condotte dalla Rai Crozza sarebbe stato un affare.

LA TELEVISIONE COSTA – Non solo perché avrebbe ringiovanito il target di Rai1, avrebbe poi consentito all’azienda di ottenere un guadagno netto di 100.000 euro a puntata, considerando che l’intrattenimento di norma, continua una fonte di Viale Mazzini, non si ripaga con una puntata ma prevede un recupero nel corso della stagione, a differenza almeno di quanto avviene con Montalbano, la cui richiesta pubblicitaria è tale che si riesce a coprire il milione e mezzo di euro speso per la puntata. Perché, e questo molti lo ignorano, fare televisione costa e la Rai, in ottica di una politica industriale efficace, cerca in tutti i modi di monetizzare quello che ha, possibilmente nel tentativo di migliorare i conti.

renato brunetta che tempo che fa

LA RISERVATEZZA INDUSTRIALE DELLA RAI – Ad esempio, chi l’avrebbe mai detto che una puntata di Report costa 180.000 euro? E che il prezzo di Tale e Quale di Carlo Conti oscilla tra i 500.000 ed i 700.000 euro a puntata? Per questo non dovrebbero stupire questi numeri, eppure accade il contrario, grazie a specifiche interferenze che riguardano un’informazione sensibile. Si, perché la Rai di suo non diffonde i costi dei programmi. Lo ha confermato Michele Santoro la scorsa settimana nel corso del suo editoriale di apertura di Servizio Pubblico. Magari a Mediaset lo scoprono in tempo reale, ha spiegato il giornalista campano, ma per quanto riguarda la Rai, tutte le cifre sono top secret per motivi di riservatezza. O meglio, aggiungiamo noi, si tratta di un segreto industriale. Eppure come tutti i segreti, anche questi in genere hanno vita breve, per non dire brevissima.

10,4 MILIONI DI EURO L’ANNO – Torniamo a Che tempo che fa. La società di produzione del programma e la Rai sono legate da accordi triennali rinnovati ultimamente dai seguenti dg: Claudio Cappon, Lorenza Lei e Luigi Gubitosi. Su quest’ultimo ci sarebbe da dire visto che la sua scadenza originaria era prevista per il giugno 2014 mentre è già stato rinnovato. Quello che sappiamo è che il compenso di Fazio non è cambiato dalla gestione Cappon a quella Lei. Ce lo confermano il conduttore, che ha ricordato che da due milioni l’anno è passato a 1,8, ed il Giornale che nell’aprile 2011 scrisse che Che tempo che fa è costato alla Rai 10,4 milioni di euro per 65 puntate. Inoltre la Rai ha acquistato lo speciale Vieni via con me, condotto dallo stesso Fazio e da Roberto Saviano, costato altri 2,8 milioni di euro.

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OPINIONI A CONFRONTO – Del tema parlammo apertamente all’epoca riportando la risposta del giornalista del Corriere della Sera ed oggi parlamentare del Pd Massimo Mucchetti, che smontò la tesi del Giornale spiegando che Che tempo che fa costa 64 centesimi per contattare 1000 ascoltatori, aggiungendo che per quello che ne sa lui Fabio Fazio ottiene con la pubblicità 17 milioni di euro. E per l’occasione riproponiamo la topica di Franco Bechis che nel 2010 venne ripreso da Loris Mazzetti, capostruttura Rai, che gli ricordò che quando si dice che Che tempo che fa guadagna otto milioni di euro non significa che la Rai va in perdita di tre milioni ma che non solo si coprono i 10 milioni dell’investimento ma se ne portano a casa altri otto. Ed anche nel mondo dell’imprenditoria, se un manager procura ad un’azienda un guadagno di otto milioni, ne porta a casa due come ringraziamento.