“Senza crocifisso in aula non si può fare il giudice”: la Cassazione conferma il no a Tosti
14/03/2011 - Il giudice si era rifiutato di tenere udienza: secondo la suprema Corte il verdetto del Csm è corretto Confermata dalla Cassazione la ‘rimozione’ dall’ordine giudiziario di Luigi Tosti, il giudice di Pace del tribunale di Camerino, sanzionato dal Csm con
Il giudice si era rifiutato di tenere udienza: secondo la suprema Corte il verdetto del Csm è corretto
Confermata dalla Cassazione la ‘rimozione’ dall’ordine giudiziario di Luigi Tosti, il giudice di Pace del tribunale di Camerino, sanzionato dal Csm con la perdita del posto per essersi rifiutato di tenere udienza per via della presenza del Crocefisso nelle aule di giustizia italiane. Secondo la Suprema Corte – sentenza 5924 delle sezione unite civili, depositata oggi – e’ del tutto corretto il ‘verdetto’ disciplinare emesso dal Consiglio Superiore della Magistratura il 25 maggio 2010 che ha pronunciato la destituzione del giudice ‘anticrocefisso’.
IL RICORSO - Il ricorso dell’ex magistrato era stato presentato in Cassazione contro la sentenza disciplinare del Csm che, lo scorso gennaio, aveva disposto la rimozione dalla magistratura per Tosti che si era rifiutato di celebrare le udienze nelle aule con il crocifisso. Tra il maggio e il luglio 2005, infatti, Luigi Tosti non celebro’ 15 udienze. Assolto in sede penale dall’accusa di omissione in atti d’ufficio perche’ era stato sostituito da altri colleghi, Tosti e’ stato sospeso dal suo incarico a partire dal febbraio 2006. La decisione della Cassazione si conoscera’ soltanto tra un mese contestualmente al deposito delle motivazioni. Luigi Tosti era presente in aula per l’udienza e si e’ detto pronto a ricorrere alla Corte di Strasburgo in caso di esito negativo. ‘Io sono stato assunto in un Tribunale laico -ha affermato Tosti- e non in un Tribunale ecclesiastico. Nessuno mi puo’ imporre di celebrare udienze dove c’e’ il crocifisso. Se la Cassazione confermera’ la mia rimozione ricorrero’ a Strasburgo’.
IL PROBLEMA DELLE ALTRE FEDI - Per esporre negli uffici pubblici, tra i quali rientrano le aule di giustizia, simboli religiosi diversi dal Crocefisso ‘e’ necessaria una scelta discrezionale del legislatore, che allo stato non sussiste’. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni con le quali ha confermato la rimozione dalla Magistratura del giudice ‘anticrocefisso’ Luigi Tosti, che rifiutava di tenere udienza finche’ il simbolo della Cristianita’ non fosse stato tolto da tutti i tribunali italiani. In alternativa Tosti chiedeva, anche in Cassazione, di poter esporre la ‘Menorah’, simbolo della fede ebraica.
POSSIBILI CONFLITTI – Dopo aver respinto la pretesa di Tosti per quanto riguarda la richiesta di esporre il simbolo ebraico accanto al Crocefisso, la Cassazione rileva che una simile scelta potrebbe anche essere fatta dal legislatore valutando, pero’, anche il rischio di ‘possibili conflitti’ che potrebbero nascere dall’esposizione di simboli di identita’ religiose diverse. ‘E’ vero che sul piano teorico il principio di laicita’ – scrive la Cassazione – e’ compatibile sia con un modello di equiparazione verso l’alto (laicita’ per addizione) che consenta ad ogni soggetto di vedere rappresentati nei luoghi pubblici i simboli della propria religione, sia con un modello di equiparazione verso il basso (laicita’ per sottrazione)’. ‘Tale scelta legislativa, pero’, presuppone – spiega la Cassazione – che siano valutati una pluralita’ di profili, primi tra tutti la praticabilita’ concreta ed il bilanciamento tra l’esercizio della liberta’ religiosa da parte degli utenti di un luogo pubblico con l’analogo esercizio della liberta’ religiosa negativa da parte dell’ateo o del non credente, nonche’ il bilanciamento tra garanzia del pluralismo e possibili conflitti tra una pluralita’ di identita’ religiose tra loro incompatibili’.













Il crocifisso è simbolo di proselitismo ed è contro, quando è esposto in luoghi pubblici, le leggi europee.Questo simbolo parla della Passione di Cristo non della Rivoluzione. E ricordiamoci che fu Mussolini con il clerico fascista e attraverso i patti lateranensi,ad imporre il crocefisso in tutti i luoghi pubblici, nelle scuole e nelle aule dei tribunali.Inoltre nel 1984 Craxi sottoscrisse un nuovo concordato dove non si riconosce la religione cattolita come religione di stato quindi non dovrebbe aver ragion di sussistere nei luoghi publici , ma nonostante questo il crocifisso resta imperterrito, senza soluzione di continuità.Fa onore un simbolo che ha come connotazione l’antisemitismo?
I coglionazzi cattolici non hanno affatto capito che questa sentenza non dà loro PER NULLA ragione! La sentenza non si riferisce affatto a motivazioni religiose o di tradizione, ma semplicemente contesta l’interruzione del lavoro da parte del magistrato. Se invece che il crocifisso, l’oggetto del contendere fosse stata la presenza della carta igienica, la sentenza sarebbe stata la stessa.
…una nazione finita, putrescente.
condivido le sane intenzioni del Giudice Tosi.
Vaticano e i cattolici sono come la peste.
se un giudice applica la legge con un crocifisso nell’aula, puo’ venire il dubbio di quale legge applichi o con quali criteri la applichi , la legge dello stato italiano o la legge divina dello stato vaticano ??
art 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
sfoggiamo il crocifisso come garanzia di giustizia o che altro? … io sono con Tosi
io sto’ con tosi
Io non sto con il razzista di Tosi…
A chi mi vuole dare lezioni dico:
Avete mai saputo dell’esistenza di un regolamento che indica come debbano essere “arredate” le sale di un tribunale, le aule scolastiche e gli uffici pubblici?
Ebbene, essendo voi sapientoni, dovreste sapere che alla voce arredo, è incluso anche il crocefisso. Quindi, in quel caso, un’oggetto d’arredamento.
Il giudice, applica la legge(almeno lo dovrebbe fare).
Il fatto che ci sia un crocefisso, può cambiare il suo giudizio???
Il signor Tosti, si è rifiutato di fare il proprio lavoro a causa di un’oggetto di arredamento che per chi ci crede è un simbolo importante mentre per chi non crede, appunto, è un’oggetto inutile.
Il signor Tosti, se per caso avesse lavorato alla Fiat o in qualsiasi ditta privata, avrebbe fatto ciò che ha fatto???
“Ebbene, essendo voi sapientoni, dovreste sapere che alla voce arredo, è incluso anche il crocefisso. Quindi, in quel caso, un’oggetto d’arredamento.”
Dunque devo presumere che detto regolamento è anticostituzionale.
Uhmm … secondo me sostanzialmente non significa molto O_o
pedoratzi ,dovresti essere querelato per infamia :mi fai schifo.Spero che Qualcuno molto piu’ importante di me o di qualsiasi giudice ti usi Misericordia…
Ho letto altre fonti informative, diciamo.. più complete.
In realtà al giudice è stata offerta un’altra aula di tribunale, ma senza crocifisso. Ma questo a lui non bastava, voleva che fossero tolti da tutte le aule
E dunque questo giudice.. è semplicemente mosso da spirito anti-cristiano? direi di si.
Un simbolo di pace come la croce, che male fa?
Udienza esemplare.. una volta tanto.
Sentenza esemplare :-p
No, non è un simbolo di pace. È un simbolo di fede religiosa (cristiano-cattolica).
Se vuoi indicare “pace” sventoli la bandiera bianca, mica il crocifisso.
Non pigliamoci in giro. Crocefisso = fede nella natura divina di Gesù di Nazareth.
Much ado about nothing…
solo in Italia riusciamo a perdere tempo così, come se la giustizia italiana andasse veloce…
Il problema non è il crocefisso in sè. Il problema sta in quello che rappresenta. Questo oggetto rappresenta un mondo fiabesco che con l’applicazione delle regole sociali non ha nulla a che vedere. Qui bisogna capire una volta per tutte che se si subisce un torto, occorre il subentro di un organismo predisposto a regolarlo secondo stilemi logici e pratici. Non è assolutamente necessario che debba subentrare un cartone animato occidentale od orientale che poi, cosa dovrebbe mai stabilire di così diverso da un emendamento logico scevro da queste cose?
Se si subisce un torto, ci vuole un luogo dove si discuta solamente di quel torto e non serve un posto dove si parla con le piante.
Se in un tribunale ci metto la foto di Maradona, il dio del calcio, un sinistroide cocainomane come altri ce ne sono (anche di diversa fazione), l’idolo delle masse e così via, altro non faccio che inquinare con un icona soggettiva e di parte quell’udienza che trattava di un bambino morto a causa di una pallonata tirata volontariamente in pieno volto.
Mettiamoci la foto di Robn Hood, che nobilmente rubava ai ricchi per dare ai poveri. Sempre un ladro era, e la magistratura in italia non consente che i giudici possano intervenire in merito.
Quindi l’applicazione delle regole sociali in questo paese è inficiata da questioni che non sono oggettive come la legge dovrebbe essere, ma sono di parte come la legge mafiosa.
O sei mafioso o la legge per te non esiste. Come a Palermo.