Alfano: “Il processo breve? Come non detto”

13/03/2011 - Alfano va dall’Annunziata e spiega la divisione dei poteri dello Stato e il bello delle centrali atomiche. Poi dice che la nuova norma pro-Silvio non gli piace più come un tempo. La toglierà. Alfano va dall’Annunziata e, mentre si teme

     
 

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Alfano va dall’Annunziata e spiega la divisione dei poteri dello Stato e il bello delle centrali atomiche. Poi dice che la nuova norma pro-Silvio non gli piace più come un tempo. La toglierà.

Alfano va dall’Annunziata e, mentre si teme la fusione del nocciolo nella centrale atomica giapponese di Fukushima e in una seconda centrale atomica giapponese è scattato l’allarme radiazioni, dice che in Italia il nucleare si farà: “Sono contrario alle scelte emotive dei governi. Noi abbiamo preso una decisione che serve a liberare l’Italia dalla dipendenza energetica dalla Francia. Bisognerà riflettere, ma credo che l’orientamento del governo non possa mutare oggi pomeriggio.” Per ora infatti qui non c’è stato un terremoto in una zona sismica con una centrale atomica sopra. Quindi la fuga radioattiva non ci interessa, per ora.

MASTELLA E INPS – Parlando invece di giustizia, ad Alfano è piaciuta Tangentopoli, senza la quale “la nuova classe dirigente non ci sarebbe. Non ho recriminazioni per quell’epoca storica neanche a titolo personale.” Meno male. Poi esprime il suo parere circa il fatto che la giustizia è un problema per tutti i politici, nono solo per Silvio. “Oggi, marzo 2011, se non fosse stata arrestata la moglie del Ministro della Giustizia di Prodi e se non fosse stata arrestata da un procuratore che l’indomani andava in pensione, sarebbe in carica il governo Prodi. Caduto non per mano politica ma per mano della magistratura. La questione, quindi, non è Berlusconi.” Vale a dire che tutto ruota intorno alla Signora Mastella e all’Inps, non intorno al leader del centrodestra. Berlusconi non c’entra niente. Però c’entra, perché al Partito Democratico non piace la riforma solo perché l’ha fatta il Premier. Cattivi. Infatti il Pd crede che la riforma ci voglia ma che non sia “utile farla con Berlusconi.” Dice Alfano, che aggiunge: “Si rinuncia al bene del per fare male a Berlusconi.” Contrordine: Berlusconi c’entra. Anzi, l’aver deciso di portarla avanti, questa riforma è “segno di grande coraggio” da parte di Silvio. Eh, sì, ci vuole proprio un bel coraggio, a portare avanti una riforma come questa.

A CIASCUNO IL SUO MESTIERE -E i magistrati che minacciano di far sciopero? “Gli scioperi producono una contrapposizione violenta: siccome la riforma andrà in Parlamento, produrrà delle audizioni, i magistrati saranno ascoltati nelle commissioni parlamentari. Sono convinto che la magistratura possa ottenere molti più risultati confrontandosi con il governo, spiegando nel merito le ragioni per le quali ritiene che alcune scelte siano sbagliate piuttosto che con il muro contro muro.” Sciopero brutto e cattivo, insomma. Infine il Ministro chiarisce: “Ciascuno deve fare il proprio lavoro. Il legislatore fa le leggi, il popolo elegge il legislatore e i magistrati le applicano: se i magistrati pretendono di scrivere le leggi e non si limitano, tra virgolette perché è una funzione indispensabile, ad applicarle e il legislatore prova a fare le indagini, abbiamo solo confuso il paese.” Lo scalpellino scalpella, il cuoco cucina, il ragioniere ragiona eccetera eccetera. Come si dice a Milano, Ofelè fa el to mesté, Pasticcere fai il tuo mestiere. Un proverbio che i giudici milanesi dovrebbero conoscere bene, accidenti. Angelino la riforma la sta facendo per loro, per il loro bene. Devono avere la panna montata nelle orecchie, per non capirlo.

PROCESSO BREVE – Però una buona notizia c’è. Infatti il Ministro dice di non avere “mai considerato il problema della ragionevole durata del processo come norma ad personam per il Presidente del Consiglio”. Così, circa la norma transitoria e la prescrivibilità dei termini è “prontissimo ad un profondo ripensamento”, anzi il Ministro si spinge più in là: “proporrò il ritiro della norma transitoria del cosiddetto processo breve”. Il delfino di Berlusconi si sta portando avanti?

     
 

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