Sparisce un processo a Silvio grazie ad una legge ad personam?

10/03/2011 - Spunta il solito emendamentino. Che potrebbe far saltare il processo Mediatrade. Ma il PdL smentisce: “Non si applica in questo caso” Stamattina Alfano e Berlusconi hanno fatto sapere che la riforma della giustizia varata dal governo non è retroattiva e

     
 

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Spunta il solito emendamentino. Che potrebbe far saltare il processo Mediatrade. Ma il PdL smentisce: “Non si applica in questo caso”

Stamattina Alfano e Berlusconi hanno fatto sapere che la riforma della giustizia varata dal governo non è retroattiva e non interessa i processi in corso. Una posizione “di civiltà” che, diplomaticamente, dovrebbe servire a svelenire in parte il clima e assicurare la serietà e la buona volontà dell’esecutivo.

E MEDIATRADE? - Eppure, informa l’Ansa, scoppia un nuovo giallo alla Camera attorno alle vicende giudiziarie del premier Silvio Berlusconi. Questa volta il caso riguarda il processo Mediatrade con l’opposizione che punta l’indice contro un provvedimento d’iniziativa del deputato Pdl Manlio Contento che di fatto ‘potrebbe estinguere il reato di appropriazione indebita’ (art.646 del codice penale) imputato a Silvio Berlusconi nel processo. Secondo quanto si legge nella proposta di legge – protesta il Pd – basterebbe infatti risarcire il danno o non vedere il querelante presentarsi in udienza, per vedere estinto il reato (il testo arriva in aula lunedi’). La norma secondo la quale basterebbe un risarcimento per ottenere la remissione tacita della querela e’ stata introdotta nel progetto di legge grazie ad un emendamento (riformulato) che porta la firma di Angela Napoli (Fli), Roberto Rao e Lorenzo Ria (Udc). Rao pero’ quel giorno, stando al resoconto dei lavori della commissione, era assente e cosi’ la proposta di modifica sarebbe stata fatta propria dalla parlamentare finiana Angela Napoli.

“ESTRANEO ALLA NORMA” – E il centrista Rao si e’ detto ‘totalmente estraneo’ a quella norma e ha spiegato cosa e’ accaduto: ‘In una seduta semideserta del 25 gennaio scorso, su un argomento come la remissione tacita della querela, il relatore Sisto proponeva la riformulazione di un emendamento a mia firma. Una collega di Fli, in mia assenza, lo ha fatto proprio in perfetta buona fede, consentendo al relatore, con l’assenso del vicepresidente di turno, di metterlo in votazione e farlo accogliere. Questo emendamento cosi riscritto porterebbe, secondo i colleghi del Pd, all’estinzione del processo Mediatrade. Se cio’ fosse vero, in questa vicenda sarebbero chiare almeno tre cose: l’intento scorretto e capzioso di chi ha organizzato e gestito l’operazione, scaricando su altri la responsabilita’; la nostra assoluta estraneita’ a questa manovra e alla paternita’ dell’emendamento cosi come riformulato; la nostra nota contrarieta’ a leggi ‘ad personam’, alle quali peraltro il presidente del Consiglio ha dichiarato proprio oggi di aver definitivamente rinunciato’.

IL PDL PROTESTA – Alla fine e’ intervenuto lo stesso Francesco Paolo Sisto per dire che si e’ fatto un polverone sul nulla: ‘nel processo Mediatrade Berlusconi e’ si’ accusato di appropriazione indebita ex articolo 646 del codice penale, ma con l’aggravante dell’articolo 61 n.11 codice penale. Pertanto si procede d’ufficio’ e su questo processo ‘la nuova normativa sulla rimessione tacita di querela non puo’ avere alcun effetto’. ‘Quanto alle diverse interpretazioni dell’opposizione – sottolinea – si tratta della solita ossessione nei confronti del processo del premier, oltre che di scarsa conoscenza di fatti e norme’.

     
 

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