“I gay? Si pigliassero una pasticca per guarire”

10/03/2011 - La simpaticissima dichiarazione di un concorrente del Grande Fratello durante un’intervista “Meglio essere gay che vicini di casa di Nando del Grande Fratello. Mi toccherà cercarlo a Pomezia per regalargli un buon vocabolario e qualche bel libro, uniche pasticche possibili

     
 

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La simpaticissima dichiarazione di un concorrente del Grande Fratello durante un’intervista

“Meglio essere gay che vicini di casa di Nando del Grande Fratello. Mi toccherà cercarlo a Pomezia per regalargli un buon vocabolario e qualche bel libro, uniche pasticche possibili contro la sua ignoranza atavica e molto omofobica. Magari chiederò aiuto proprio agli amici delle Iene”.

LE IENE PORTANO BENE – A parlare è il cantautore Ciri Ceccarini, responsabile spettacolo dell’associazione GayLib e casualmente residente ai Castelli Romani, immediatamente confinanti con la cittadina laziale che ha dato i natali al discutibile protagonista del GF 11 che nell’intervista andata in onda nel corso della puntata de “Le Iene” di mercoledì 9 marzo 2011 in merito agli omosessuali ha detto: “Ci sto alla larga. Si pigliassero una pasticca per guarire”. “Le Iene – riprende Ceccarini – si sono sempre mostrate molto attente al tema dei diritti e proprio io ho avuto in prima persona la fortuna di dar loro una mano nel denunciare l’omofobia dilagante. Per questo credo che oggi sarebbe bene chiarire a tutti, specie ai troppi fan di Nando, che nessuna pasticca contro l’omosessualità esiste perché l’omosessualità non è affatto una malattia e per questo non ha bisogno di alcuna cura, mentre l’ignoranza e l’omofobia sono malattie sociali per nulla fighe dalle quali mi pare proprio Nando sia gravemente affetto. Per curarle, però, non servono neanche in questo caso pasticche ma bastano un vocabolario e qualche buon libro che ci cureremo di recapitare all’indirizzo pometino di Nando. Sperando che le Iene ci assistano in questa laica ma necessaria opera di educazione gratuita per salvare almeno qualche Nando boy dall’omofobia nandesca!”

     
 

69 Commenti

  1. roma scrive:

    Ma basta parlare ognuno ha i suoi gusti, come a me piace il gelato al pistacchio, ad un altro può piacere quello al cioccolato.

  2. Mr66 scrive:

    Gentile signora 67, mi rivolgo a lei con il massimo del rispetto cordialità e animato da spirito costruttivo e amichevole. Sono un’uomo etero e comprendo benissimo la repulsione che prova nel vedere due persone omosessuali, uomini o donne, baciarsi in pubblico, di presenza, in foto. La capisco perché questa repulsione la provo pure io e la provo non perché sono tradizionalista ma perché e’, almeno per me, un fatto naturale come e’ naturale per le persone omosessuali essere tali. Il problema e’ chiedersi : “ma perché provo questa repulsione?”. Io me lo sono chiesto e sono arrivato alla conclusione che se provo repulsione alla vista di due persone omosessuali che si baciano e’ perché inconsciamente mi immedesimo in una scena di bacio omosessuale come protagonista. Naturalmente essendo io etero non posso che provare repulsione. A questo punto se consciamente prendiamo atto che la scena di bacio omosessuale NON CI RIGUARDA, e nessuno ci obbliga ad atti omosessuali, perché quella scena RIGUARDA ALTRI allora possiamo superare la repulsione, la fobia. Esiste l’odio razzista verso le persone omosessuali, un fatto grave, ed esiste la fobia dell’omosessualita, qualcosa di superabile. Rifletta sul fatto che gli o omosessuali sono il 5% della popolazione e, solo per un fatto matematico, ciascuno di noi avrà dei discendenti omosessuali, anche lei. Infine rifletta sul fatto che se la selezione naturale non ha eliminato l’omosessualità ma la mantiene può spiegarsi solo con il fatto che il gene dell’omosessualita, sulla cui esistenza ci sono numerosi indizi, siamo noi eterosessuali a propagarlo. Lottare per i diritti delle persone omosessuali non e’ solo un fatto etico, e’ lottare per noi stessi. E nessuna lotta per la libertà può essere perduta. NESSUNA.

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