Forse in altre parti d’Italia sembrerà strano: Roma è una città talmente grande che c’è persino un quotidiano che si chiama “Il Romanista”, e che oggi questo giornale sia finito all’interno di una specie di “faida” tra mass media (radio, giornali concorrenti, tv), la stessa società e persino, anche se in misura marginale, la “bassa” politica cittadina.
L’editore ed ex direttore (costretto a lasciare qualche tempo fa) spiega qui le sue ragioni: “Ormai non è più una questione fra un giornale e una radio. E’ una questione di democrazia. E’ in gioco la possibilità di
continuare a fare il proprio lavoro, il mestiere di giornalista, senza essere diffamati sistematicamente“, esordisce un po’ drammaticamente. Poi va al succo: “E’ una questione di democrazia se, per esempio, Mario Corsi a giugno può sostenere che il direttore di questo giornale è ‘un pedofilaccio‘ e la pagina della posta, la vostra pagina, uno ‘spazio pedofili‘, e nessuno reagisce. Ma è soprattutto una questione di democrazia il fatto che da quattro anni viene portato un attacco al cuore stesso del giornale: la sua moralità, la sua indipendenza, la sua libertà“. Il giorno dopo, la storia si ripete e il giornale accusa di aver ricevuto sms e messaggi di minaccia, dopo “L’intervento di Luna, pubblicato domenica 23″ che “faceva riferimento ai continui attacchi al nostro giornale da parte della trasmissione radiofonica di Mario Corsi, ” Mario Corsi detto Marione, è un tifoso “sfegatato” della Roma, che conduce una trasmissione radiofonica spesso identificata – specialmente negli anni precedenti – come la voce più vera della Capitale. Marione è stato anche un estremista di destra, anche se per onestà intellettuale andrebbe pure ricordato a chi cita spesso questa circostanza, che da molti anni si è discostato dalla politica, un po’ per scelta e un po’ per necessità. Oggi Corsi parla soprattutto di calcio, anche se talvolta lo fa con toni che definire “aspri” è un eufemismo. Il paragone con Rush Limbaugh è campato in aria, perché l’americano parla soprattutto di politica, ma le capacità di Corsi di “sostenere il confronto” polemico sul piano dialettico con gli altri media, e spesso di vincerlo (soprattutto secondo il suo pubblico affezionato), sono indubbie. Lancia gesti di protesta come quello nei confronti di Sky che però sono sostanzialmente innocui, anche se qualcuno cerca di non farli passare per tali, qualcuno che a volte è animato da acrimonia forte nei confronti di quei personaggi.
THE VOX – In questi anni Marione, a volte con piena ragione, si è autoaccreditato come voce “della società“, passando da un rapporto non idilliaco con la famiglia Sensi a una sostanziale vicinanza, espressa attraverso un sostegno – anche se a volte critico – a molte delle linee della società. Spesso in polemica con altre radio, accusate di essere “nemiche” della Roma: questo lo ha portato ad inimicarsi, qualche anno fa ormai, anche Il Romanista. Prima, lex direttore Riccardo Luna interveniva talvolta in trasmissione. Poi, è diventato un nemico. Luna ha raccontato che l’ostilità nasce da un momento ben preciso: “Mi chiamò per dirmi: ‘Ti faccio chiudere il giornale’. Erano le 10 e mezzo di sera. Non aveva un tono arrabbiato, né minaccioso. Era tranquillissimo. Aveva saputo che il giorno dopo avremmo pubblicato un’intervista a Roberto Renga in cui faceva anche una battuta – innocua – sul suo conto“. «Se pubblichi quella roba, ti faccio chiudere il giornale», mi disse. «Non subito – aggiunse – sennò si capisce che è una rappresaglia, ma farò passare un po’ di tempo e poi inizierò a spararti addosso finché non chiuderete». Le parole sono testuali: di quella telefonata infatti esiste una registrazione a disposizione di chiunque vorrà ascoltarla, perché in questi casi non si sa mai. Ma comunque in cuor mio non di
edi molto peso alla minaccia di Marione. [...] Quando la stagione radiofonica è ripartita dopo la pausa estiva, il 5 settembre la minaccia di Mario, «vi faccio chiudere», è passata alla fase due: ogni giorno un attacco, sempre prestuoso, sempre infondato, spesso violento e sempre negando il diritto di replica. Faccio qualche esempio. Andrea Di Caro, che in due anni di Romanista ha firmato decine di inchieste su Calciopoli con un coraggio raro altrove, il giorno in cui ci ha lasciato è stato accusato di essere prezzolato da Moggi. Prezzolato da Moggi è una accusa grave: soprattutto se fasulla. Ma lui l’ha fatta. “Il Romanista”, poi, tutti i giorni è stato accusato di tramare per cercare di togliere la Roma ai Sensi e favorire una fantomatica cordata del nostro padrone, Claudio Toti“. (La grafica del pezzo forse tradisce un invio al Google group direttamente dalle pagine del giornale).
COOPERATIVA DI GIORNALISTI – La versione di Marione è ovviamente totalmente diversa, e parla di obiezioni di merito come è giusto che sia. Fatto sta, che a volte anche Il Romanista non è esente da comportamenti originali: una rissa sui dati Audiradio per quanto riguarda le trasmissioni più viste si concluse con una denuncia, quando forse si poteva chiudere con minore rigidità. Rimane che la “leggenda metropolitana” sui poteri forti accanto al Romanista è tale: “Lo dico una volta per tutte. Questo non è il giornale dei palazzinari, questo non è il giornale degli imprenditori romani, questo non è il giornale di chi vuole portare via la Roma ai Sensi. Questo giornale è di una cooperativa di cui sono soci nove giornalisti, e da gennaio, ve lo anticipo, fra i potenti e misteriosi soci de “Il Romanista”, troverete anche le tre fantastiche segretarie e le due colonne che reggono l’amministrazione. Lo dico a quel valoroso esponente del Partito democratico che ieri ci ha collegato ai terreni della Bufalotta, di Torrevecchia e a chissà quale altra manovra. Ci vediamo in tribunale, onorevole. Si prepari a spiegare le sue calunnie. Lei e chi l’ha ospitata“.
























“…una rissa sui dati Audiradio per quanto riguarda le trasmissioni più viste…”
Bellissima!!
e poi aquilani l'hanno venduto……e finchè tacopina non sarà querelato gli americani c'erano,così come gli altri…….ma il capobastone continua a proteggerli