“Non rischieremo più di uccidere un innocente”: l’Illinois abolisce la pena di morte

09/03/2011 - Lo stato di Chicago diventa il 16mo stato dell’Unione a proibire la pena capitale. Di certo una decisione che coinvolge il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, visto che il suo collegio d’elezione, nonchè la città che chiama casa è

     
 

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Lo stato di Chicago diventa il 16mo stato dell’Unione a proibire la pena capitale.

Di certo una decisione che coinvolge il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, visto che il suo collegio d’elezione, nonchè la città che chiama casa è proprio Chicago, principale centro ma non capoluogo dello stato dell’Illinois, mideast americano, affacciato sui Grandi laghi Irochesi. Il governatore Pat Quinn ha firmato oggi il provvedimento che abolisce la pena di morte dall’ordinamento statale dell’Illinois.

STOP ALLA SEDIA ELETTRICA – Lo stato diventa così il 16mo fra i membri dell’Unione ad espungere dal proprio ordinamento l’esecuzione come pena criminale.

“Dal momento che la nostra esperienza ha mostrato che non c’è modo di pensare un sistema di pena di morte perfetto, libero dalle numerose falle che possono portare a carcerazioni errate o un trattamento discriminatorio, ho concluso che la miglior decisione sia quella di abolire la pena di morte”, ha detto Quinn. “Con un sistema imperfetto, non possiamo assicurare che la giustizia sia raggiunta in ogni caso”. Quinn, un Democratico diventato governatore nel 2009 e rieletto a Novembre, aveva affermato a Novembre di supportare la pena di morte se applicata “con attenzione ed equamente”, ma aggiungendo di essere profondamente impensierito dall’idea di un innocente che venga giustiziato”.

Una decisione molto forte dunque da un governatore che in campagna elettorale si era mantenuto sul vago.

Nella sua dichiarazione, Quinn ha detto che “questa per me è stata una decisione difficile, praticamente la scelta fra la vita e la morte”, qualcosa che ha richiesto “profonda riflessione personale”.

Ora, informa il New York Times, tutti i soggetti che hanno ricevuto condanne a morte avranno la pena commutata immediatamente in ergastolo, senza possibilità di appello di nessun tipo.

UN PASSO DIFFICILE – La macchina della morte in Illinois era in effetti ferma da moltissimo tempo. Fin dal 2000 il predecessore di Quinn aveva definito il sistema criminale dello stato come “da riformare” e aveva commutato moltissime pene di morte in carcerazioni a vita.

Il dibattito infuocato sulla legge si è concentrato su più di una dozzina di prigionieri da miglio verde per i quali è stato dimostrato l’errore giudiziario – incluso il caso in cui l’informazione è arrivata 50 ore prima dell’esecuzione. Il legislatore ha inoltre considerato il costo economico della pena di morte. (…) La macchina della pena di morte dello Stato era stata fermata dal 2000, quando il governatore del tempo, George Ryan, aveva definito il sistema “danneggiato” e aveva proclamato una moratoria delle esecuzioni. Prima di lasciare il suo ufficio, Ryan aveva commutato le sentenze di 167 prigionieri e ne aveva graziati quattro.

Ovviamente gli attivisti per i diritti umani sono entusiasti della decisione. Anzi, in molti hanno spinto il governatore perchè arrivasse a questo approdo: nomi noti dell’attivismo democratico come l’arcivescovo Desmond Tutu o il popolare attore Martin Sheen. “La decisione è un punto di svolta”, affermano i gestori dei think tank sulla pena di morte in America.

OPPOSITORI – C’è anche chi ovviamente si schiera contro la scelta dello stato e della dirigenza democratica che ha preso l’importante decisione.

Kent Scheidegger, direttore legale della Fondazione per la Giustizia Criminale, un gruppo che supporta la pena di morte, ha chiamato l’azione del governatore “un tiro mancino verso gli elettori dell’Illinois”, visto che ha detto durante la campagna di essere a favore della pena di morte. “Se avesse detto onestamente agli elettori che avrebbe firmato una legge che la aboliva, non sarebbe governatore ora. La nuova legge è una sberla in faccia per chi cerca giustizia per i propri cari assassinati”. Non tutte le famiglie delle vittime si sono dette d’accordo. Dozzine di esse hanno scritto lettere ai parlamentari che supportano la legge: “Per essere significativa, la giustizia deve essere rapida e certa”.

La cartina che colora di rosso gli stati che praticano la pena di morte in Usa dovrà ora cambiare, insomma.

A ROMA – La notizia della legge risuona fino in Italia.D’altronde il nostro paese è stato in prima linea per la promozione e l’approvazione della moratoria internazionale per la pena di morte presso le Nazioni Unite. La comunità di Sant’Egidio, organizzazione non governativa cattolica che promuove, fra le altre cose, l’abolizione della pena capitale nel mondo, ha già invitato a Roma il governatore Quinn. Pare che l’associazione cattolica abbia avuto un ruolo decisivo nel supporto agli attivisti americani che lottavano per convincere Quinn a fare il grande passo.

Dopo l’abolizione della pena di morte in Illinois, la Comunita’ di S. Egidio ha invitato a Roma il governatore di questo Stato, Pat Quinn e una delegazione della Camera dei Rappresentanti e del Senato dell’Illinois, con gli abolizionisti americani, per celebrare lo storico evento al Colosseo. Lo riferisce un comunicato della Comunita’, ricordando che l’Illinois diventa cosi’ il sedicesimo stato Usa senza piu’ la pena di morte. L’abolizione della pena capitale e’ stata firmata oggi dal governatore dopo che era stata approvata dalla Congresso di questo Stato. La Comunita’ di Sant’Egidio ha accompagnato da vicino l’azione della Illinois Coalition Against the Death Penalty, coordinata da Jeremy Schroeder, e le iniziative dell’intero movimento abolizionista americano, e celebrera’ con la citta’ di Roma l’abolizione della pena di morte in Illinois con un evento speciale e un’accensione speciale del Colosseo, simbolo internazionale di una battaglia globale per una giustizia capace sempre di rispettare la vita umana.

     
 

2 Commenti

  1. radamante scrive:

    uno spot diceva “l’unico errore a cui non si può rimediare..”

  2. Batuff scrive:

    Meglio tardi che mai.

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