postato alle 12:44 del 27 novembre 2008 in CulturaTorna alla home

Per fortuna ci sono i Reality Show, che ci salvano la vita rendendola bella e meravigliosa, sanando i problemi dell’uomo comune


“Ragazzi di vita”, ogni settimana, vi racconterà quello che tutti i giorni potreste vedere ad ogni angolo di strada. Se voleste. A cura di Noantri

All’inizio penso le solite cose che si devono pensare. Le tette della Venier, lo stato psicofisico della Ventura, le abitudini sessuali di Luca Giurato. Cambio posizione sul divano un paio di volte e allontano con una schicchera il telecomando tanto per non cadere in tentazione. Mica è facile. La prima mezz’ora è devastante ed è devastante soprattutto pensare che ogni volta circa 6 milioni di persone ci si mettono davanti in maniera consenziente. Voglio dire: niente “cura Ludovico” o roba del genere. Tale marea umana si piazza lì, di lunedì sera e guarda l’Isola dei Famosi. Il che va bene, per carità: sempre meglio che assaltare un furgone portavalori. Non è che adesso voglia fare una cronaca di quello che è successo nella finale dell’altro giorno, anche perché tutto quello che c’era da sapere già l’avete saputo dai TG e dall’Angelus, però, sentite, vi posso assicurare che dopo un po’ si prende gusto. Ecco cosa vorrei dirvi. Sono serio. Ti fa stare bene. Vedere una finale di un Reality Show è meraviglioso. Rimette a posto tutte le cose là dove devono stare. Non in un altro posto: là. Davvero, senza ironia: la finale di un Reality Show è tua amica. La gente piange quando deve piangere ed è inevitabile che anche tu pianga di conseguenza, perché, che diavolo, siamo fatti mica di legno, ce l’abbiamo un cuoricino palpitante, anche noi tele-obiettori di coscienza, ed è assolutamente irresistibile vedere il bidello, che per 57 anni ha avuto solo epocali sfighe, raccogliere il suo momento di gloria in universo-visione; è meraviglioso, rassicurante guardare questo omino bruttarello e sgradevole, ignorantuccio e ruvido, venire baciato da bellissime donne, fotografato come John Travolta e idolotrato à la Roberto Baggio. Consola, ecco. E’ consolante.

LA STORIA - L’ultima puntata di un Reality Show dovrebbe essere prescritta dagli psicoterapeuti alle coppie che stessero affrontando un divorzio: dopo neanche quaranta minuti si ritroverebbero, marito e moglie in crisi, a tenersi la mano sul divano e ad asciugarsi le lacrime a vicenda. A progettare figli. Credetemi: è così. C’è un climax dopo l’altro come neanche in un film di Bruce Willis: adesso ho capito finalmente perché tanta gente si raduna davanti a queste cose. E’ tutto un continuo litigare e fare pace,ritrovarsi e riconciliarsi: senza contare le “carrambate“, immancabili e necessarie. La sorella di Belen Rodriguez direttamente dall’Argentina, il videomessaggio del vecchio preside della scuola, la prozia che è andata a vivere in Antartico. Il sindaco di Foggia! Scendono le lacrime, il cuore si stringe e i problemi della vita sembrano roba di poco conto. Lontani. All’improvviso diventa facilissimo rimandare tutto a domani: ci si accoccola sotto le coperte e si sta lì un po’ innamorati e un po’ a contare i congiuntivi sbagliati della conduttrice. Non manca niente, in queste ultime puntate: pathos, romanticismo, litigi, rabbia, sesso, flirt. Me ne sto lì a sentire le Gemelline pontificare circa il fatto che loro, sull’isola sono state “franche e sincere” e invece “Peppe Quintale no”, quando capisco che si sta per arrivare a un punto di eccezionale emotività e infatti mi rizzo a sedere da steso che ero e mi puntello ben bene col gomito sul materasso per non perdere nemmeno un fotogramma.

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