Le bambine che si chiedono su Youtube se sono belle o brutte

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L'artista Louise Orwin ha cercato di analizzare i motivi di una moda che risiede nella necessità delle piccole di sentirsi apprezzate dagli altri

Slate ci presenta un fenomeno della rete che sta spopolando in tutto il mondo. Si tratta di una performance artistica basata sui contributi caricati su Youtube da parte di ragazzine pre-adolescenti che chiedono se sono belle o brutte. E secondo le prime stime le protagoniste di questa domanda sono 500.000.lo

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«SONO BELLA O BRUTTA?» - Una di queste, caratterizzata da un trucco particolarmente pesante, si rivolge ai ragazzi chiedendo se davvero carina o se la ritengono brutta, chiedendo espressamente la verità.  Un’altra invece nel momento della domanda si riempie di speranza nel chiedere se è davvero abbastanza bella. Poi il sorriso si trasforma in un broncio quando arriva il momento di domandare se è ritenuta brutta. Un’altra ancora invece propone scampoli del suo quotidiano aprendo ad ogni tipo di commenti. Questo trend coinvolge ragazze dall’età compresa tra 9 ed undici anni ed è iniziato sicuramente intorno al 2011.

 

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IL PROGETTO - Nel 2012 il fenomeno ha assunto un contorno globale. Gli esperti all’epoca definirono la pratica come una specie di meccanismo autodistruttivo, una specie di auto-mutilazione aggravata dai commenti feroci che venivano raccolti dalle ragazze accusate di essere delle prostitute o vittime di bullismo di stampo razzista. Certo, c’è spazio anche per i complimenti e per i suggerimenti. Ora questi video sono tornati a far parlare di sé a seguito della performance dell’artista inglese Louise Orwin e del suo progetto «Pretty Ugly», con la donna che ha dato vita ad un’esibizione dal vivo a Londra attraverso un video falso di questo tema nel tentativo di sviluppare un confronto sul rapporto tra internet e social media.

LA NECESSITÀ DI UN GIUDIZIO - L’artista ha spiegato di essere stata colpita dall’elemento virale di questi video prodotti da ragazzine all’apparenza annoiate e desiderose di girare un video da pubblicare su Youtube, spinte sopratutto dall’azione delle altre vogliose di farsi conoscere da estranei su internet. Secondo la Orwin in una società dove anche la quotidianità fa notizia la voglia di emergere ottenendo un’approvazione dagli altri ha spinto le ragazze a mettersi in discussione anche con il rischio di farsi dire che non valgono niente o che abbiano conferma delle loro paure più nascoste, come l’essere viste brutte, con questo che rappresenta per loro una triste conferma della realtà. Questi video possono anche essere provocanti o sinceri ma hanno tutti un obiettivo, raccogliere quante più visite possibili ed avere la conferma di essere belle, perché chi ha un bell’aspetto, secondo loro, ha un futuro.

(Photocredit Youtube)