Mercoledì scorso, nella trasmissione Malpelo di Alessandro Sortino si è parlato dell’Umbria, specchio di un paese ex bello. La regione è stata dipinta a tinte fosche, molto fosche, forse troppo fosche. Incuriositi, siamo andati a vedere.
Nel corso della trasmissione si è parlato di paesaggi devastati dalle costruzioni, corruzione diffusa, infiltrazioni di camorra e mafia tollerate – se non peggio – dai poteri politici locali, poca sicurezza sul lavoro e fiumi di droga per le strade. Ha detto Sortino, concludendo sconsolato: “In Umbria, la terra di san
Francesco, ora comandano i lupi”.
L’UMBRIA PICCOLA, MA NON SEMPLICE… - Un’immagine che contrasta con quella tranquilla, forse un po’ addormentata, che ci siamo fatti da anni. Bisogna vederci più chiaro, documentarsi, come va fatto se si analizza una realtà che non si conosce. E i dati mostrano molte cose buone: un’elevata qualità della vita, una sanità funzionante, la più alta speranza di vita d’Italia, ad esempio. Ma anche qualche problema. Allora è meglio partire per l’Umbria: attraversandola sembra più o meno la stessa: borghi medioevali immersi in un verde scintillante, colline, boschi, gente semplice e tranquilla. Una regione placida, bellissima, cordiale. Anche se effettivamente qualche ferita qua è là si intravede: un paio di centri commerciali di troppo, costruzioni moderne e non sempre in armonia con il paesaggio. Niente di trascendentale, però. Leggendo dentro i dati delle costruzioni, della sicurezza sul lavoro, delle tossicodipendenze, andiamo a vedere qualcosa di più.
GLI INFORTUNI SUL LAVORO – Gli infortuni sul lavoro in Umbria sono troppi: quelli denunciati all’Inail sono più di 18 mila all’anno e i morti sono stati 26 nel 2006. Il trend è fortunatamente in calo, ma si tratta comunque di dati più alti di quelli nazionali, se calcolati in rapporto alla popolazione residente. La loro composizione settoriale mostra però problemi soprattutto nelle industrie metallifere, molto presenti in Umbria: le morti sul lavoro in questo settore (ad alto rischio) rappresentano il 5,5% del totale in Italia. E c’è pure un’alta mortalità nel settore dell’agricoltura: il 5% delle morti totali in Italia del settore avvengono qui. Invece, nelle costruzioni – altro settore ad alta rischiosità, e su cui si è soffermata la trasmissione di Sortino – le morti sono l’1,2% di quelle che avvengono in Italia: un dato basso, rispetto alla media. In Umbria, se si parla delle morti sul lavoro, il problema più grave non sembra essere nelle costruzioni. E allora guardiamo questo settore, quello del cemento che avanza, come ha detto Sortino.
L’EDILIZIA PRIVATA E LE COSTRUZIONI – In Umbria negli ultimi anni si è davvero costruito molto. Forse qualche speculazione c’è: da anni il cemento avanza in tutti i comuni d’Italia, perché le amministrazioni locali per rimpinguare casse semivuote hanno fame di nuove aree edificabili. Ma soprattutto si è costruito tanto per la ricostruzione, dopo il devastante terremoto che ha colpito duramente 76
comuni umbri su 92 totali. Sono state evacuate oltre 22 mila persone (su poco più di 800 mila) e c’erano circa 33 mila interventi da fare. Praticamente una città. Tante costruzioni, ma se si vanno a vedere queste zone non si trovano palazzoni e urbanizzazione selvaggia: la ricostruzione è stata fatta recuperando e mettendo a norma case e opere di urbanizzazione preesistenti, salvaguardando quasi sempre peculiarità abitative ed ambientali consolidate da secoli. E a spiegare il fenomeno dell’aumento delle costruzioni c’è pure la pacifica “invasione” di persone che in Umbria sono venute ad abitare: tra il 2002 e il 2007 la popolazione residente è aumentata di quasi 47 mila unità, il 5,7%, mentre in Italia è cresciuta del 3,8%.



Eh ma sai adesso il primo pirla che passa fa giornalismo di inchiesta.
Fra l’altro senza scoperchiare le vere “rogne” tipo Nocera Umbra che è stata una città fantasma per anni (sì era completamente chiusa e disabitata) in attesa di chissachè per essere risistemata dai danni del terremoto.
Come è messa adesso Nocera? Io ci ero passato due anni fa con ancora il centro completamente disabitato e le baracche degli sfollati sulla statale.
quello che diceva”il pirla”che fa giornalismo improvvisato,è sicuramente più realistico della descrizione bonaria e accomodante drscritta da Voi…
ci vuole la ghigliotttina …cominciando dal vaticano….e’ inutile che la menate non toccare caino …..fare pulizia dalle teste di cazzo che comandano…. avete ridotto il paese a una FOGNA
@ arcevia,
“bonaria e accomodante”?
Forse dovresti leggere più lentamente, eh?
Per Nicola: quante stupidaggini ! Ma possibile che non si possa esprimere un parere diverso senza trascendere, senza tirare in ballo cosa che non c’entrano nulla, magari face3ndo qualche proposta serena (non certo quella di ammazzare tutti) ?
Sono umbro e questa ricostruzione mi sembra più aderente alla realtà della mia regione di quella di Malpelo che è stata perfetta riguardo alla bufala della presunta cellula di ecoterrorismo a Spoleto. Nocera Umbra si sta ricostruendo ora perchè era totalmente danneggiata e ci voleva un intervento corale non semplice da realizzare.
Se l’Umbria non è Gomorra si deve soprattutto al suo tessuto sociale perlopiù integro e onesto.
Non c’è omertà (per ora) e si collabora con le forze dell’ordine senza esitazioni.
Bisogna stare comunque all’erta e controllare bene chi ci governa perchè certamente in Umbria non governano i lupi ma sicuramente ci stanno girando intorno e si sentono gli ululati.
Un giorno l’uomo si svegliò e vide che tutto intorno era cambiato. Il cielo azzurro, l’aria fresca e i sentori fiori e bosco erano mutati, si erano trasformati in un lezzo macilento. Quel paradiso adesso non esisteva più perchè il cambiamento era avvenuto, ed era avvenuto all’interno di se stesso. Aveva abbandonato la strada dell’amore e questo aveva generato conseguenze. Si appoggiò al tronco d’un albero e lo sfiorò con le mani. Si pentì di quello che aveva fatto…
http://www.francescogreco.splinder.com
Cito da “Gomorra” di Roberto Saviano, pag.323: “Altre inchieste hanno rivelato il coinvolgimento di regioni che sembravano immuni, come l’Umbria e il Molise. [...] I clan erano riusciti a triturare trecentoventi tonnellate di manto stradale dismesso ad altissima densità catramosa, e avevano individuato un sito di compostaggio disponibile a mischiarlo a terra, e quindi a occultarlo nelle campagne umbre”.
era da tempo che volevo parlare di queste cose, sono quasi tutte cose vere a partire dalla droga per finire con le speculazioni edilizie,io ne so tante da far esplodere un palazzo intero…in umbria si continua a costruire a distruggere paesi incantevoli con delle costruzioni orribili,e pure disabitate perchè tutto questo? perchè dobbiamo far arricchire i soliti 3 4 imprenditori che sostengono i politici ai vertici della regione.
Non parlo a sproposito ma perchè conosco e sò quello che dico…..incominciamo a fare più controlli a partire dai poteri alti vedremo che le cose cambieranno,radicalmente.
Per finire non possiamo lamentarci se c’è la “mafia” anche in Umbria, è pieno di Napoletani che spavoneggiano da noi,mentre dalle parti loro avrebbero fatto una finaccia.
SONO CONTENTO CHE SI SIA INCOMINCIATO A SMUOVERE QUALCOSA,ANCORA PERò è POCO