La Champions degli altri
03/03/2011 - Breve giro nei massimi tornei per club degli altri continenti. L’AFC, confederazione asiatica, organizza tre coppe per club: la Champions League (ACL), la Coppa AFC (la loro Europa League) e la Coppa del Presidente (paragonabile all’Intertoto). Con la riforma varata
Breve giro nei massimi tornei per club degli altri continenti.
L’AFC, confederazione asiatica, organizza tre coppe per club: la Champions League (ACL), la Coppa AFC (la loro Europa League) e la Coppa del Presidente (paragonabile all’Intertoto). Con la riforma varata nel 2008, contrariamente ai tornei europei, in quelli asiatici un club partecipa ad una determinata coppa non in base al piazzamento ottenuto nelle competizioni nazionali, ma a seconda della federazione di appartenenza: se nella UEFA Champions League s’iscrivono le migliori squadre di tutte le federazioni europee, nella ACL s’iscrivono i migliori club delle migliori federazioni asiatiche. La classifica è stata stilata prendendo in considerazione vari
criteri non solo sportivi: commerciali, organizzativi, infrastrutture, accoglienza, ecc. Rimanendo a quelli minimi sportivi, per l’edizione 2011 dell’ACL era richiesto, fra l’altro, avere un campionato di 1ª serie della durata di 8 mesi con 10 club, ognuno dei quali doveva giocare 27 gare e avere tesserato 18 giocatori professionisti. A seconda del punteggio acquisito, si decide a quale coppa una federazione può iscriversi e con quante squadre: per l’ACL la partecipazione poteva essere di 4 o 1 squadra, ma tale principio è stato poi ampiamente rimaneggiato, anche introducendo la “Legge Australia” che limita la partecipazione di ogni federazione a non più di 1/3 delle squadre di 1ª serie, e permettendo la partecipazione contemporanea a ACL e Coppa AFC, per cui nei fatti si possono iscrivere anche 2 o 3 club. Alla corrente edizione quindi partecipano di diritto 14 federazioni: Arabia Saudita, Cina, Corea, Emirati Arabi, Giappone, Iran (4 club), Australia, Indonesia, Qatar, Uzbekistan (2), India, Singapore, Thailandia e Viet Nam (1). Nella formula ideale, l’ACL prevede degli spareggi che coinvolgono 8 squadre, ovvero quelle delle federazioni con un’unica partecipante e la peggiore degli Emirati e dell’Indonesia, a cui s’aggiungono le due finaliste della passata edizione di Coppa AFC, sempre che abbiano i requisiti richiesti ad un club per iscriversi alla ACL (non sempre accade). Ideale, si diceva, perché fra ritiri, squalifiche e non iscrivibilità delle due finaliste, gli spareggi si sono sempre giocati a ranghi ridotti. Nel 2011, sono rimasti esclusi i club vietnamiti e singaporani e la finalista siriana di Coppa AFC, e per arrivare a 6 spareggianti si è ammessa una terza squadra qatarina.
REGOLE – All’ACL si partecipa per il piazzamento ottenuto in campionato e per la vittoria nella coppa nazionale (ma solo se la propria federazione iscrive almeno 2 club): da regolamento non v’è l’iscrizione d’ufficio del detentore. Ogni club deve presentare una lista dai 18 ai 30 giocatori utilizzabili nel torneo, con almeno 3 portieri e non più di 4 stranieri, fra i quali solo 3 possono essere extra asiatici. Il torneo si snoda in tre turni: spareggi, preliminari (fase di gruppo e ottavi), fase ad eliminazione diretta (quarti, semifinali e finale). Per spareggi e preliminari i club sono divisi in due zone seguendo le macroregioni AFC: club dell’Ovest (West e Central & South) e club dell’Est (East e ASEAN). Zone di uguale numerosità, il che fa supporre che certi “aggiustamenti” di cui sopra siano stati operati proprio per tale motivo, anche se negli spareggi sono possibili spostamenti. Come detto, agli spareggi, giocati ad eliminazione diretta a gara unica, partecipano 8 squadre, 4 Ovest e 4 Est (solo 6 nel 2011), che qualificano 2 squadre (1 per zona) alla fase a gruppi (8 da 4 club), dove vi sono pertanto già presenti 30 club di diritto (anche qui 15 per zona). Ai fini del sorteggio, ogni girone
deve comprendere club della stessa zona ma di federazioni diverse: per ottenere questo, i gironi dall’A al D sono per l’Ovest e quelli dall’E all’H per l’Est e il sorteggio adotta una singolare procedura “per diagonali”. Agli ottavi si qualificano le prime due classificate per girone: a parità di punti prevalgono i confronti diretti, poi differenza reti e reti segnate totali, eventualmente i rigori battuti se le squadre coinvolte sono 2 che giocano contro nella sesta gara, il fair play e infine il sorteggio. Gli ottavi seguono un tabellone già predisposto, che metterà di fronte la prima classificata di un girone contro una seconda di un altro girone, sempre della stessa zona ed eventualmente anche della stessa federazione. Si gioca però in gara unica in casa della prima classificata. Nei quarti possono scontrarsi fra loro club di zone diverse. Inoltre si possono introdurre regole ad hoc in fase di sorteggio: ad esempio nel 2010 furono vietati i derby per le federazioni presenti con 2 club ma ammettendoli per quelle con 3 o 4. Le gare sono ora due, in casa ed in trasferta, secondo le regole “europee”, come in semifinale, dove gli abbinamenti sono liberi. Per la finale una novità introdotta quest’anno: si giocherà in gara unica ma in casa di una delle due contendenti, scelta tramite sorteggio, come in Coppa AFC.












