La Santanchè come la fata madrina? “Silvio realizza il sogno di Cenerentola”
02/03/2011 - E guai a chi la confonde con la matrigna. “L’unica battaglia che vale la pena di combattere è quella per la libertà, delle donne come di chiunque” così scrive Daniela Santanchè nella sua rubrica sul numero di marzo del magazine
E guai a chi la confonde con la matrigna.
“L’unica battaglia che vale la pena di combattere è quella per la libertà, delle donne come di chiunque” così scrive Daniela Santanchè nella sua rubrica sul numero di marzo del magazine free press Pocket. Il libertario Sottosegretario all’Attuazione del Programma, o per essere più circostanziasti all’Attuazione del Nonsisachè, aggiunge spavalda “che uso facciano poi le donne della loro libertà è fatto esclusivamente personale, non certo giudiziario o politico. E libera, sia pure deprecabile è anche la scelta di cercare scorciatoie, là dove non si infrangono le leggi”. Comunque in linea di principio ha ragione da vendere. E uno che abbia in animo di vendere qualcosa, qualsiasi cosa sia, è liberissimo di farlo.
PRINCIPE AZZURRO - “Ho trovato come donna umiliante che l’ennesima manifestazione antiberlusconiana si sia fatta scudo in modo strumentale con un problema, la difesa della dignità delle donne, che meriterebbe ben altre attenzioni.” Oh, mamma, quale genere di attenzioni? “Trasformare una decina di showgirl in nuove martiri del maschilismo è quanto di più ridicolo e imbarazzante le neo femministe, dimentiche della rivoluzione sessuale da loro innescata anni fa, potessero fare. Se non riusciamo a fermare subito questa messa in scena cadremo nel patetico.” Eh, non vorremmo mica cadere nel patetico noi italiani che ultimamente tanto ci distinguemmo in campo internazionale? “Con chi dovremmo prendercela? Con Silvio Berlusconi che ha riempito di attenzioni delle ragazze che non speravano altro, cioè di vivere il sogno di Cenerentola? È questo che ci fa paura?” Ah, ecco chi è quell’anziano in doppio petto che nelle occasioni ufficiali vediamo sempre vicino a un vecchietto chiamato Giorgio: è il Principe Silvio Azzurro (detto l’Incompreso). Adesso è tutto chiaro.
LELE MORA CHE RUOLO HA? - “Forse che tutti i giorni sui nostri posti di lavoro e nelle nostre aziende non viviamo la concorrenza di novelle Cenerentole? Cosa c’entrano la politica e l’etica pubblica?” L’etica e la politica sono due branche della filosofia. Se fossero due branchie, il pesce filosofo sarebbe morto, qui in Italia. “Non voglio farmi imporre l’etica da nessuno, neppure da un gruppo di donne scese in piazza senza il mandato mio e di alcuni milioni di italiane. Stiamo alla larga da chi vuole imporci il femminismo etico, ognuna si occupi della sua di etica che già non e’ lavoro di poco conto.” Su questo non possiamo che concordare con Daniela. Ognuno si occupi della sua, di etica. E soprattutto, stiamo alla larga! Così i ruoli sono finalmente chiari: Daniela è la fata madrina di Ruby, Silvio il Prence Azzurro. Resta un unico dubbio: Lele Mora, che la porterà all’altare il 17 marzo corrente mese, cos’è?













Piantatela di confondere la libertà con la licenza.
L’etica (dal greco antico εθος (o ήθος)[1], èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
L’etica può anche essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende inoltre una base razionale, quindi non emotiva, dell’atteggiamento assunto, non riducibile a slanci solidaristici o amorevoli di tipo irrazionale. In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere. In questa accezione ristretta viene spesso considerata sinonimo di filosofia morale: in quest’ottica essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell’uomo.