Andrea Molaioli
02/03/2011
Per il suo secondo film, “Il gioiellino”, si è ispirato alla vicenda Parmalat, muovendosi “nel solco del nostro cinema d’impegno civile”. Per fortuna che ce lo ha detto in anticipo. Pericolo scampato.
Aggiornato al 2 marzo 2011 ore 7:30
CategoriePer il suo secondo film, “Il gioiellino”, si è ispirato alla vicenda Parmalat, muovendosi “nel solco del nostro cinema d’impegno civile”. Per fortuna che ce lo ha detto in anticipo. Pericolo scampato.
15:46 Nelle immagini di La Presse CONTINUA
15:26 Il fratello sarebbe nelle mani degli inquirenti, sparito da giorni il sospettato CONTINUA
15:21 Sono 492 parti di corpi umani conservate per anni dalla polizia inglese CONTINUA
15:10 Da piazza Fontana alla strage di Bologna. Breve storia di quel filo che (non) collega insieme il terrorismo in Italia CONTINUA
15:09 Sono ormai migliaia i siti artici dai quali sta fuoriuscendo il temibile gas che genera anche l'effetto-serra CONTINUA
15:08 CONTINUA
Ma io con che coraggio leggo ancora sta rubrica di merda?
Presupposto morale di ogni artista dovrebbe essere quello di fare supremamente quello che gli pare e piace. Non correre dietro alle mode. Da schiavo. Da mezza cartuccia. C’è un modo molto socialmente civile e molto impegnato di correre dietro alle mode. Fruttuoso a suo modo. Noiosamente mortale e terribilmente privo di ogni vera ambizione. Quello di MODAIOLI.
L’ennesima supercazzola…
Infatti , nei suoi post non dice un caxx… , ma lo dice così bene… che sembrano frasi di senso compiuto,
poi tenti un’analisi logica…. e spunta la supercazzola
Scusa è dove starebbe la moda in questo caso?
Fare un film su un fatto reale e rimanere “nel solco del nostro cinema d’impegno civile”, vuol dire seguire la moda?
In Italia se ne sono sempre fatti di film d’impegno civile e mo arriva Zamax e ci dice, no no non si fanno sti film, perchè è una moda… e chi se ne frega se raccontano ad una platea enorme le cose che succedono, qui serve fare film di concetto come Natale a vattelapesca o meglio ancora BARBAROSSA.
Zamax è un bel pò che non sai più cosa scrivere e butti li due righe come ti vengono.
Ommadonna.
Non sarà mica che leggere i post dell’esimio Dott. Zamarion ti ha provocato un’estasi mistica e finamente ricondotto nel seno di santa romana madre chiesa?
No perché in tal caso: Miracolo! San Zamax ha fatto o’ miracolo!
No ancora no… forse è sucesso per il troll che gira dalle parti di giornalettismo usando il mio nickname…
ಠ_ಠ
: ) :
Zamax sei il troll ufficiale del sito.
E’ l’unica spiegazione.
Ma l’hai visto, il film? no, perché se ne parli senza averlo visto, sembri bondi, quando criticava quello della Guzzanti, pure lui alla cieca…
Pericolo scampato? Immagino quanto il concetto stesso di impegno civile – un film che racconta una truffa – sia estraneo al pensiero dell’autore di questi pezzucci da quattro soldi.
Si può essere di destra senza essere ridicoli.
Ne ho viste di cose senza senso, ma questa va dritta nella top five.
L’unico senso possibile è che il Nostro si alza storto la mattina, inciampa mentre beve il cappuccino, si scotta col latte, e tira due bestemmie all’universo mondo. Proprio in quel momento l’inconsapevole Molaioli, sbucando da un televisore incautamente lasciato acceso, profferisce l’inaudita frase, il Nostro sorride acido e scopre di poter convogliare tutto il suo malumore all’interno del corsivo che verga di getto e mai così veloce. Il Nostro si sente meglio, ecco cos’era, il maledetto Modaioli, che m’ha fatto rovesciare il cappuccino. Rallegriamoci per lui.
“mio fratello è figlio unico perché non ha mai criticato un film senza prima vederlo…”
Sui vostri commenti il Zamarione si fa le seghe. E’ figlio della destra della sua epoca: uno che probabilmente – tanto per capirci – pensa che Sgarbi sia intelligente e libero, che Ferrara sia controcorrente, che Sallusti è “cinico” etc. E’ un provocatore e sa di esserlo, dunque toglietegli la pappa: cacatelo zero, e non commentate i suoi rigurgiti di traumi infantili e le sue idiosincrasie (di cui, per inciso, non frega niente a nessuno). Vedrete che gli brucerà tantissimo. Forse un domani questa rubrica – che per ora è totalmente autoreferenziale – tornerà a qualcuno che, di destra o di sinistra, sappia comunicare qualcosa di serio.
“Nessun commento” è il giusto modo di omaggiare gli incommentabili.