Andrea Molaioli

02/03/2011

     
 

di

Per il suo secondo film, “Il gioiellino”, si è ispirato alla vicenda Parmalat, muovendosi “nel solco del nostro cinema d’impegno civile”. Per fortuna che ce lo ha detto in anticipo. Pericolo scampato.

     
 

35 Commenti

  1. Patagarrakkiu scrive:

    Ma io con che coraggio leggo ancora sta rubrica di merda?

  2. Presupposto morale di ogni artista dovrebbe essere quello di fare supremamente quello che gli pare e piace. Non correre dietro alle mode. Da schiavo. Da mezza cartuccia. C’è un modo molto socialmente civile e molto impegnato di correre dietro alle mode. Fruttuoso a suo modo. Noiosamente mortale e terribilmente privo di ogni vera ambizione. Quello di MODAIOLI.

    • onorevole cavaliere presidente Silvio Berlusconi scrive:

      L’ennesima supercazzola…

      • ago scrive:

        Infatti , nei suoi post non dice un caxx… , ma lo dice così bene… che sembrano frasi di senso compiuto,
        poi tenti un’analisi logica…. e spunta la supercazzola

    • Tetsuo scrive:

      Scusa è dove starebbe la moda in questo caso?

      Fare un film su un fatto reale e rimanere “nel solco del nostro cinema d’impegno civile”, vuol dire seguire la moda?

      In Italia se ne sono sempre fatti di film d’impegno civile e mo arriva Zamax e ci dice, no no non si fanno sti film, perchè è una moda… e chi se ne frega se raccontano ad una platea enorme le cose che succedono, qui serve fare film di concetto come Natale a vattelapesca o meglio ancora BARBAROSSA.

      Zamax è un bel pò che non sai più cosa scrivere e butti li due righe come ti vengono.

    • Batuff scrive:

      Ommadonna.

      • Mirko scrive:

        Non sarà mica che leggere i post dell’esimio Dott. Zamarion ti ha provocato un’estasi mistica e finamente ricondotto nel seno di santa romana madre chiesa?

        No perché in tal caso: Miracolo! San Zamax ha fatto o’ miracolo!

        • Batuff scrive:

          No ancora no… forse è sucesso per il troll che gira dalle parti di giornalettismo usando il mio nickname…

  3. Mario scrive:

    Zamax sei il troll ufficiale del sito.
    E’ l’unica spiegazione.

  4. elenao scrive:

    Ma l’hai visto, il film? no, perché se ne parli senza averlo visto, sembri bondi, quando criticava quello della Guzzanti, pure lui alla cieca…

  5. paco scrive:

    Pericolo scampato? Immagino quanto il concetto stesso di impegno civile – un film che racconta una truffa – sia estraneo al pensiero dell’autore di questi pezzucci da quattro soldi.
    Si può essere di destra senza essere ridicoli.

  6. vocidipopolo scrive:

    Ne ho viste di cose senza senso, ma questa va dritta nella top five.
    L’unico senso possibile è che il Nostro si alza storto la mattina, inciampa mentre beve il cappuccino, si scotta col latte, e tira due bestemmie all’universo mondo. Proprio in quel momento l’inconsapevole Molaioli, sbucando da un televisore incautamente lasciato acceso, profferisce l’inaudita frase, il Nostro sorride acido e scopre di poter convogliare tutto il suo malumore all’interno del corsivo che verga di getto e mai così veloce. Il Nostro si sente meglio, ecco cos’era, il maledetto Modaioli, che m’ha fatto rovesciare il cappuccino. Rallegriamoci per lui.

  7. ciasky scrive:

    “mio fratello è figlio unico perché non ha mai criticato un film senza prima vederlo…”

  8. GoatBoy scrive:

    Sui vostri commenti il Zamarione si fa le seghe. E’ figlio della destra della sua epoca: uno che probabilmente – tanto per capirci – pensa che Sgarbi sia intelligente e libero, che Ferrara sia controcorrente, che Sallusti è “cinico” etc. E’ un provocatore e sa di esserlo, dunque toglietegli la pappa: cacatelo zero, e non commentate i suoi rigurgiti di traumi infantili e le sue idiosincrasie (di cui, per inciso, non frega niente a nessuno). Vedrete che gli brucerà tantissimo. Forse un domani questa rubrica – che per ora è totalmente autoreferenziale – tornerà a qualcuno che, di destra o di sinistra, sappia comunicare qualcosa di serio.
    “Nessun commento” è il giusto modo di omaggiare gli incommentabili.

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