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Quelli che non vogliono la Rho-Monza

La zona a nord di Milano è alle prese con un tumulto che dura ormai da cinque anni a causa dell’opposizione degli abitanti di un paese, Paderno Dugnano, alla realizzazione di una nuova arteria che collegherà Rho e la Fiera con Monza, sfruttando la tangenziale Nord del capoluogo lombardo. Il motivo del contendere è semplice: gli abitanti vogliono che la strada passi sotto terra senza congestionare la loro città rendendola invivibile mentre il progetto prevede che la strada passi in superficie, riqualificando la “vecchia Sp46”.

Il progetto del cavalcavia sostituito da un viadotto
Il progetto del cavalcavia sostituito da un viadotto

L’INTERESSAMENTO DI BEPPE GRILLO – Ed è così che la costruzione della Rho-Monza è entrata nella polemica politica locale. L’arrivo di Beppe Grillo a Paderno Dugnano lo scorso 29 settembre nel corso della manifestazione di protesta ha spostato l’attenzione sul caso ad un livello nazionale. Il Semplice Portavoce dalle colonne del suo blog aveva scritto che l’obiettivo è quello di fermare il mostro «per la tutela del territorio e per il rispetto della salute dei cittadini». Una volta arrivato alla base, a Paderno Dugnano, il 29 settembre, ha poi arringato la folla parlando di un governo a Cinque Stelle, come spiega il Giorno, spostando tutta l’attenzione sulle vicissitudini romane legate alla fiducia e sulla necessità di andare ad elezioni subito.

LA PROMESSA DEL SEMPLICE PORTAVOCE – Ma la questione è molto più complicata di una semplice visita a molti cittadini arrabbiati e cercheremo di spiegarla nel modo più lineare possibile. Partiamo da una frase del Semplice Portavoce, ripresa da Mnb, che ha raccolto i muguni della popolazione per una presenza molto scenica ma poco incentrata sull’evento: «Qua vogliono fare una strada a 14 corsie. Ma che senso ha? Non siamo mica a Los Angeles». Come vedremo la questione delle 14 corsie è leggermente diversa, anche se effettivamente il conto potrebbe tornare. L’intervento si è chiuso con una promessa che ricorda quella fatta da un altro politico, residente a pochi chilometri, che disse che avrebbe acquistato una casa a Lampedusa per farsi carico del problema legato all’immigrazione: «Comprerò un bilocale a Paderno per proseguire la lotta per la Rho-Monza con voi». Il primo mantenne la promessa, il secondo?

Il tunnel fonico
Il tunnel fonico

UNA SUPERSTRADA AUTOSTRADALE – Il progetto della Rho – Monza, che prevede il collegamento tra la A52 e la A8, come spiega la Provincia di Milano, dovrebbe rappresentare il pezzo che congiungerà l’anello delle Tangenziali di Milano, evitando la percorrenza dell’A4. La Sp46 Rho-Monza verrà quindi trasformata in una superstrada con caratteristiche autostradali, quindi con due corsie per senso di marcia. I lavori avrebbero dovuto iniziare nel 2012 ma solo in questi mesi si può sperare di dare il via all’opera. Appare evidente che l’opera, che decongestionerebbe la Statale 35, appartiene ai progetti di Expo 2015.

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE – La strada sarà lunga 9,2 chilometri, con la Tangenziale Nord, la A52, che “donerà” i primi 700 metri e consentirà il transito di 220.000 veicoli che attraverseranno Paderno Dugnano, Bollate, Cormano, Novate e Baranzate. Il progetto iniziale prevede l’installazione di 8 chilometri di barriere anti-rumore ed una galleria fonica lunga 250 metri che proteggerà Paderno Dugnano. Inoltre saranno realizzati 270 metri quadri di nuove opere a verde, un parco attrezzato di 20.000 metri quadri di fronte alle scuole di Bollate e la riqualificazione di 95.000 metri quadri di verde oggi esistente. Per quanto riguarda Paderno Dugnano, poi, la strada si sovrapporrà con un ponte ad arco sulla Milano Meda collegandosi con la Rho Monza.

A CARICO DI AUTOSTRADE E SERRAVALLE – Le attuali due corsie verranno riqualificate per dare loro caratteristiche autostradali con la costruzione di una variante per allontanare l’opera dall’abitato. A Baranzate invece nasceranno gallerie artificiali e svincoli che collegheranno la nuova strada all’A8 attraverso lo svincolo “Fiera”. I lavori saranno realizzati da Milano-Serravalle, la concessionaria autostradale che gestisce il sistema tangenziale del capoluogo lombardo oltre alla tratta della A7 compresa tra Milano ed appunto Serravalle Scrivia ed Autostrade per l’Italia, titolare del cosiddetto lotto “1”, ovvero quello che riguarda il tratto compreso tra la ferrovia Milano-Varese e la fiera di Rho. L’opera costerà 288 milioni di euro e sarà finanziata direttamente da Serravalle (217 milioni) ed Autostrade (71 milioni). E l’obiettivo, sempre secondo Serravalle, è quello di aprire la strada entro dicembre 2014.

I MOTIVI DELLA PROTESTA – Appare però evidente che i lavori siano in ritardo, visto che forse si potrà pensare di aprire i lavori per i lotti 1 e 2 a fine 2013. Ed ora entriamo nel nocciolo del problema. I cittadini di Paderno Dugnano non vogliono il ponte strallato né la viabilità studiata ed approvata lo scorso 3 ottobre dalla Conferenza dei Servizi. Interramento Padernesi racconta quelle che sono le obiezioni proposte sia dai cittadini sia dal consiglio comunale della località in provincia di Milano, con i Cinque Stelle che hanno accusato la Giunta Pisapia di non essersi interessata al problema perché la strada non passa direttamente nel comune meneghino, anche se molta della sua utilità è relativa alle necessità del capoluogo. Affrontiamo la questione delle 14 corsie. Il conto fatto da Beppe Grillo appare esatto, ma va spiegato meglio.

Il tunnel fonico
Il tunnel fonico

LE 14 CORSIE – Al momento chi arriva dalla Tangenziale A52 si trova davanti a due svincoli. Uno che tira dritto verso Rho nel quartiere “Calderara” di Paderno Dugnano e l’altro che immette sulla Milano-Meda. Per unire la fine dell’attuale Tangenziale con la Sp46, in località “Villaggio Ambrosiano”, verrà realizzato un nuovo tratto di strada a due corsie più corsia d’emergenza per un totale di sei corsie. La Milano Meda verrà poi ampliata passando da due a tre corsie più una d’emergenza e siamo ad altre otto. Arriviamo quindi a 14 ma non si tratta di una strada in linea ma di una sovrapposizione tra due arterie concentrate in 70 metri di lunghezza, senza contare gli svincoli e le complanari. E qui arriviamo al secondo problema.