Spiegel attacca Berlusconi sulla Libia e rivela: gli Usa lo hanno richiamato all’ordine

27/02/2011 - Secondo il quotidiano tedesco, il Premier avrebbe impedito una risoluzione Europea contro i massacri, cedendo solo dopo delle dure telefonate della Clinton Ci va giù pesante Hans-Jürgen Schlamp, autore dello Spiegel che ha firmato un duro articolo contro Silvio Berlusconi

     
 

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Secondo il quotidiano tedesco, il Premier avrebbe impedito una risoluzione Europea contro i massacri, cedendo solo dopo delle dure telefonate della Clinton

Ci va giù pesante Hans-Jürgen Schlamp, autore dello Spiegel che ha firmato un duro articolo contro Silvio Berlusconi dal titolo “Baciare le mani del dittatore”, un gesto – ricorda il giornalista - riservato solitamente al Papa. Secondo lo Spiegel, “pochi paesi hanno da perdere per la caduta del dittatore quanto l’Italia, che ha con questo intrecciato proficui rapporti economici”. “Berlusconi è rimasto a lungo fedele al suo compagno – dice ancora l’articolo – Proprio la scorsa settimana, quando Gheddafi aveva già iniziato a sparare e bombardare i libici che protestavano contro il suo regime, Berlusconi ha rifiutato di pronunciare una sola parola di critica, dicendo che preferiva non “disturbare” Gheddafi”. In più, rivela il giornale, “Lunedi, l’Italia ha bloccato una risoluzione europea che condannava i massacri. Solo dopo che Washington ha esercitato forti pressioni – anche con diverse telefonate dal Segretario di Stato Hillary Clinton a Roma – Berlusconi ha deciso di cambiare idea”. Non manca una nota ironica al riguardo: “quando finalmente ha fatto, però, lo ha fatto completamente, tanto” da dare del “pazzo” al suo ormai ex amico.

GRANDE DANNO PER ROMA – Il giornale tedesco si sofferma molto sui rapporti economici fra i due paesi, descrivendoli nel dettaglio “Il danno per l’Italia è già immenso. La Libia, dopo tutto, è molto di più per l’Italia che un semplice fornitore di materie prime e grande importatore di prodotti italiani. Ha partecipazioni in numerose imprese italiane, come il 7,2% che la rende l’azionista più potente in Unicredit, la maggiore banca d’Italia. In più il vice presidente della banca è un libico, Farhat Bengdara, che è anche il capo della banca centrale di Tripoli. La sua ubicazione è sconosciuta al momento. Il presidente di Unicredit Dieter Rampl ha dichiarato che non hanno contatti con Bengdara.” Ce n’è anche per Finmeccanica e Eni ovviamente “Anche Finmeccanica è in parte di proprietà libica, come il gigante Eni. I libici, in più, hanno anche il 7% della Juventus, uno dei club di calcio più popolari. A prima vista, le aziende sembrano piccole – solo il 2 per cento a Finmeccanica e poco più a Eni. Ma l’importanza risiede nella dipendenza reciproca dietro quelle aziende. Prendete Eni, per esempio, che è conosciuto in tutta Europa per la sua catena di distributori di benzina Agip. L’impresa ex statale ha investito oltre 50 miliardi di dollari l’esplorazione ed estrazione di petrolio e gas in Libia.Ulteriori miliardi di investimenti da parte delle società sono tenuti a seguire nei prossimi anni.”

PAURA - Ma ora che i rapporti si sono sfilacciati, prevarrebbe la paura secondo il giornalista, che cita cablogrammi Wikileaks per ricordare di come, durante la prima visita di Gheddafi a Roma, Berlusconi si fece iniettare del potente antidolorifico pur di essere ad accoglierlo, temendo le sue ire. Oggi il timore è per i 10 mila italiani ancora in Libia e per la vicinanza – troppa – a un dittatore vendicativo. E disperato.

     
 

28 Commenti

  1. Tetsuo scrive:

    Ma tanti nick per la stessa persona?

    • Mirko scrive:

      E’ il duro mestiere del troll…

      Appropò, perché non funziona il plugin per la gestione degli (gr)avatar dei commentatori?
      Dato che non c’è la registrazione, non sarebbe affatto male avere un’icona univoca basata su indirizzo email e/o ip.

  2. Mapi scrive:

    Gheddafi è un bastardo. Ma perchè gli USA si preoccupano solo dei paesi col petrolio? Sarà poi tutto vero quel che si racconta o i bombardamenti di gheddafi passeranno alla storia come le armi chimiche di Saddam? La propaganda politica spesso è fatta di inganni e poi magari ci trascineranno in una guerra che per noi non ha alcun senso se non quello di lasciare il gasdotto agli americani a nostro svantaggio. Le guerre tribali tra di loro (e non rivolte popolari) se le sbrighino da soli è il loro paese, a meno si voglia metter pace tra loro con autentico spirito di pace e non per approfittare del loro petrolio e in nome della pace renderlo propietà USA.

  3. tizzano fortuna scrive:

    PER TUTTI QUELLI CHE SOSTENGONO IL NUCLEARE: INFORMATEVI PRIMA DI APRIRE BOCCA E DI GETTARE FANGO SULLA SINISTRA , CONTRARIAMENTE A CERTA GENTE DI DESTRA, I PAGLIACCI DI SINISTRA, COME CI CHIAMA QUALCUNO,HANNO DEI VALIDI MOTIVI PER OPPORSI. PRIMO C’è IL PROBLEMA DELLE SCORIE ,SECONDO IL PERICOLO DI ESPLOSIONE NON è DA ESCLUDER E ,TERZO E SOPPRATUTTO è ANTIECONOMICO PERCHè L’URANIO HA UN COSTO ELEVATISSIMO, LA MANUTENZIONE COSTA, MA SOPPRATTUTO LE CENTRALI NUCLEARI INQUINANO LE FALDE ACQUIFERE.CAPITO ORA PERCHè SIAMO CONTRARI AL NUCLEARE

  4. snoop d-o-DOGG VI UCCIDE TUTTI scrive:

    LA PAZIENZA E’ FINITA, INDICO UNA GUERRA A TUTTI GLI IMBECILLI CHE HANNO GIUSTIFICATO QUESTO MASSACRO ,COL PRETESTO DI INESISTENTI “MASSACRI DI GHEDDAFI”

    OFF TOPIC, TIZZANO FORTUNA: IL COSTO DELL’URANIO E’ IRRISORIO, DI QUELLO CHE VUOI MA NON PUOI DIRE CAZZATE DEL GENERE (PARLO SOLO DEL COSTO DELL’URANIO)

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