All’ospedale di Monza c’è il racket all’obitorio
25/02/2011 - Tutto il mondo è paese. Al San Gerardo chiedono soldi per lasciare un fiore al defunto. Ma anche per poterlo vestire prima dell’estremo saluto. All’Ospedale san Gerardo di Monza viene richiesto ai fioristi un ticket di ingresso per portare i
Tutto il mondo è paese. Al San Gerardo chiedono soldi per lasciare un fiore al defunto. Ma anche per poterlo vestire prima dell’estremo saluto.
All’Ospedale san Gerardo di Monza viene richiesto ai fioristi un ticket di ingresso per portare i fiori ai poveri ospiti della camera mortuaria. Come se fosse del tutto normale e non un modo impietoso per speculare sulla morte. A denunciare questa pratica è Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos Racket e Usura. E fornisce anche le prove. Infatti il 16 febbraio ha girato un video, che poi ha messo su Youtube (dal dove poi è stato tolto), dove si vedono un operatore sanitario della camera mortuaria chiedere di “lasciare un caffè pagato” a Manzi, fintosi un fattorino, chiedeva di lasciare dei fiori a un defunto. Manzi porge 20 euro, che vengono prontamente intascati.
PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE – Il direttore sanitario Antonio Bonaldi, si infuria e annuncia “un provvedimento disciplinare per il dipendente colto sul fatto.” Come se questa persona fosse l’unica mala pianta. Infatti il direttore specifica che “questa persona non ha chiesto soldi e la dinamica è un po’ forzata.” Quindi all’Ospedale di Monza è lecito chiedere mance all’obitorio? No, perchè, dice Bonaldi, questo “resta, chiaramente, un comportamento non corretto.” Meno male. Allora si è trattato di un caso isolato di uno sciagurato che sfrutta il dolore? No. Un addetto di un’impresa di pompe funebri martedì ha spiegato come questa non sia una novità. Non chiedono soldi solo ai fioristi, ma anche “ai parenti che vogliono vestire il defunto o lasciare qualcosa in più nella cassa. Dipende pure dall’operatore del momento, non tutti gli addetti della camera mortuaria chiedono il ‘caffè’ o ‘qualcosa’, li sappiamo riconoscere. E, comunque, è una prassi in voga al San Gerardo come in tanti altri ospedali o case di cura: appena c’è la possibilità, chiedono.” Molto bene. Nella camera mortuaria nessuno fiata: “Non rilasciamo informazioni”. Frediano Manzi insiste sul fatto che “Non potranno che arrivare conferme. Il filmato è inequivocabile e al San Gerardo, e non solo, tali episodi sono all’ordine del giorno; chiunque affermi il contrario non è informato o asserisce il falso.”












