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«Il mondo finirà nel 2030»

Tra meno di vent’anni il mondo sarà finito, condannato a morte dalle devastazioni provocate dai cambiamenti climatici. A prevedere l’apocalisse non è uno scienziato ma Bob Geldof, il cantante e attivista irlandese ex leader dei Boomtown Rats.

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Foto: Getty Images

«CI SONO I SEGNI DI UN’IMMINENTE ESTINZIONE DI MASSA» – Nel corso del suo intervento al convegno One Young World che si è tenuto a Johannesburg nei giorni scorsi, Geldof ha preconizzato agli ottomila delegati presenti alla conferenza l’estinzione di massa della razza umana entro il 2030: «Il mondo è spossato – ha detto Geldof– Ci sono segni di un’estinzione di massa e questa potrebbe avvenire molto presto». Solo le nuove generazioni, a detta di Geldof, possono evitare la catastrofe perché quelle precedenti «hanno fallito più di tutte le altre. La prossima guerra non sarà una guerra mondiale, sarà la fine».

L’APPELLO DI GELDOF SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI – Il One Young World – un incontro di networking e dibattito per i giovani provenienti da oltre 190 paesi – ha visto anche l’intervento dell’ex segretario dell’Onu Kofi Annan e dell’imprenditore miliardario Richard Branson. Nessuno però, ha lanciato un appello tanto accorato quanto quello di Geldof, il quale ha dichiarato chiaro e tondo che potremmo non arrivare al 2030: «Dobbiamo concentrarci sul problema dei cambiamenti climatici. Cosa avete intenzione di fare? Alcune delle nazioni che ci hanno raggiunto qui potrebbero non essere più in grado di farlo». La soluzione, ha concluso Geldof, sarebbe quella di mettere da parte i nazionalismi ed essere «più umani. Meno irlandesi. Meno camerunesi, meno cinesi, meno russi. Più umani».

DUEMILATRENTA – Una data, quella del 2030, che curiosamente sembra ispirare gli artisti che si preoccupano di come potrà essere il futuro del pianeta e dell’umanità: del resto, non lo cantavano anche gli Articolo 31 già qualche anno fa?

(Photocredit copertina: LaPresse)