“Trasformiamo gli zingari in sapone”: in Bulgaria l’odio corre su Facebook

In un copione già visto altrove, sui social network proliferano i gruppi razzisti Facebook, si sa, è un posto in...

In un copione già visto altrove, sui social network proliferano i gruppi razzisti

Facebook, si sa, è un posto in cui si può trovare di tutto. Ed è anche un posto che pullula di odio. Ciclicamente infatti spuntano pagine e pagine, più o meno frequentate, contro varie etnie: il gradino più alto del podio spetta nella grande maggioranza dei casi ai rom. È così in tutta Europa. Un articolo sul blog di Alexandre Lévy (corrisponde a Sofia di Le Monde, Courrier International e altri) racconta dell’esplosione di questi gruppi nell’internet bulgaro.

ZINGARI E SAPONE – “Bisogna castare gli zingari piuttosto che i cani randagi”, “Usiamo gli zingari come combustibile nucleare”, “Trasformiamo gli zingari in sapone”. Questi sono i nomi di alcuni gruppi che hanno indignato i politici bulgari – gruppi che contengono sì “nazistoidi” e ultrà, ma anche giovani “cool” e ragazzi cresciuti dopo i cambiamenti epocali del 1989. Dopo la chiusura di queste pagine, gli ex membri non si sono dati per vinti e hanno aperto la pagina “Regaliamo un milione di zingari agli Stati Uniti”, che può contare su più di 35mile sostenitori. Il regalo, come precisano loro, consisterebbe nella loro utilizzazione come manichini da crash test.

UNO CHE AVEVA AVUTO L’IDEA GIUSTA – Per buona parte di questi giovani, Hitler è un eroe, colui che aveva saputo “regolare il problema con gli zingari”. Il 12 febbraio scorso, 400 manifestanti si erano trovati a Sofia (nell’ambito di un ritrovo nazista) per una marcia in ricordo del generale Hristo Loukov, considerato l’ideologo del fascismo bulgaro e assassinato da un estremista di sinistra nel 1943. Anche Sarkozy è una figura istituzionale molto ben vista da queste parti, un vero e proprio esempio da seguire, se non addirittura “un eroe”.

DEPORTARE, CHE PASSIONE – Il riferimento è ovviamente al “rimpatrio” di 93 cittadini rom di qualche mese fa, che attirò sul governo francese le critiche dell’Unione Europea. In effetti, quella della deportazione forzata è uno dei temi che vanno per la maggiore nel segmento Odio Contro I Rom del Facebook bulgaro. Il gruppo più frequentato (quasi 20mila sostenitori) è “Quelli che non vogliono pagare per gli zingari”, che riprende una convinzione piuttosto diffusa in Bulgaria: i rom non lavorano, non pagano le tasse e rubano. E non gli si può nemmeno dire nulla, altrimenti questi gridano all’odio razziale. Chissà come mai.