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Piccoli operai non crescono

27 giugno 2008

In questa pagina vengono ospitati alcuni dei contenuti inviati alla mail di Giornalettismo, ma che non necessariamente rappresentano la nostra linea di pensiero sugli argomenti trattati.

da Doriana Goracci

La signora Marcegaglia, pragmatica donna cresciuta a trasmissioni del tipo ‘Ok , il prezzo è giusto’, ha rintracciato di recente il male oscuro che affligge l’Italia:’Negli ultimi dieci anni il costo del lavoro è salito in Italia in linea con la media europea ma non altrettanto ha fatto la produttività. Solo con un forte recupero di produttività sarà possibile conciliare crescita e occupazione, competitività e incremento dei salari: tutti obiettivi essenziali per il Paese’. Per alleggerire il contratto nazionale va quindi conseguito l’aumento di produttività e dei risultati aziendali. Ligio al dovere dell’Informazione e della Discussione, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi,fà trascorrere ai pensionati garantiti il tempo pre-feriale con dissertazioni su Prima Pagina, pregevole Forum di Rai Tre, domandando: ‘ ‘Salari e Produttività: gli aumenti dei salari ci saranno solo se questi saranno ancorati alla produttivita’e agli utili d’impresa. Siete d’accordo?’.
Ma allora vale la pena tornare ai consigli per gli acquisti della signora Marcegaglia.
1) ‘L’eta’ della pensione andrebbe indicizzata all’aumento della speranza di vita. Il welfare italiano e’ particolarmente inefficiente e iniquo:
quasi il 60 per cento della spesa sociale serve a coprire dal rischio di vecchiaia, perche’ l’eta’ media dei pensionati e’ bassa e il pensionamento avviene tre anni prima che nella media dell’Ocse’
2)’Va aggiornato il quadro dei diritti dei lavoratori, bisogna adottare modelli di flexicurity. Non e’ il posto di lavoro che deve essere garantito, ma
un reddito e una formazione adeguati, come accade nei Paesi con sistemi di sicurezza sociale piu’ moderni e attivi’.
3) ‘l’abbandono del nucleare ha accresciuto la nostra insicurezza e la nostra dipendenza dall’estero, ha sottratto altre risorse alla crescita, ha gonfiato le bollette elettriche di famiglie e imprese’.
4)”E’ possibile un federalismo virtuoso, come ci insegnano molti Paesi europei. Per l’Italia, il prossimo passaggio e’ il federalismo fiscale. Deve costituire un’assunzione di responsabilita’ e accompagnarsi a un taglio di spesa frutto della guerra alla duplicazioni, alle sovrapposizioni, agli sprechi:’pago-controllo-esigo’.

E dulcis in fundo, ‘Troppe donne a casa, troppe culle vuote, troppi bimbi poveri’.

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