Quel leghista di Obama e i piddini gggiovani d’oggi
25 novembre 2008
Come spesso gli capita di essere con chi pensa abbia bisogno di una lezione (chiedere conferma a Marco Travaglio), c’è entrato come uno schiacciasassi, nella questione “giovanil-generazionale” italiana Giuseppe D’Avanzo. La firma di punta di Repubblica - quando parla di altre cose, di solito – se la prende con la “litania generazionale” che da qualche tempo gira come un refrain un po’ fastidioso tra media, blog, convegni e altre cose abbastanza futili. Non è vero che l’Italia è un paese per vecchi, dice più o meno D’Avanzo: in tanti settori i vagiti del rinnovamento si sentono, e anche forte. L’età media degli amministratori delegati nelle aziende italiane, è di 52 anni e mezzo; negli Stati Uniti è di 53. Nel mondo dell’Università invece va veramente male, anche perché lo svecchiamento iniziato ha comportato una perdita di qualità dell’insegnamento. La politica se la passa meglio, nonostante i leader anziani che ci governano: giovani se ne vedono tanti, e di capaci – dice D’Avanzo - soprattutto nel Carroccio. “La declinazione della politica di Obama ha più a
che fare con la giovane classe dirigente della Lega che non con i giovani leoni senza denti del Partito Democratico“, dice poi, spiegando: “È una classe dirigente cresciuta all’ombra della vecchia guardia padana, secessionista e folklorica, ma oggi pragmatica custode delle attese e le ambizioni di un elettorato che conosce come la sua famiglia e di un territorio che abita come la propria casa. È un’élite consapevole che debba essere la Lega “il motore riformatore del governo”“.
Una tesi ardita, ma è sostanzialmente vero che a fare la politica “
vecchio stampo” (dal punto di vista organizzativo), soprattutto al
Nord, è la
Lega più che il
PD. Riuscendo a coagulare attorno a sé un consenso che, anche se a volte è “di pancia”, più spesso vuole risolvere problemi concreti dei cittadini, e lo fa proponendo soluzioni che presso quei cittadini riscuotono favore. Difficile dire che la stessa cosa la fa il
Partito Democratico, nonostante qualche sporadica vittoria. Poi però
D’Avanzo affonda il coltello sul vero obiettivo dell’articolo: i cosiddetti giovani del
PD. Percula la
Madia, elogia invece la
dimissionaria Irene Tinagli, e dice che, rispetto a lei, “
ha nel PD più visibilità un demi-monde mediatico, blogger come Luca Sofri (44 anni), Diego Bianchi (38), Mario Adinolfi (37). Competenze? Pochine“. Si infila poi in una lunga citazione del figlio di
Adriano Sofri, e chiude così: “
Converrà allora che quei giovani si diano da fare. Riscoprano il conflitto. Comincino a pretendere regole certe per le primarie, come propone da tempo Tito Boeri. Pretendano il ritorno al voto di preferenza. Esigano che l’età di elettorato attivo e passivo coincida, come in Germania, Svezia, Spagna. Diano battaglia. Soltanto con un conflitto aperto di ideali, progetti, analisi, competenze, soltanto con un conflitto leale nella raccolta del consenso, quindi nella misura di un concreto radicamento sociale, si potrà coltivare la speranza di un nuovo riformismo, la convinzione di potercela fare a cambiare l’Italia, a fermarne il declino e la deriva autoritaria. Altra ambizione non può esserci e, se c’è, non è soltanto mediocre. È perdente e, peggio, noiosa come un’impotente lagna“.
Mario Adinolfi a
D’Avanzo non ha risposto. C’è da capirlo. Sarà stato a giocare a
poker, a fare scommesse sportive su internet, o a organizzare la rivoluzione dei gggiovani per domani mattina se non piove. Nel suo
blog ieri si bullava
per le visite ricevute, come un brufoloso nerd qualsiasi, ma con un tocco di ridicolo in più. “
Ho fatto tre milioni di visite” (secondo l’attendibilissimo counter del
Cannocchiale: , ma vi rendete conto di come sta?) si è bullato con il suo lettore, mentre il lattaio qui sotto non sa chi è Adinolfi, e non sa nemmeno che significa la parola blog. Ci sarà una spiegazione di tutto questo (e non è che sia necessariamente un male, tra l’altro) o no?. Poi, nel finale del post, ha chiesto dell’alcool. Che dire? Non capiamo cosa ci sia da brindiare, ma comprendiamo benissimo perché se ne ha bisogno.
Zoro (
Diego Bianchi) nemmeno ha risposto, e si capisce benissimo il perché.
Diego è quanto di più lontano ci sia dal “politico di professione”, né ha alcuna voglia di diventarlo. Semplicemente, come tutti gli attori, si è creato un personaggio che è piaciuto al grande pubblico. E’ una persona onesta e sincera, e forse è maggiormente interprete del pensiero della base rispetto a tanti giornali che dovrebbero fare opinione ma non hanno il coraggio di provarci fino in fondo. Ha sorpreso invece la
replica di
Luca Sofri. Che prima contesta nel merito la citazione di cui si parla (e fin qui siamo alle questioni personali). Poi gli contesta l’idea di avere ambizioni personali: “
Non credo di essere capace di fare politica se non in questi modi da “demi-monde”, se anche mai ne avessi voglia. Usare le mie incompetenze contro il mio argomento è una sciocchezza: come criticare Gianni Mura perché non è forte a pallone“. Sul terzo argomento centra invece perfettamente il punto: “
i giovani che vogliono fare del PD, come scrivono nel loro blog (Uccidere il padre), «un partito moderno, democratico, laico e di sinistra» (e capirai che puntuta e illuminante freschezza)“, aveva detto
D’Avanzo, e
Sofri replica davvero tagliente: “
il PD non è ancora riuscito a essere nessuna di queste cose, e non sembra che i suoi leader le diano per scontate. Farci dell’ironia è come prendere in giro chi in questi giorni sostiene che bisogna difendere la scuola, o i diritti delle minoranze: “capirai che puntuta e illuminante freschezza”, gli direste invece tu, e Vittorio Feltri, per dirti il genere“. Difficile dargli torto, soprattutto sul terzo punto (l’essere laico). E poi chiude: “
La verità, e lo dico con lucido psicologismo e senza voler offendere nessuno, è che il problema generazionale riguarda anche quelli come D’Avanzo e i suoi colleghi: a cui viene molto più facile rapportarsi con paternalistico e affettuoso atteggiamento ai ragazzi delle scuole, innocui ai loro occhi, che alla competizione adulta di quelli che stanno occupando i loro spazi con altre teste e altre visioni, e che sentono ormai inevitabilmente come loro simili. E con i loro simili, sono abituati a fare la guerra e ad applicare meccanismi superati: il conflitto, wow. Le cose, cambiano“.
Dice molte cose vere,
D’Avanzo; replica meglio
Sofri. La cosa tristissima (anzi: davvero squallida) è che
quasi nessuno un dibattito così stimolante
sembra filarselo . E’ forse questa la misura più tragica del buio intorno al
Partito Democratico. Ma c’è da capirci: la Lega avrà anche gente “pittoresca” (eufemismo) come
Mario Borghezio. Noi abbiamo la fortuna di poter ammirare in tv le trame tessitorie di reincarnazioni di
Talleyrand e
Richelieu come
Massimo D’Alema e
Nicola Latorre (
qui una sua intervista che si sarebbe potuta intitolare “
Vi chiedo scusa, stronzi“). Volete mettere lo spettacolo?
Bell’ articolo, anche se mi ha messo un po’ di tristezza.
Il problema non è solo la scarsa presenza di giovani: è il METODO del ricambio:
In quasi tutti i settori del vivere civile in Italia ci si rinnova per cooptazione.
Finchè quello è il metodo, giovani o vecchi non dico che non faccia nessuna differenza, ma ne fa pochina.
Un sorriso sconsolato
C.
“capirai che puntuta e illuminante freschezza”, gli direste invece tu, e Vittorio Feltri, per dirti il genere“.
questa è pesante!
beh
che ve posso di’
io ciò risposto, ciò rispposto sur mio blogghe de La 7
e ce ho detto: ma che voi ? ma quali competenze ?
la verità è che voi veci o leccaculideiveci nun volete legge
ve piace che le cose rimanghino così
nun semo noi che nun parlamo, siete voi che nun leggete o nun ascoltate
o meglio nun ce date li strumenta per parla’ forte, per allucca’
gli stessi jornalettisti nun me ce hanno trovato sur blogghe de la 7
adipolpo, e chi ci pensava che una cosa così importante la andavi a mettere su La7. Vabbeh, riassumo quello che hai scritto: “La verità è che Zoro e Sofri dovrebbero portamme l’acqua co’ l’orecchie a me che rappresento a malapena me stesso, e aiutamme a diventà quarcheduno perché ormai so’ vvvecchio giovane e un’idea nun m’è mai venuta manco a pagamme. Ve prego dateme qualcheccosa. Fate la carità”
(tralascio di commentare l’accenno al litigio tra Costa/Sofri e Cundari/Orfini, buttato lì senza nemmeno un link per far render conto il lettore di quanto stia accadendo, così da non poter vedere chi ha torto e chi ragione. Tralascio perché son buono).
già…..
Tre milioni di visite e 6500 (mi pare, voto più o voto meno) alle primarie. Una folla oceanica insomma.
Ma dell’Adinolfo che vuole essere eletto perchè ggiovane. A bello! Ripijate! Abbiamo la stessa età e a quest’età una volta come minimo si aveva fato una guerra, messo al mondo due o tre figli e, in politica, si era i “cavalli di razza” non le giovani promesse.
Le idee, ci vogliono le idee. Le competenze.
Non un farfugliante programma fatto di copia e incolla qua e là come l’Adinolfo, o la recensione dell’ultimo gruppo di Seattle come il Sofri (sai chissenesbatte dell’ultimo gruppo di Seattle).
In questo D’Avanzo ha non solo ragione, ma ragionissima.
Poi se avete trovato da sfangare la giornata fra programmini radiofonici lì, comparsate là, e blogghette-blogghette per me va benissimo. Perfetto. Buon per voi.
Ma datemi l’esempio di un solo politico che sia riuscito ad arrivare ad un certo livello partendo da lì. Guardate pure in tutto il mondo.
La fine di Capezzone farete… se vi va bene e trovate un nano generoso che vi deve pagare uno stipendio per un po’ per aver sfraciullato i maroni nella precedente legislazione al povero Prodi di turno.
ve faccio fa’ ‘na scperta …..
ve parlo de politica, ma no de politica de uovo de pasqua, ma politica reale
quanno nun sei nisciuno, nun puoi fa’ un programma dettagliato, perchè in politica ed in demograzia er programma dettagliato è monopolio delli dittatori
in demograzia er programma se discute, se flette in base alla dialettica demogradiga
allora se enunciano idee generiche che, tramite la demograzia diretta se devono da perfeziona’
altrimenti famo gli imitatori de adolfo benito, ma jo nun vojo imitalli
Fra il presentare un programma dettagliato nei minimi particolari ed il ragliare ripetendo cose ascoltate a casaccio qua e là ce ne corre.
Comunque l’ultimo commento, anche se in tono scherzoso, è l’emblema perfeto della capacità programmatica odierna del PD.
Lasciar tutto nel vago, non presentare mai una idea forte e precisa che, confrontandosi con altre altrettanto forti e precise, può produrre davvero un programma di governo.
In definitiva il trionfo del “ma anche…” che non scontenta nessuno. Ma che non attrae manco nessuno.
“quanno nun sei nisciuno, nun puoi fa’ un programma dettagliato, perchè in politica ed in demograzia er programma dettagliato è monopolio delli dittatori”
Va bene. Ma perlomeno una – dico una, ripeto una – stracazzo di idea vuoi avercela?
in effetti in parte è giusto
er popolo deve comunque avere una sensazione di idea “forte e precisa”, anche se nella realtà in politica di forte e preciso non si ha niente, ma tutto è in discussione
diciamo allora che la politica è pure l’ arte de cojonà la gente dandogli delle certezze che poi all’ atto pratico sono da aggiornare al cospetto della controparte (il cd oste col quale necessita fare i conti)
ed in questo senso certamente grande è il dilettantismo tra i giovani e poche sono le competenze
e questo forse rende tali giovani incapaci a far compiere il salto generazionale…….ma è così bello tifare per loro…….
Diciamocelo, anzi, ditevelo, perché io di sinistra non son mai stato: Bettino Craxi era un gigante in confronto a questa gentucola che vi passa il convento progressita. Col Cinghialone a quest’ora, son sicuro, avreste la vostra Italia decorata con le medagliette della modernità frou-frou: il testamento biologico, i PAC o DICO o come Kaiser si chiamano, ecc. ecc. Schifiltosi, non avete mai voluto diventare degli onesti socialdemocratici come Dio comanda, ovvero una razza passabilmente disonesta come in tutto l’orbe terraqueo, ma evidentemente troppo inferiore per l’illustre nostra sinistra di specchiata moralità nata dalla Resistenza ex-post-fascista più che antifascista. Se non aveste ammazzato il Cinghialone non vi trovereste oggi nella folle compagnia di Catari teodem e di Arditi dipietristi e a mendicare qua e là l’appoggio della truppa bolscevica sopravvissuta alla caduta del Muro. E non sareste costretti, per sentirvi vivi, a trangugiare quotidianmente il veleno dei vari D’Avanzo e Travaglio. E intanto Berlusca spara cazzate in santa libertà, e regna sull’Italia. Meritatamente.
Zamax eddàààài, nostralgico di Bettone io non sarei nemmeno morto. Politicamente era proprio insopportabile, personalmente anche peggio. Non sono uno di quelli che pensa per forza “si stava meglio quando si stava peggio”
p.s.: se passi domani c’è per te una sorpresa.-..
e ci ha pure MONTAIGNE come avatar, sbaglio??:D
Anche perchè trovare differenze ideologiche fra il Bettino e il Berlusca si fa proprio fatica, ma fatica, fatica, fatica eh?:
Sacconi – economista di area CGIL-PSI craxiano
Brunetta – economista di area PSI craxiano, consigliere economico del Bettino assieme a Francesco Forte (che fine ha fatto fra l’altro? non si è riuscito a riciclare meglio che scrivere su Libero?)
Tremonti – proveniente dalla banda di De Michelis
Cicchitto – dopo un inizio lombardiano è stato illuminato sulla strada della P2 ed è da lì diventato uno dei cagnolini fedeli di Bettino
Me ne scordo sicuramente qualcuno…
Poi che il Berlusca sia nato e cresciuto sotto l’ala politica di Bettino è talmente noto a tutti che non vale manco la pena ricordarlo nei particolari tipo il decreto legge anti pretori, la Mammì, ecc ecc ecc
Voi a RRoma proprio NUN volete capire: tutto quello che c’era di moderno a sinistra, con la cacciata ad Hammamet, è passato a destra!!!
Compreso Facci Filippo!!!!!!!!!!
Cazz.. c’è Brunetta sotto il tavolo!!! In piedi!!!
Nun me tocca’ Montaigne…io solo sono il suo vero interprete sulla terra…
ahahahah, andiamo bene
ma per favore, hammamet, ma per carità. Gli anni di Craxi sono stati quelli dell’esplosione del debito pubblico, dei figli indebitati per mantenere il tenore di vita dei padri, del bengodi invece del lavoro. Gran parte della differenza che fa oggi del Nord est una zona INVIDIABILE rispetto al resto d’Italia è che lì all’epoca lavoravano (e lavorano anche oggi), mentre negli anni ’80 da noi sussidiavano la gente per respirare. E negli Eighties al governo c’era proprio il CAF…
“tutto quello che c’era di moderno a sinistra, con la cacciata ad Hammamet, è passato a destra!!!”
E per fortuna!
L’italia si trova cosi male come debito, proprio per gente come Craxi, che ha scialacquato a destra e manca per foraggiare tutti in Italia!
Senza Craxi, forse, l’Italia avrebbe conti economici decenti e potremmo guardare in faccia Germania, Francia ed Inghilterra, invece che guardarli dal basso come adesso.
L’esule di Hammamet è stato cacciato troppo tardi e dalla mia generazione in poi se ne pagano le conseguenze!
Ma certo, hai ragione. Lo so benissimo, tanto è vero che Tangentopoli è scoppiata nel Lombardo-Veneto prima che nel resto d’Italia, dove la vecchia guardia politica era indebolita. Avrebbe potuto essere un’occasione per svecchiare l’Italia, ma i piccoli Vishinskij hanno rovinato tutto. Quello che voi non volete capire è che con gli oppositori – di sinistra -del “CAF” le cose sarebbero andata anche peggio. Indebitati e fuori dell’Occidente. Scala mobile ed euromissili vi ricordano qualcosa?
x Cordapazza
vedi come quelli di destra sanno tirarti su di morale, mica come la Dandini…
tirarmi su di morale non credo, ridere sì: non sempre le due cose coincidono!
C’è su ebay un’occasione più unica che rara per Mario Adinolfi.
Dite quel che volete ma Zamax ne sa un casino.
E anch’io, prima di morire, voglio andare a ballare sulla tomba di Bettino, neh!
Io dico: pece e piume a Nicotri, Zamax nuovo direttore!
1) Non mi hanno licenziato. Sono troppo a buon mercato.
2) Ma Tetsuo, tu credi veramente che se al posto del famigerato CAF ci fosse stata la banda De Mita+PCI+Sindacati+Repubblica l’Italia avrebbe avuto i conti apposto? Mi sa che la tua generazione, tutta liberalismo ed intelligenza, s’è bevuta nonostante tutto tutte ma proprio tutte le balle spaziali della propaganda bolscevica…
3) Io non ho mai votato a sinistra, quindi neanche Craxi, che idealmente restava sempre per me un avversario politico. Lo consideravo una canaglia, ma in gamba. Prima del socialismo da bere, dei nani, delle ballerine, e dei pezzi di fi…gliola, la sinistra era spaventosa, specie quella di Mortimer Berlinguer, il sommo ipocrita della questione morale. Se stiamo a discutere anche su questo, anch’io lo dico, andiamo proprio bene.
4) Io a quel tempo, prima del terremoto, per disperazione votavo PRI, nonostante il laicismo sussiegoso e un po’ ridicolo: almeno c’era Spadolone, l’amico degli amerikani.
5) Ringrazio della candidatura a direttore, ma declino l’offerta. Non sarebbe giusto privare Nicotri dei suoi emolumenti milionari. Poi vedo che non fa il sovrintendente in poltrona con harem di segretarie come bonus, che sarebbe il mio sogno, ma scrive come un pazzo. E quindi mi toccherebbe lavorare davvero, per non sfigurare al confronto con un rosso radicale.
6) Con Mani Pulite la sinistra ha perso vent’anni: l’asticella della socialdemocrazia deve essere ancora superata. Quando l’avrà fatto potrà forse incominciare a sognare, a pensare ai lustrini del Partito Democratico.