Il partito dei buoni sembra essersi spaccato: alcuni con Veltroni, alcuni con D’Alema, alcuni con Rutelli, un groviglio. È la dialettica della democrazia, pare. Ma non ci farà poi male, tutta questa democrazia?
Che i nostri beniamini siano dei grandi sostenitori del dialogo e del confronto tra posizioni anche distanti, non è certo una novità. Ma pare che ultimamente si siano fatti prendere un po’ la mano, e ora la questione è: correnti sì o correnti no? E se sì, quante, quali e come? Discutiamone per settimane. Tanto c’è democRATS che traduce.
«Mi hanno incasellato tra i “dalemiani”.[...] Dentro il partito mi guardano tutti con sospetto, nei miei confronti c’è tanta indifferenza. E’ una situazione che vedo, che sento con le mie orecchie da certi commenti.»
TRADUZIONE: «Cosa credete, anche noi dalemiani abbiamo un’anima.»
«La posizione di Parisi è legittima e la rispetto, ma poiché non è stata portata avanti da altri, la discussione sulla leadership è chiusa. E di conseguenza il congresso non serve.»
TRADUZIONE: «La posizione di Parisi è legittima e la rispetto, ma poiché il congresso non serve la discussione sulla leadership è chiusa. E di conseguenza non sarà portata avanti da altri.»
«Red è una risorsa, non voglio rompere le scatole a Veltroni, non è un’iniziativa che mira a destabilizzare il partito.»
TRADUZIONE: «Magari poi invece lo destabilizza, ma non è che la facciamo apposta, davvero.»
«Nessun assicuratore accetterebbe di fare una polizza ad un partito in cui milita Parisi.»
TRADUZIONE: «Noi siamo con Rutelli. Lui sì che avrebbe dovuto assicurarsi.»
«Il Partito Democratico senza Veltroni non riesco a immaginarlo.»
TRADUZIONE: «Ho problemi di immaginazione.»






Pina Picierno




















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Il partito dei buoni sembra essersi spaccato: alcuni con Veltroni, alcuni con D’Alema, alcuni con Rutelli, un groviglio. È la dialettica della democrazia, pare. Ma non ci farà poi male, tutta questa democrazia?…