La patetica difesa di Pio XII e del suo silenzio assordante
25/11/2008 - LA GOFFA DIFESA – Pio XII viene difeso dandosi la zappa sui piedi. Il suo silenzio viene giustificato con l’affermazione che se lui avesse parlato contro il nazismo Hitler avrebbe scatenato la rappresaglia contro i cattolici e il clero cattolico
LA GOFFA DIFESA – Pio XII viene difeso dandosi la zappa sui piedi. Il suo silenzio viene giustificato con l’affermazione che se lui avesse parlato contro il nazismo Hitler avrebbe scatenato la rappresaglia contro i cattolici e il clero cattolico tedeschi. Questa affermazione fa ridere – o meglio piangere – almeno per due
motivi. Il primo, di ordine per così dire tutto interno allo stesso cattolicesimo, è che non si può essere opportunisti con il nazismo per timore di martirizzazioni ed esaltare allo stesso tempo i martiri delle persecuzioni romane, che peraltro non sono affatto “milioni”, come una volta è stato detto perfino a un telegiornale della Rai, ma solo poche decine di persone (a voler contare solo i casi storicamente certi mi pare non si arrivi neppure a dieci). Perché mai un credente per testimoniare la propria fede dovrebbe accettare il martirio (martire significa appunto testimone), se lo stesso papa, vale a dire Pio XII, che in materia di fede è “infallibile”, ha detto chiaro e tondo che è meglio tacere piuttosto che correre il rischio di essere martirizzati? Il secondo motivo è che questa difesa del silenzio di Pio XII non regge di fronte al fatto che riguardo l’Urss e il mondo comunista in genere lui NON ha taciuto neppure un po’: che fine ha fatto allora il timore delle rappresaglie? Anche Stalin non era un tipo che scherzasse, in quanto a gulag e fucilazioni di massa. Perché mai è lecito farsela addosso e tacere davanti a Hitler e invece si fa correre il rischio ai cattolici dei Paesi comunisti di finire in massa al macello? Perché mai ci si è lamentati per la “Chiesa del silenzio”, cioè per l’impossibilità della Chiesa di fare propaganda e proselitismo nei Paesi comunisti, quando si è scelto di essere Chiesa del silenzio nella Germania nazista? Pio XII di fronte al nazismo ha taciuto e non ha mai fatto un gesto ostile, mentre in seguito, a guerra terminata, ha perfino lanciato la scomunica contro il comunismo intero e contro chi in Italia votava per i comunisti.
GESÙ AVREBBE APPROVATO? – Definire “dono di Dio” un simile papa temo possa significare quanto meno offendere Dio. Si può forse dire che è stato un grande diplomatico, un grande papa inteso come grande capo di Stato del Vaticano, perché è riuscito a trarre profitto per lo Stato pontificio grazie ai commerci e ai tradimenti delle altrui libertà compiuti con i Concordati, ma tutto ciò con i tanto osannati vangeli e con la parola di Cristo non c’entra assolutamente nulla. A meno che Ratzinger con quelle sue parole abbia – senza rendersene conto – pubblicamene confessato che il Vaticano e la Chiesa non di fede e religione in sé si occupano, ma solo del proprio potere tramite esse. Insomma, come da Costantino in poi, la religione “instrumentum regni”: cosa ben lontana e totalmente diversa dalla religiosità predicata ai credenti e da costoro intesa e genuinamente vissuta.
VERITÀ DI COMODO – Della difesa che di Pio XII fa Ratzinger per tacitare le giuste proteste ebraiche infastidiscono non tanto l’accento tedesco della sua voce e il ricordo del suo essersi arruolato come volontario nella Gioventù hitleriana – tutti possiamo sbagliare, specie da giovani – quanto invece la difesa
che questo papa fa o legittima di quel suo giovanile arruolamento. “Chi non si arruolava finiva male”, hanno sostenuto in coro i suoi familiari e compaesani della località natia. A parte il fatto che c’è stato anche chi non s’è arruolato, preferendo magari emigrare, sta di fatto che anche questa giustificazione è non solo una lode alla paura e all’opportunismo, il che umanamente sarebbe comprensibile, ma è anche una lode del rifiuto della “testimonianza”, o martirio eventuale che dir si voglia. Una simile lode sulla bocca di un papa non dovrebbe fare un bell’effetto, almeno al gregge dei suoi credenti. Come può, così stando le cose, predicare la “testimonianza”, fino al martirio, per gli altri? Perfino in Cina, come in India, in Africa e nelle Americhe, Cuba compresa, il papa e il Vaticano spingono il gregge dei fedeli a pericolose frizioni contro i governi locali pur di guadagnare alla Chiesa spazio, visibilità e, in definitiva, potere. E infatti ogni tanto si scatena o la repressione statale o qualche “piccolo” massacro di fedeli o di religiosi, nel Lontano Oriente o in Medio Oriente o in Africa. Questo modo di fare di Pio XII prima e di Ratzinger adesso ricorda il classico “Armiamoci e partite!” e il classico uso dei due pesi e due misure. Ricorda anche la verità intesa come l’elastico delle mutande: allargabile o restringibile a piacere. O a gogò.













Dica quello che le pare, è inutile sprecare tempo con lei e i tipi come lei. Del resto mi pare che lei sia lo stesso “ciccio” che ha già dato molte prove di se stesso nel mio blog personale, dal quale aveva infine tolto le tende, non rimpianto da nessuno.
La lascio alla sua sublime onestà intellettuale, intelligenza e – soprattutto – grande sfoggio di prove, nomi, date e documenti….
pino nicotri
preg.mo direttore, sarei stato felice di farla contenta dichiarando di essere lo stesso “ciccio”, purtroppo sono un diverso “elemento” che si aggiunge all’ inconsistenza del primo
sul grande sfoggio Le ricordo solo che i miei interventi sono solo di commento a dati e fatti che Voi giornalisti inserite e che io per fiducia o per mia personale ignoranza considero veritieri
altre funzioni non voglio e non posso avere, per necessità di tempo frequento solo questo sito, quello di Adinolfi, dei Topi Gonzi (che chiude) e di Malvino
Mi fa piacere che lei non sia quel ciccio. Si legga i libri di Goldhagen, e magari anche il numero appena uscito di MicroMega. La documentazione inchioda il Vaticano, Pio XII e l’episcopato tedesco ognuno alle proprie terribili responsabilità d’anteguerra e durante la guerra. Il silenzio sullo sterminio degli ebrei, ma non solo degli ebrei, e soltanto una, e neppure la più importante, delle orribili responsabilità della Chiesa riguardo il nazismo e le sue scelleratezze (idem per il fascimo in Italia). Senza dimenticare le Americhe, il Canadà e l’Australia, dove pure il sangue delle vittime della “vera religione” e del suo clero è stato un oceano.
Buona notte.
pino nicotri
Droboi thume, e naisc a Pino Nicotri per i suoi belli sforzi. Ci sono dei Romani anche in Messico. Nella famiglia che vi ho conosciuto, si parlava solo il rom e lo spagnolo messicano. Contatti con gli USA, non ne avevano. Anzi, come tanti Messicani, poveri anche loro, sognavano di poterci immigrare, ed a questa fine eravano disposti a rompere una delle regole del popolo rom, ovvero far sposare le loro figlie con un gaggio se questo dovesse rendere possibile l’immigrazione del clan verso il Paese di Cuccagna.