La scuola italiana sta crollando. Tanto che fatta la riforma bisognerebbe fare la scuola. E non sono questa volta le tre I, ma le mille e mille P di pezzi. Viene letteralmente giù. Calcinacci, muri, i preziosissimi muri dei cessi. Migliaia di migliaia di migliaia e migliaia di segnalazioni. Lettere. Mail. Avvertimenti. Notizie di reato. A chi manca il gesso, a chi manca la porta, a chi manca la ciorta e deve studiare, a chi sente il caldo portano il freddo, chi sente freddo ma non sente (ché manca) la campanella. Insomma, un vero sfacelo. I giornali non ce la fanno più, le radio nemmeno, su Facebook ci sono persino le denunce delle magagne di trent’anni fa tra vecchi compagni di scuola. Stranamente manca a tutti il tetto ora che piove. Mai una volta, direbbe Andreotti, quando c’è sole.






















Perché si vuole dire che negli altri Paesi civili non è mai crollato il tetto di una scuola?!!! E’ stata solo un’italica fatalità, amici. Colpa di chi muore…