|

Eva Klotz e la bandiera italiana presa a scopate

Una scopa che spazza la bandiera italiana ed un processo per vilipendio al tricolore. Il partito di Eva Klotz non ci sta e difende la Pasionaria sudtirolese nel processo che la vede protagonista con altri alcuni dirigenti per vilipendio alla bandiera tricolore. I fatti risalgono al 2010, quando dei manifesti diffusi, dal SÜD-TIROLER FREIHEIT (Alleanza Libera per il Tirolo), raffiguravano una scopa che spazzava via il tricolore italiano sotto lo slogan “Il Sudtirolo può rinunciare all’Italia”. “Si tratta – ha spiegato la Klotz – di una grave lesione del diritto all’espressione del pensiero, tutelato dalla Costituzione”.

sudtirol vilipendio bandiera 3 (1)

IL MOTIVO DELLA PROTESTA – I militanti del partito hanno svolto un sit-in davanti a Palazzo di giustizia a Bolzano. Il gesto è stato fatto in vista della partenza del processo in calendario per l’8 novembre. Sul sito del partito si legge:

Oggi davanti al tribunale fascista a Bolzano si è tenuta una protesta contro l’approccio dello Stato italiano, vuole che il SÜD-TIROLER FREIHEIT sia perseguitato giuridicamente.

e spiega l’immagine della discordia:

Si tratta finalmente di fare piazza pulita, e l’Alto Adige può rinunciare Italia. La Scopa ha provocato un grande scalpore. Con tutti i mezzi l’Italia ha cercato di impedire la diffusione di questo messaggio.

In aula si deciderà su Eva Klotz, Sven Knoll, Werner Thaler, Roland Lang, Reinhild Campidell, Reinhold Ladurner, Herbert Campidell, Stefan Zelger e Sepp Mitterhofer. Il processo inizierà alle otto del 22 novembre. “Il Sud Tiroler – spiegano in una nota – vede nell’atto di accusa una chiara violazione del diritto alla libertà di espressione”.

guarda la gallery:

(Presentazione delle liste. Foto FB Süd-Tiroler Freiheit)

I VIZI DELL’INDIPENDENZA – Eva Klotz appartiene alla comunità germanofona dell’Alto Adige. Chi la segue politicamente a Bolzano chiede l’autodeterminazione della piccola comunità e la secessione dell’Alto Adige dall’Italia per l’Austria. Non è nuova a gesti eclatanti. Anni fa fece installare un cartello con i colori della bandiera austriaca lungo la linea di frontiera con la scritta: Sued-tirol ist nich Italien (l’Alto Adige non è Italia). I manifesti della discordia (circa 800) furono sequestrati (sotto indicazione del giudice Isabella Martin) nel lontano ottobre 2010. Perché la vicenda va avanti fino ad oggi? Perché per quella affissione Eva Klotz è stata condannata ad una multa di 2000 euro. Il 22 dicembre 2011 la corte europea ha accolto il ricorso della tirolese ma il processo (fatto di un braccio di ferro tutto sul “diritto all’espressione”) va comunque avanti.