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Gianluca Buonanno: il leghista alla conquista dell’ultraggente

Galeotto fu l’ortaggio e chi lo agitò: ieri la Lega Nord ha dato spettacolo alla Camera dei deputati, nella persona di Gianluca Buonanno, vicecapogruppo delle cravatte verdi a Montecitorio e leghista di Borgosesia (in provincia di Vercelli). Ex operaio alla “Cartiera Scott” e alla “Valvometal”, è stato venditore di scope Pippo: è figlio di artigiano e ha nonno pugliese. Gioventù nelle Msi (a 16 anni ammirava Almirante), ha fatto i primi passi in politica con Alleanza nazionale, passando poi per il Carroccio. Conosciuto per i suoi exploit nelle sedute d’aula Buonanno è il nuovo Borghezio della corazzata nordica. Anche se lui si definisce antesignano di Brunetta.

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(Fonte facebook Gianluca Buonanno)

LUI CHI È – Già sindaco di Serravalle (a 27 anni) e Varallo, è stato vicepresidente della provincia di Vercelli e consigliere regionale in Piemonte. Quando era amministratore locale Buonanno si è adoperato per il viagra a metà prezzo nel suo paese e ha lanciato una dieta a premi per gli abitanti in sovrappeso. Entrerà nella storia padana per i mega cartelli a Varallo dove vietava l’ingresso ai burqa e ai vu cumprà.

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Star dei pomeriggi di Barbara D’Urso e ospite dei microfoni della trasmissione radio La Zanzara, Buonanno è tipica scuola Borghezio. Davanti alla trasmissione di Cruciani diverrà celebre per aver affermato tutta la sua fede leghista: «Esiste il Grana Padano, quindi esiste la Padania».

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(Foto LaPresse/facebook Gianluca Buonanno)

BUONANNO E IL TROLLAGGIO ALLA BOLDRINI – Ieri alla Camera se l’è presa anche con lei, Laura Boldrini, che presiedeva la seduta antimeridiana.

GIANLUCA BUONANNO. Signor Presidente, quanto tempo ho ?
PRESIDENTE. Ha un minuto, a titolo personale. Prego.
GIANLUCA BUONANNO. Però ogni volta possa intervenire, giusto ?
PRESIDENTE. Allora, mi scuso, perché mi stanno parlando in contemporanea. Lei ha cinque minuti, perché l’intervento non è a titolo personale.
GIANLUCA BUONANNO. Bene. Per sapere sul tempo, perché, altrimenti, dopo non si capisce bene. Innanzitutto, mi fa piacere rivederla qua, signor Presidente, o signora Presidente come a lei piace di più, perché ho piacere di poter parlare guardandola negli occhi, perché lei è un Presidente che sta cercando di modernizzare questa Camera dei deputati; talmente la vuole modernizzare, che aumenta ancora di più le spese, quando questo Paese, in realtà, ha bisogno, invece, di una politica diversa, che è quella di dimostrare, invece, che il Palazzo è più vicino…

«Mi lasci parlare – prosegue Buonnano – Non sono un comunista come quelli, sono un comunista vero io! Non sono come quelli là! Sono diverso! Sono contento di essere diverso. Io capisco che per lei è più importante il tema dell’omofobia, ma c’è, invece, una gran parte del Paese a cui dell’omofobia non gliene frega praticamente niente o poco e a cui interessa, invece, parlare delle cose serie; e le cose serie sono anche quelle che stiamo dibattendo oggi e, cioè, di quello che sono i soldi ai partiti». Frase per frase Buonanno ha continuato a provocare le fila Sel, fino alla stoccata finale tutta per lei, il presidente della Camera: «Guardi che io non sono un deputato di serie b, sono un deputato come tutti gli altri È chiaro signor Presidente?». Il deputato non è nuovo a “confessioni” da Montecitorio. Qui ammette la sua carriera scolastica (due bocciature) tra professori comunisti, Montezemolo e le sue teorie di codice penale per gli omicidi “alla John Lennon”:

BUONANNO E LA FISSA GAY – Cosa è successo invece ieri sera? Alessandro Zan, deputato Sel ed esponente del movimento gay prende parola. Si parla del finanziamento pubblico ai partiti. Il leghista, mentre il collega vendoliano tocca l’argomento omofobia, leva dalla borsa un finocchio e lo mette in vetrina sul suo banco. Toni Matarrelli (Sel) si reca davanti alla presidenza chiedendo provvedimenti. Buonanno non ci sta. Si avvicina a Mattarelli, tra i due si sfiora la rissa. Intervengono gli assistenti parlamentari e il leghista, per sfuggire alle strette di controllo, esce dall’emiciclo. La verace cravatta verde si metterà a cercare il suo rivale Mattarelli per il Transatlantico invano ed inseguito da un commesso. Non soddisfatto, davanti ad un campanello di cronisti si sfoga:«Barilla ha ragione. D’ora in poi mangerò solo la sua pasta». Buonanno non ama gli animi di Sinistra ecologia e libertà. A luglio gli apostrofava con ‘Sodomia e libertà”. L’estate era tutta dedicata a loro e ai maestri gay: «Non ho mai sentito una critica dalla Boldrini o dal suo partito Sinistra e Libertà in merito al pullulare di episodi di maestri e insegnanti gay. I casi sono migliaia, io stesso sono stato vittima di un approccio da parte di un professore gay, ma spesso sui giornali non esce niente e in Parlamento nessuno denuncia questi episodi».

BUONANNO E I PRESERVATIVI AGLI EXTRACOMUNITARI – Anche durante la sua era da sindaco Buonanno si è fatto riconoscere. Ha fatto gli sconti per chi comprava il viagra, ha organizzato pizze (e dieta) per i suoi cittadini, ha lanciato la sua jihad contro il burqa e poi ha speso 200 euro in condom: «Nella città di Varallo – raccontò alla stampa – dove sono prosindaco, circa il 6 per cento della popolazione straniera utilizza quasi il 50% degli aiuti che noi diamo alle famiglie in difficoltà che li richiedono. Per questo regalerò preservativi agli extracomunitari pagandoli di tasca mia». All’epoca li portava sempre con sé: «Entrano in Comune, chiedono di me o di un’altra persona di mia fiducia, ed ecco che possono subito avere un pacchetto. Me li domandano anche per strada, quando mi incrociano». E gli altri? «Si sentivano un po’ discriminati, ma poi hanno capito lo spirito». Già, questione di spirito. Anche se Buonanno ce l’ha un po’ con tutti. Per lui il Sud per esempio è già “Africa”. Il deputato cambia obiettivo come cambiano le stagioni. Prima erano i napoletani senza casco, oggi le carte intestate e i grillini. Sta di fatto però che nel 2007 Buonanno è stato rieletto a Varallo. Saranno stati gli sconti, sarà stato il largo intestato a Lucignolo (non quello di Pinocchio ma la trasmissione tv). Sarà stato il manuale del buon divorzio consegnato ai neosposi piemontesi a fine matrimonio o i rubinetti di una azienda di Serravalle portati come spot (e lui come testimonial) a Mediaset. O forse sarà stato quel suo numero di cellulare. Piazzato sui numeri della città. Deputato a domicilio, anche h24.