La presenza di due valute di riserva ha diviso lo scenario monetario internazionale: gli Stati Uniti non sono più il metro a cui fare riferimento, e stavolta la Federal Reserve dovrà tenere in considerazione l’Europa.
Fa piacere sentire da esponenti istituzionali conferme ad alcune intuizioni che si vanno ripetendo nel tempo. Bini Smaghi, membro del board della BCE, nella sua intervista al Sole24ore del 17/06/08 dice poche cose ma rincuoranti, almeno per chi ha azzardato considerazioni sugli effetti nello scacchiere monetario dell’introduzione dell’euro. Anzitutto Bini Smaghi ricorda, come già fatto da noi, che la BCE è preoccupata delle aspettative di inflazione e non dall’inflazione attuale; inoltre fa presente che le attese di inflazione per i prossimi due anni sono sopra al 2% (confermando implicitamente la “flessibilità” della non-teutonica BCE); infine Bini Smaghi ci ricorda che quel che si ha adesso è ben poca cosa rispetto al passato inflazionistico anche a due cifre dell’Europa.
IL DUALISMO - Ma quello che mi ha fatto più piacere è leggere che “ora ce ne sono due [valute di riserva] così che anche gli Stati Uniti devono tener conto delle condizioni finanziarie e monetarie a livello mondiale”, rafforzato dal fatto che “l’Europa non è costretta a seguire gli Stati Uniti sul fronte dei tassi di interesse” (d’altra parte era chiaro che politiche squilibranti in un contesto monetario “non esclusivo” avrebbero portato a punti di rottura). Questo sottintende molte cose, tra cui il fatto che gli USA non sono più il “metro” monetario e l’ultimo “porto sicuro” in caso di turbolenza dei mercati.
L’economia e soprattutto la finanza mondiali sono “spaccate” in due teoriche aree valutarie dai territori per lo più sovrapposti, il che significa farsi diretta concorrenza per l’attrazione dei capitali nonché, salvo accordi ai vertici, un nuovo costo-opportunità per spregiudicate politiche monetarie lassiste à la Greenspan.
FED E BCE - La BCE deve essere accorta, deve rientrare dal suo subdolo lassismo monetario, farsi più “tedesca” e rendere l’euro quel che doveva essere fino dall’inizio: un approdo per i capitali, una garanzia di protezione dei rendimenti reali, e il vincolo intransigente alla disciplina fiscale dei Governi. Questo andrebbe a incrementare l’appeal della UEM da cui seguirebbe attrazione di capitali, e dall’influsso di capitali seguirebbero tassi naturalmente più bassi e maggiori possibilità di investimento e sviluppo. La Fed dovrà in qualche modo seguire la BCE stavolta, difendere il valore del dollaro e abbandonare il suo inflazionismo, anche se questo anticiperà la grave fase negativa del proprio ciclo economico. Ignorare la BCE trasformerebbe gli USA in un paese elevatamente inflazionato e con capitali in fuga. Ma se la BCE volesse non infierire sulla Fed, assecondando il suo inflazionismo, non salverà né gli USA né l’Europa da una recessione stimabile in un paio di anni ed aggravata dalla distruzione dei valori reali.
UNA SCELTA IMPORTANTE - L’evitare uno scontro “concorrenziale” tra valute è nei fatti assimilabile a continuare ad avere un’unica politica monetaria mondiale, in specie un livellamento verso il basso sul modello USA, il che andrebbe a diffondere (o aggravare) ovunque le condizioni americane di sovraindebitamento e debolezza produttiva, lasciando spazio in Sud America e in Asia per nuove unioni monetarie di crescente appeal per i capitali “occidentali”. Seguire la Fed significa socializzare i costi della sua politica, seguire una “dura” BCE significa reimpostare lo sviluppo economico su binari di sostenibilità. Nell’ultimo trimestre del 2008, verificato se il rialzo del Refi a luglio non sarà isolato, e sciolti i problemi di nomina da parte del nuovo Presidente USA di gran parte dei Governatori delle Fed locali, capiremo quale strada sarà stata scelta.
























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La BCE stà per compiere una colossale belinata!Sostenere la finanza quando la gente non arriva alla fine del mese!I consumi si stanno già riducendo,dobbiamo fermare anche le industrie che ci danno il lavoro?Se io faccio scarpe e la gente non le compera mi sanno dire i santoni della BCE che cosa ne faccio delle mie scarpe?Diranno portale all\’estero che troverai un compratore!Ma se l\’euro và alle stelle chi sarà quel fesso di compratore che metterà le mie scarpe?Allora il mio datore di lavoro non farà più scarpe,ma bottoni,ed il ciclo si ripete?Mi ricordo all\’inizio della comunità europea si erano messe delle restrizioni di produzione per i vari paesi della comunità tale per cui ci furono delle quote,in particolare modo per i prodotti alimentari,oggi sembra che l\’aumento dei costi dei prodotti sia anche dovuto alla scarsità?Pensate che avevano anche stabilito di tenere terreni incolti per il riposo salutare del terreno!Oggi mi vengono a dire che devo mangiare meno per combattere l\’inflazione!Ma fatevi furbi che comunque sarà sempre troppo tardi!
Enzo. Calma e gesso. Cerco di estrarre qualcosa dal commento.
1. Sostenere la finanza quando la gente non arriva alla fine del mese!
Ci si sta lamentando che la BCE inflaziona troppo o troppo poco? Se inflaziona troppo poco, come si evince dall’ultima parte della frase, è l’esatto contrario di sostenere la finanza. Se la BCE inflazionasse, nel breve termine starebbero meglio sia la finanza che i consumi. Nel lungo entrambe peggio.
2. Se io faccio scarpe e la gente non le compera mi sanno dire i santoni della BCE che cosa ne faccio delle mie scarpe?
Salvo problemi ciclici, le merci prodotte vengono pagate con altre merci prodotte, non contro moneta (si chiama “Legge di Say”). La quantità di moneta non conta, quindi. La vera domanda è se nel breve termine vale la pena stimolare la domanda con la politica monetaria: è quello che è sempre stato fatto, e le condizioni macroeconomiche USA provano le conseguenze dell’overdose da inflazione. Un po’ di serietà nel breve termine provocherà una flessione dei consumi. Nel lungo non può che fare bene.
3. Ma se l\’euro và alle stelle chi sarà quel fesso di compratore che metterà le mie scarpe?
L’euro forte favorisce le importazioni e sfavorisce le esportazioni, nel breve termine: metà staranno meglio metà peggio. Ancora una volta, non è stimolando l’economia con la moneta che si risolvono tutti i problemi: si tratta di un effetto di breve termine, come sniffare.
4. Mi ricordo all\’inizio della comunità europea si erano messe delle restrizioni di produzione per i vari paesi della comunità tale per cui ci furono delle quote,in particolare modo per i prodotti alimentari
Ci sono ancora. Sono idiozie degli euroburocrati e delle lobby.
5. oggi sembra che l\’aumento dei costi dei prodotti sia anche dovuto alla scarsità?
Non ci sono alternative. Senza scarsità non ci sono costi. Certo senza quelle politiche i costi sarebbero minori.
6. Pensate che avevano anche stabilito di tenere terreni incolti per il riposo salutare del terreno!
Non proprio, serviva per derubare i contribuenti e avvantaggiare gli agricoltori improduttivi e parassitari. Se un terreno è sovrasfruttato non serve imporre per legge la rotazione: il mercato farà diminuire il valore capitale del terreno e rovinerà l’agricoltore.
7. Oggi mi vengono a dire che devo mangiare meno per combattere l\’inflazione!
Chi? Per combattere l’inflazione bisogna dire alla BCE di essere ancora più seria, visto che di soldi ne stampa troppi.
8. Ma fatevi furbi che comunque sarà sempre troppo tardi!
Ma allora perchè farsi furbi?
Caro Enzo,
alzare i tassi non è un sostegno alla finanza, è una sua restrizione; oltre a questo vorrei che tu come molti altri ricordassero che la finanza non crea nulla, semplicemente trasferisce i soldi da una parte all’altra, e alla fine dipende sempre da come si evolve l’economia reale (senza ricchezza reale il denaro non vale nulla, per capirci).
Vorrei anche ricordarti che il problema dell’inflazione non è al momento un problema di scarsità assoluta (ad esempio per le scorte alimentari), ma un problema di confronto tra quantità di merce e quantità di moneta: essendo la seconda eccessiva varrà meno (compra meno) unitariamente in termini di merci.
Considera comunque che “aiutare i consumatori” (perché indebitati o in quanto lavoratori dipendenti di imprese indebitate) con tassi bassi si scontra con l’effetto collaterale dell’inflazione, che è quello che impoverisce te come acquirente. Vedi tu da che parte vuoi essere fregato, sempre che davvero tu pensi che una azienda possa chiudere per un rialzo dello 0,25% del Refi (già incorporato nei tassi di mercato da un paio di settimane). Non è alto un Refi al 4,5% (ci arriveremo entro l’anno credo), erano troppo bassi i tassi di mercato prima!
Sull’obbligo di riposo dei terreni sono un po’ scettico rispetto alla risposta di LF: la rotazione delle colture, con il passaggio al maggese per non impoverire il terreno, è stata sempre praticata e quella norma forse è una delle poche che semplicemente ripete un atteggiamento “normale”.
@ Premiata ditta leo & pietro
regà, io vi ammiro davvero quando vi mettete lì a rispondere a commenti come questo. Perché dimostrate una pazienza che tanti (me compreso) hanno perso da un pezzo
No, no…..
fate che i fanciulloi venghino a me…….è utile rispondere a tutti perchè questo è atto di umiltà,,,,e l’ umiltà dello studente è oro per il domani……
perchè rispondere a tesi un po’ strampalate è utile esercizio di consolidamento delle proprie idee….’ndo lo trovo un tipo che mi consente di vincere facile ?
il problema però è sempre quello…….conciliare esigenze a breve, brevissimo e concomitanti a fasi elettorali con necessità a lungo i dei cui benefici non si avvantaggeranno i politici-economisti attuali….
risultato…….
abolire il sistema elettorale…istaurare la dittatura e fotteri delle esigenze a brave del pueblo
per questo i monetaristi-liberisti hanno successo in Cile ?
Patroclo, scusa ma questo che c’entra? Il Cile era una dittatura quando Pinochet ha chiesto il supporto dei monetaristi di Chicago, ma non è che il dittatorialismo si concili con l’idea di libertà, anzi ne è l’antitesi. Da parte mia è solo una delle schifezze che il mondo ha prodotto nel secolo scorso, insieme a presunte dittature del popolo che in realtà diventavano dirigismo a ogni livello.
L’esperienza dei Chicago’s è durata molto poco, perché le loro teorie erano appunto di lungo periodo (quanto lungo forse non lo avevano capito neppure loro) e mal si conciliavano con la stabilità a breve che politicamente serviva all’ennesimo fascistello a spasso per il globo.
[...] Giornalettismo.com è stato pubblicato il pezzo "Diumvirato monetario e grattacapi per la Fed", una specie di riassuntino della sfida euro-dollaro sul piano dell’inflazionomia di cui [...]
Leonardo: pensi che serva una legge per imporre il maggese? Penso che un contadino che conosca la contabilità verrà incentivato ad usarlo, altrimenti non saprà come guadagnarsi da vivere. I mercati finanziari lo aiutano a cpaire le conseguenze delle proprie azioni svalutando la sua terra e dandola ad investitori più lungimiranti. Perchè io sono un liberista selvaggio.
monetarista!
:D
Teoricamente non serve, come non serve una legge per il buon senso di assicurarsi l’auto…
Poi non lo so, magari ci potevano essere pressioni “politiche” a scavalcare la buona norma del contadino… Sai, sotto lo Stato succede di tutto.
Nota che la censura predonina!Grazie per liberty first e leonardo che mi hanno commentato come un libro stampato!HO RISPOSTO DUE VOLTE, MAI PUBBLICATE!Non insisto,faccio partr dei perdenti!
per liberty e leonardo.Pensate in questo momento a cena,Draghi e bce,mangiano lingua di canarino ripiena,e pensano di essere al top!Il mio amico che da 40 anni coltiva una vigna,guarda il vento, la luna,il sole e prima di tagliare un rametto ci pensa due volte!Le loro signorie,bevono il brunello a cena ma non capiscono neppure se si tratta di vino o di birra!
La conoscenza dei gusti alimentari di Draghi non compensa un’errata logica economica.
Gregorj che dice Enzo? Lo censuri?
Enzo, se vuoi rispondi direttamente a me, evitiamo problemi.
Libro stampato? Io (e credo LF) rispondo con le cose che so nel modo più chiaro e coinciso possibile. Se poi suona come un libro, sarà che i libri non sono scritti male, ma se per te è un difetto non so, forse hai un brutto rapporto con i libri; dimmi tu cosa vuoi sentirti rispondere.
@ leo:
qui, in partenza, non si censura nessuno. Al massimo, può accadere che commenti pieni di link vengano bloccati temporaneamente dall’antispam di Akismet e rimangano lì finché qualcuno non se ne accorge e li sblocca. Ma non è stato questo il caso: sono andato a controllare e in coda non c’è nulla. Evidentemente, o Wordpress si è mangiato il commento (improbabile) o c’è stato qualche altro malfunzionamento.
Tra parentesi, visto il linguaggio e le argomentazioni di Enzo, non vedo per quale motivo dovrei censurarlo.
Era solo per mettere le cose nero su bianco. Io ho pure dato la mia disponibilità a ricevere direttamente i messaggi, quindi a questo punto non ci sono spazi di incomprensione: se Enzo ha qualcosa da dire, ha i canali per farlo.
Sono d’accordo su tutta la linea (come puoi verificare anche sui miei post) un dubbio mi rimane nel caso in cui la politica FED dovesse divergere da quella della BCE essendo l’economia americana “più grande” di quella europea e più ricca di risorse…il petrolio non sta facendo in questo momento da “moneta” negli scambi commerciali fra i popoli?
Sluti
Io credo che stia facendo da “rifugio” più che da moneta.
Più che della grandezza assoluta degli USA, direi che si dovrebbe parlare dell’origine dei capitali che potrebbero muoversi e spostare il baricentro finanziario; al momento la circolazione è diverse volte il PIL mondiale mi pare, e una parte consistente se non maggioritaria proviene da aree non UE e non USA (la Cina ha come riserva un terzo della circolazione di dollari mondiale ad esempio).
Sono questi capitali che possono creare sudden stop e reversal, ed essendo già esterni al paese di origine non risentono di qualche home-bias.
Se sembra una supercazzola la rispiego.
[...]6. Pensate che avevano anche stabilito di tenere terreni incolti per il riposo salutare del terreno!
Non proprio, serviva per derubare i contribuenti e avvantaggiare gli agricoltori improduttivi e parassitari. Se un terreno è sovrasfruttato non serve imporre per legge la rotazione: il mercato farà diminuire il valore capitale del terreno e rovinerà l’agricoltore[...]
Nemmeno… la PAC serviva secondo gli eurocrati a calmierare il prezzo del grano perchè i parrucconi di Bruxlles volevano farci credere di sapere come controllare il prezzo delle commodities con gli aiuti di stato.
Come è sempre stato, con gli aiuti di stato con controlla un emerico ca**o ed il prezzo del grano sotto la PAC è aumentato 20 volte.
Il Set-Aside, tra le tante pratiche della PAC, in sostanza monetizza il mancato raccolto, cioè in pratica, “assicura” il 20% della produttività del terreno, cioè… ancora più in pratica… da uno stipendio del 20% potenzial,e ma sicuro, agli agricoltori.
Tra le altre pratiche della PAC c’è anche quella di monetizzare i mancati raccolti. Ad esempio… due settimane fa in Toscana, dove non la smetteva più di piovere… c’era che diceva di sperare in una grandinata per non dover fare nemmeno lo sforzo di raccoglierlo il grano, ma di prendersi solo il sussidio.
“Follow the Cash” vi mostra chi ha guadagnato dalla PAC, che ovviamente è anche chi la PAC l’ha proposta.
Quello che è sbagliato è credere all’immagine romantica del contadino. I contadini sono una categoria incredibilmente grezza e litigiosa facilmente disposta ad ammazzarsi a vicenda per un effimero vantaggio economico (vedi scandalo del Brunello… scandalo tutto fatto in “casa”) e tanto meno disposta, soprattutto oggi, a spaccarsi la schiena a raccogliere il grano (sebbene con la mietitrebbia) quando può starsene serenamente a casa a vedere la TV mentre le UE con le tasse dei sudditi gli paga lo stipendio ed il mancato raccolto…
Tanto il pane se lo compra alla COOP col grano importato dall’Asia.
E con questa va a farsi friggere la mia ultima speranza di coerenza della legge…
> I contadini sono una categoria incredibilmente grezza e litigiosa facilmente disposta ad ammazzarsi a vicenda per un effimero vantaggio economico.
E’ interessante come sia possibile sostituire “contadini” con tante altre categorie e la frase mantiene comunque il suo senso di verita’. Anche i pescatori nelle zone militari ricevono dei sussidi per “mancata pesca”, e ovviamente ne approfittano.
Sono tante le categorie che in un modo o nell’altro beneficiano di contributi o sussidi pubblici, ed e’ normale (anche se tristemente immorale dal mio punto di vista) ne usufruiscano, anche imbrogliando.
Purtroppo la fine di questo laccio che lega il mercato (non solo agricolo) non si vede. Leggendo certe dichiarazioni di ministri dell’agricoltura europei anzi sembra si voglia allungare il laccio e stringere di piu’ il nodo, Francia in testa, il suo ministro voleva addirittura che alcuni stati africani creassero una loro Pac. Il mercato statale globale.
Supercazzola prematurata…no mi è chiaro cosa vuoi dire…almeno credo