di Micol Varady
postato alle 14:32 del 25 Giugno 2008 in EsteriTorna alla home

Doveva essere un sogno economico, politico e sociale che unisse ventisette paesi sotto la stessa bandiera. Ma il gran rifiuto dell’Irlanda potrebbe raccontare una storia diversa. Cosa accade e accadrà dopo il terremoto europeo.

Per l’Unione Europea si è trattato proprio di un nerissimo venerdì 13, appunto il 13 giugno scorso, quando è giunto il secco “no” dell’Irlanda al Trattato di Lisbona. Ora la strada per le riforme comunitarie si prefigura di nuovo tutta in salita. Dopo sei anni di tira e molla, nelle capitali europee prevalgono l’esasperazione e la voglia di giungere a qualsiasi costo all’epilogo del capitolo istituzionale. Ventisette Paesi sull’orlo di una crisi di nervi?

NON TUTTI APPROVANO - Questa volta, il folletto della mitologia nazionale irlandese pare abbia giocato un brutto scherzo ai circa 500 milioni di europei. E si è realizzato il paradosso per cui un Paese di appena quattro milioni di abitanti, meno dell’1% della popolazione europea, potrebbe aver posto un veto ai piani di integrazione europea. Come preannunciato da diversi sondaggi, l’Irlanda ha respinto il Trattato d’Unione europeo nel referendum nazionale. Il Trattato di Lisbona è il testo che modifica il trattato sull’Unione Europea e il trattato che istituisce la Comunità Europea, ossia i testi su cui si basa oggi il funzionamento dell’Unione. Per entrare in vigore, il Trattato doveva essere approvato da tutti i 27 Paesi che formano l’UE. Finora sono 18 i Paesi che hanno già provveduto alla ratifica del Trattato secondo le procedure dei rispettivi parlamenti. Dopo il no dell’Irlanda, i nomi che spiccano come ancora mancanti all’appello sono soprattutto Gran Bretagna, Spagna, Italia e Polonia. Il rifiuto di Dublino gela l’Europa. Hanno prevalso le paure sulla perdita d’identità, d’autonomia, di potere per l’Irlanda. Il Trattato non ha generato sufficiente entusiasmo tra la gente comune, che non ne ha compreso  la sostanza e le conseguenze. Ma questa non è una novità. Tutte le volte che gli europei sono stati chiamati alle urne per esprimersi sull’Europa, ne hanno bocciato le idee. L’ultimo episodio risale a tre anni fa, quando Francia e Olanda, due delle “madri fondatrici” del progetto comune originario, si sono manifestate contro la Costituzione Europea. Bocciato anche il Trattato di Lisbona, adesso non è chiaro quali saranno le prossime mosse che l’UE intende compiere.

CONSEGUENZE - Quello che è chiaro, invece, è cosa significa il no dell’Irlanda. Innanzitutto, che a gennaio 2009 l’Europa non avrà, come previsto, un nuovo Presidente permanente del Consiglio e neanche un Ministro degli Esteri. Segue che non ci sarà il ridimensionamento del numero di europarlamentari alle elezioni  della primavera 2009, così come quello dei commissari. Non ci sarà un servizio diplomatico unificato e parallelamente si allontana la possibilità di decidere a maggioranza su un ampio numero di questioni, tra cui immigrazione e giustizia.
Su questi scogli è naufragata la Costituzione. Ma il Trattato di Lisbona, forse, riuscirà a salvarsi. Il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, di fronte alla “Waterloo di Dublino” ha lanciato un appello accorato: bisogna andare avanti con le ratifiche. Si tratta di una reazione prevedibile. È un tentativo per cacciare il fantasma dell’effetto domino dello stop alle rimanenti ratifiche, con allegato deragliamento del Trattato e altri lunghi anni di negoziati sulle nuove regole da dare all’Unione. Come a tentare di spegnere il nuovo focolaio che minaccia la casa comune europea, gli fa eco il presidente francese Sarkozy, che dal primo di luglio 2008 sarà il prossimo presidente di turno dell’UE. È Sarkozy ad avvertire che, senza nuove regole, l’Europa non potrà accogliere altri soci, non la Croazia ormai al traguardo, non la Serbia e gli altri Paesi balcanici che seguono a ruota.

PIANO “B” - Sulla coda di queste affermazioni la maggioranza dei governi, guidata da Francia e Germania, si è pronunciata per continuare nel processo di ratifica. A differenza di quanto è accaduto nel 2005 dopo la bocciatura francese della Costituzione, questa volta potrebbe esistere un “piano B”. L’idea che corre per i corridoi di Bruxelles è quella di raggiungere entro la fine del 2008 almeno i quattro quinti delle ratifiche. A questo punto si costringerà gli scettici a scegliere: o ratificano, accontentandosi al limite di qualche protocollo che consenta loro di salvare la faccia, o accettano un’appartenenza all’Europa solo parziale e limitata, visto anche che il nuovo Trattato prevede un meccanismo di uscita dall’Unione. Giuridicamente si tratta di un’ipotesi che fa acqua da tutte le parti. Tuttavia, se ci fosse una forte determinazione politica da parte di tutti i maggiori Paesi, il progetto avrebbe buone possibilità di poter trovare uno sbocco concreto. Dopo tutto, non sarebbe la prima volta che i dirigenti europei modificano i testi comuni per soddisfare esigenze nazionali. Ma gli sforzi dei più convinti europeisti non possono nascondere che ormai la battuta d’arresto c’è stata. I danni prodotti dal “no” irlandese restano gravi. Per quanto “elegante” possa essere la pezza che i governi europei riusciranno a mettere al già rattoppato vestito europeo, la fiducia nella democrazia rappresentativa proposta dall’UE si è ulteriormente incrinata. Quello che resta da fare è salvare il salvabile e aggiustare il meccanismo del consenso che, così come concepito, evidentemente non funziona.

LETTURE (173) | COMMENTI (3)STAMPA - FALLO LEGGERE


GNetwork

L’opposizione è in piazza, contro il Lodo Alfano e le politiche del Governo di Blogue Pol
(Il Pd ombra a guardare l’Italia, (di calcio) in attesa della propria manifestazione non anti-governativa, di “incoraggiamento e sostegno al Gover. […]

Nuova Alitalia vergine. Sulle spalle degli italiani di Blogue Pol
  Con il primo Consiglio dei Ministri dopo la pausa estiva, Berlusconi ha ripreso la sua mission immaginifica. Tra miracoli territoriali come il sott. […]

Guarda la mia mano che ti fa ciao ciao di Buraku
Sono in procinto di partire per quello che è già stato ironicamente definito "il viaggio della speranza". Due veneti ed un bergamasco allo sbaraglio. […]

La soluzione a portata di mano di Buraku
Convivo con una bull market prophet e non me ne sono mai accorto.

Prova a dire "mnemonico" di Devilmath Kingdom
Oggi scrivo per salutare un amico. Un amico che non c'è più, morto annegato. In una fossa biologica. Eh, la vita ha anche queste sfaccettature grott. […]

CAZZOPHAIGATA di Devilmath Kingdom
Al condannato veniva tolta la camicia, e costretto a sdraiarsi con la pancia a terra. Dai due aiutanti del boia gli venivano legate le mani dietro la. […]

Irrecuperabili di Francesco Costa
La donna che di recente ha detto durante un comizio di McCain che Barack Obama è arabo ha scritto la stessa cosa in 400 lettere inviate in giro per i. […]

Venghino di Francesco Costa
L’esperimento del newsharing macina adesioni ma ancora non abbastanza da permetterci di partire. Di che si tratta? Di comprare - in dieci: cinque eu. […]

Suonala ancora, Mr. Wright di Just Frank
Non era mia intenzione scrivere un post commemorativo, né è mia abitudine postare articoli copiaincollando un video ed è finita lì, ma stavolta do. […]

Il piano più diabolico dell’universo di Just Frank
Premessa: avevo scritto questo articolo giorni fa, ma dopo poche ore era andato perduto. Un fulmine ha colpito la server farm nella quale è ospitato. […]

Preso in parola di L'altro blog era piu' bello
Hai voglia a fare lo spiritoso, questi sono oltre ogni ironia.Pubblicato da Aioros | Commenti (4) Tags: luca zaia, ristoranti cinesi, italianita   . […]

I giovani vanno di fretta di L'altro blog era piu' bello
Quando tra qualche settimana sentirete parlare di primarie dei giovani del Pd, di grande giornata di democrazia e tutte quelle robe lì, ricordatevi d. […]

Sporchi imperialisti guerrafondai americani? No, cinesi. E allora cala il silenzio di La Voce del Padrone - main feed RSS
La BBC ha flimato ulteriori prove della violazione dell'embargo ONU sulla fornitura di armi al Sudan, impegnato ad usarle in Darfur per spazzare via u. […]

USA 2008: Una sconfitta non annunciata di La Voce del Padrone - main feed RSS
continua

BWV 971 (II) - 1735 di malvino

Un club di carnivori di malvino
È proprio tra i cattolici del Regno Unito che la conversione di Tony Blair ha sollevato qualche malumore, e comprensibilmente, bisogna dire, tenuto c. […]

Ne basta uno di nullo
Queste sono, tutt'oggi, le previsioni di RCP: questa mappa, che colora tutti, ma proprio tutti, i toss-ups, e' la stessa da mesi; ha addirittura resis. […]

Anche Biden mette in discussione le scelte di Obama di nullo
Questa mattina l'Irish Times riporta una curiosa dichiarazione di Joe Biden: "Hillary Clinton is as qualified or more qualified than I am to be vice-p. […]

Giovani Ricercatori del CNR di Parma occupano l'istituto. E' protesta contro Brunetta di talentosprecato
Parma. Quelli del CNR  CONTRO L'AMMAZZA PRECARI.CLICCA  QUI.

Post in Progress. di talentosprecato
Da CodiceInternet Milano. Appunti sparsi in video rubati ed improvvisati.Dovrei scrivere. Sarebbe meglio