In tv non basta essere bravi per tenere la scena un’intera serata. Se Fiorello ci riesce, non è detto che Crozza e Cortellesi facciano altrettanto
“Senza satellite”: la rubrica-antologia di tutto quello che si è costretti a vedere quando non ci si può permettere la pay-tv. A Cura di Galatea.
In principio c’è stato Fiorello. Che è simpatico, ok, ma soprattutto è uno che, piaccia o non piaccia, un palcoscenico lo riempie anche se si soffia il naso. Balla, canta, recita, dice battute con una naturale verve che, anche se magari i copioni non sono granché, si ride lo stesso. Fiorello è uno di quegli artisti che, oltre
alla bravura, hanno il tocco di Re Mida: ogni cretinata facciano, funziona. Dei tanti pregi che ha, però, Fiorello ne possiede soprattutto uno di enorme: sa quando fermarsi e come. Quindi, dopo i primi successi, non ha cercato di prendere l’aria intellettuale per piacere a quelli colti, né ha sentito il bisogno di pecoreggiare per inseguire i gusti del pubblico: onesto artigiano ha continuato a fare quello che sa fare, cioè, su un palco, quasi tutto, e ha dimostrato l’incredibile buon senso di prendersi delle sane pause di riflessione, tornando a rigenerarsi in teatro o in radio. Purtroppo, dopo il suo Stasera pago io l’artista italico ha conosciuto un nuovo tipo di spettacolo tv: l’one man show, ovvero l’occhio di bue fisso e puntato per due ore su un unico protagonista, che balla, canta, recita, si dimena e disquisisce di attualità, fa ridere e fa satira. Siccome il pubblico pareva gradire, i produttori ci si sono buttati a pesce, dimenticando però che di Fiorello, o di Projetti, ne nasce uno alla generazione. Gli altri, per quanto bravi e preparati, uno show tutto intero non lo reggono, e, soprattutto, il pubblico non riesce a reggerli per un intero show.
VITTIME ILLUSTRI - Il primo a cader vittima della sindrome da one man show è stato Maurizio Crozza. Inarrivabile quando imita Parisi e Veltroni così come era geniale quando imitava Pavarotti. Crozza il mestiere in mano ce l’ha, perché è comico, ha la gavetta teatrale alle spalle, sa cantare, recitare. Ma se per dieci minuti può essere esilarante, per due ore annoia. I suoi comprimari lo aiutano finché possono: per dire, persino Ambra, alle volte, riesce ad avere un senso; ma lo spettacolo, nel complesso, si sfilaccia. Gli ospiti costretti a cantare, per esempio, in duetto con Crozza, le canzoni di Giorgio Gaber sono forzatissimi, nonché, spesso, proprio stonati; le scenette comiche con le attrici di passaggio andrebbero per lo meno provate mezz’ora in più, visto che, quasi sempre, la grande interpretazione si riduce alla protagonista che strizza gli occhi per leggere maldestramente le parole sul gobbo (la Gerini, notoriamente miope, non ci
riusciva proprio: o vi assicurate che impari il copione a memoria o vedete di usare un gobbo con le lettere più grandi, per favore!). Le battute di satira, poi, mosce, moscette, moscissime: le migliori le riserva per Ballarò, il martedì, e alla domenica restano gli scarti. Quanto a Scalfarotto, che fa il finto giovane finto simpatico e finto alternativo in finto collegamento da fuori, una richiesta semplice e diretta: non chiudetelo fuori, fatelo fuori, punto e basta.
PARITA’ FRA I SESSI - Anche le donne, però, si gettano nell’arengo dello show solitario, con risultati, ahimè, altrattanto deludenti nel complesso. E così su raitrè debutta Paola Cortellesi, con Non perdiamoci di vista. Anche qui, parlare male della protagonista è difficile. La Cortellesi è brava. Sa cantare, anzi, ha una voce stupenda; sa recitare, ed infatti, all’interno dello show, i suoi monologhi sono la cosa più toccante e bella; sa stare su un palcoscenico e, per soprammercato, è pure una bellissima ragazza. Ma lo spettacolo tutto di fila è una mattonata. Che cosa esattamente non funzioni è persino difficile dirlo, ma l’insieme, con gli ospiti, i siparietti, i numeri, Francesco Mandelli e la band che suona dal vivo, e gli argomenti e i temi così politicamente corretti hanno un che di lugubre, anzichè di ilare e scapricciato. La satira latita, la caricatura della Moratti non decolla, quella di Sara Palin è finita sul nascere per la prematura scomparsa elettorale della parodiata, prendere per il sedere la Michelle Obama non ha poi alcun senso reale, le battute non hanno mordente. L’attualità, che in un programma satirico dovrebbe essere proprio quella che regala verve e innesca il fuoco di fila di battute, è invece la parte che appesantisce il tutto, tanto che lo spettatore, quando subodora che sta per partire la battuta di critica politica o sociale ha l’istinto di alzarsi per andare al bagno. Ma forse, poveri Crozza e Cortellesi, non è neppure colpa loro. È che su questa nostra attualità italica, in questo momento, c’è proprio poco da ridere.
























scusatemi, ma vedere messi sullo stesso piano uno come il qualunquista Fiorello (anche nella sua supposta comicità perché, ovvio, la comicità e il divertimento sono cose, per fortuna, assolutamente soggettive)e un fuoriclasse assoluto dello spessore “storico” di Gigi Proietti mi fa cadere le braccia…
A me sinceramente Fiorello in TV mi ha sempre fatto venir su due gran m….
Sarà che mentre lo senti alla radio comunque fai qualcos’altro. E’ a bassa intensità… un po’ come la musica degli ascensori.
AG, fratelloooo!:-)
Non seguo Fiorello in radio né altrove, però devo dire che l’ultima volta che mi sono rotolato dalle risate è stata quando ho visto questo:
http://www.youtube.com/watch?v=JKJm3Hc16yg
abbiate pazienza se ho dei gusti così orribili ._.
@cordapazza
Io poi sono follemente innamorato della Cortellesi (anche se devo ammettere che l’ultimo programma non lo ho ancora mai visto, sto dedicando alla TV non più di un paio di ore a settimana).
no francé, preferisco i comici di telenorba!:-)
@cordaperipatetica: dimmi ti prego che ti riferisci a Toti e Tata, perché se stai riferendoti a quei “cosi” che fanno Mudù e robe simili… o-O
toti e tata forever! però mi fanno ridere pure i gruppi musicali folkloristici: una volta uno si esibì una pizzica che a un certo punto virò nel reggae, giuro!
@cordapazza:
http://www.facebook.com/group.php?gid=31158602447
@AG: ti consiglio l’imitazione che la Cortellesi fa della Gelmini in stile HAL 9000: geniale!
@just. grazie!
Mmm…
Fiorello regge il palco per 2 ore perchè oltre a cantare(così così)ironizza sull’aria fritta.
Ogni volta che ha provato a prendere una posizione su qualche cosa è diventato un moralizzatore qualunquista…”Italiani non andate a votare…”
Bisogna stare attenti a non confondere la satira con l’intrattenimento.
La Cortellesi e Crozza sono 2 che provano a fare satira(con risultati sicuramente discutibili)ma meritano comunque molto più rispetto di un intrattenitore nazionalpopolare con spalla ammaestrata e sorridente(Baldini smetti di ridere!!!!).
Saluti
Quoto l’articolo, la Cortellesi e Crozza non ce la fanno proprio, da soli.
Non so se dipende dalla onemanshowita’ o semplicemente dai testi che gli scrivono, io propenderei per questa seconda ipotesi ricordando i fasti di Mai dire etc.
E giuro che non ce l’ho con loro, ho seguito la prima stagione di Crozza e il primo programma della Cortellesi (non questo, quell’altro) con grandi aspettative rimanendo pero’ deluso.
Cordapazza, perchè definisci Fiorello un “qualunquista”?Il nesso che sussiste tra Fiorello e Proietti è il “talento”:o ce l’hai o non ce l’hai…e non si insegna…è innato!entrambi hanno la predisposizione naturale alla comicità, dono di madre natura!
…qualunquista Fiorello, forse perchè non ha alle spalle studi di arte drammatica come Proietti?
Il “qualunquista Fiorello” ha anche un ottima dialettica!
“Io non lascio niente, come non lascia niente nessun attore. Noi vendiamo solo delle chiacchiere.”…diceva spesso Totò.
Trovo qualunquista la sua comicità addomesticata, nazional-popolare e all’acqua di rose,quella che paice a Del Noce, tranquilla, come rilevava prima di me Filippo. Non c’entrano gli studi di arte drammatica, tant’è vero che io muoio dalle risate quando rivedo l’Abatantuono degli inizi, ad esempio. Ma, ripeto, la sensibilità al comico è un po’ come quella al dolore: c’è chi urla e corre per una puntura di spillo, chi sostiene un macigno sul piede senza battere ciglio. Non posso farci niente se Fiorello ai miei occhi è rimasto, in sostanza, l’animatore per famiglie al Villaggio Valtur di Ostuni, mentre Proietti mi fa morire già se muove in una smorfia un muscolo del viso.
Crozza e Cortellesi sono bravissimi… presi a piccole dosi!
Insomma se sono parte del programma vanno benissimo, se invece devono fare il programma… be mostrano un pò la corda ed alla fine diventano una mattonata soporifera.
Fiorello è un grande intrattenitore e non ci sono santi, non è che per essere comici si deve fare per forza satira politica… basta anche essere nazionalpopolari per farmi sganasciare dalle risate!
Proietti (quello di qualche anno fa) è un grandissimo, nettamente superiore a Fiorello… ma nettamente superiore un pò a tutti a dire il vero… io ancora rido come uno scemo quando guardo “a me gli occhi please”
“Trovo qualunquista la sua comicità addomesticata, nazional-popolare e all’acqua di rose,quella che paice a Del Noce, tranquilla, come rilevava prima di me Filippo.”
In effetti ci troviamo di fronte a due comicità diverse!e la diversità è dovuta al “tubo catodico” cioè la TV che non implica recitazione facciale e gestuale, cosa che invece avviene nel teatro: motivo per cui Proietti affascina di più!
Alla TV manca un estetica,manca l’arte e recitare in TV è un pò come morire…e la bravura vien un pò nascosta!
Fiorello è un intrattenitore piacevole ed eclettico…ma penso che si debba dare giusto spazio anche agli altri, senza pretendenre che facciano come lui o che reggano un intero spettacolo da soli. Ognuno ha i suoi punti di forza
Concordo sull’analisi della Cortellesi che aspettavo anch’io al varco con le migliori intenzioni.
Trovo il “non capire perchè e cosa non funzioni” una epitome perfetta. Lo show della Cortellesi è come quell’incontro perfetto dove tutto va come andrebbe e tutti vorrebbero stare altrove.
Ho l’impressione che la soluzione sia semplice e classica.
Se vuoi far ridere non devi saper fare tutto e devi essere credibile ossia non devi spostare il focus dalle battute. Tradotto, devi essere un limitato cessotto.
Tradotto, se sei una bella donna (discreta, non è certo una pin up, piatta com’è) guai cantare, guai mostrare la coscia salvo tu non ce l’abbia storte, e fare le imitazioni alla Noschese o Guzzanti ossia camuffandoti completamente nel personaggio.
Se vuoi fare Fiorello, quando canti fai Hollywood o niente. Per fare Hollywood devi avere il cachet per le guest star alla Minnelli o Hoffman, nessuna spalla cretina.
Se canti e fai la Mannoia o la canzone d’autore, e sei bella e sei intonata, è latte alle ginocchia garantito.
Chiudo con un solo appunto. Michelle Obama come personaggio ce l’ha un senso. Non è facile come la figlia di Clinton ma se po fa. E’, con quel grugno e quell’aria da boxeur, l’esempio più eclatante di razza cafona sul pianeta, di wannabe. E’ la grande occasione di sfottere il robot Obama e pigliarsi la rivincita.
Vedrai che il Bagaglino la farà sicuramente.
E se Domineddio ci mette una mano e convince i repubblicani a rilanciare la Palin, tra quattro anni ne abbiamo due di donne di potere da mettere alla berlina.
Saluti.
Ps
Crozza non ha futuro come non ce l’ha quel tipo di comicità lì, del “dì qualcosa di sinistra”. Perché la sinistra e come dovrebbe essere non è un tema che riguarderà la prossima generazione. Già al momento, in quel genere lì, Diego Bianchi fa più ridere di Crozza.
Cortellesi dovrebbe adattarsi al convento, tifare per un invecchiamento rapido e accettare supinamente di ripetere una carriera alla Goggi, anziché pensare di essere Delia Scala, che già sarebbe tanto. Spalla a un Gerry Scotti, è la morte sua.
Di nuovo.