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La nuova frontiera del riciclo dei pneumatici usati

Dove butto il pneumatico usato? Lo riciclo e lo trasformo in asfalto silenzioso. Sembra una battuta ma è ciò che sta avvenendo grazie ad una normativa datata 2011 che consente una riutilizzazione completa della “gomma” ormai non più necessaria per la guida.

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IL RUOLO DI ECOPNEUS – Ecopneus è la società senza scopo di lucro formata dai principali produttori di pneumatici nata a seguito dell’articolo 228 del Decreto Legislativo 152/2006 il cui compito è quello di rintracciare, raccogliere, trattare i pneumatici fuori uso, chiamati Pfu, per poi dedicare il prodotto alla destinazione finale. La società identifica i punti della generazione del rifiuto-pneumatico. Vengono mappate le posizioni delle stazioni di servizio, dei gommisti e delle officine, dei demolitori, oltre che i luoghi in cui le gomme vengono definite “fuori uso”. I Pfu possono essere destinati a due tipi di utilizzo, ovvero il recupero del materiale o il recupero di energia. Inoltre il Pfu ha un potere calorifico pari a quello del carbone e per questo viene utilizzato in settori in cui si richiede una grande produzione di energia.

DALLA GOMMA AL GRANULATO – Il Pfu viene frantumato per produrre granulato di gomma e polverino. Il metodo più usato è quello della macinazione meccanica che avviene a temperatura ambiente. Il granulato, così come il polverino, può anche essere prodotto grazie all’azoto liquido mentre in futuro si dovrebbe arrivare alla frantumazione ad opera di getti ad altissima pressione. In questo schema poi vengono spiegati gli usi del granulato e del polverino, che dimostrano come il riciclo dei pneumatici possa rappresentare nel tempo un’incredibile fonte di energia da poter sfruttare anche per una migliore razionalizzazione delle risorse.

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I granuli possono essere usati per realizzare campi di calcio, pavimenti, strade ed impianti per isolamento acustico. Il polverino invece serve per realizzare sigillanti, adesivi, vernici e riciclo in mescola. Il cippato ciabattato invece viene destinato alla realizzazione di strade ed acciaierie elettriche. Il pezzo viene poi consegnato ai cementifici ed al Genio Civile. Stesse destinazione per i pneumatici interi, con l’unica differenza che a goderne sono, anziché il genio civile, le centrali termiche.

L’ESEMPIO DI FERRARA – Quindi già oggi i Pfu vengono usati per realizzare bitume e campi di calcio. E la cronaca degli ultimi giorni ci regala alcuni esempi che dimostrano come, grazie allo sfruttamento delle potenzialità date dalla tecnologia, sia possibile sfruttare quella che poteva essere considerata spazzatura trasformandola in opportunità. Come ci spiega Rinnovabili.it a Ferrara è stato deciso di rimuovere ottomila tonnellate di pneumatici abbandonate nel deposito di Diamantina, nell’area industriale della città estense per trasformarle in asfalto riciclato con il quale è stato realizzato un tratto di una via comunale, ovvero Via Pomposa.

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La notizia ha una doppia valenza. Non solo è stato trovato un modo per utilizzare Pfu ormai inutili, ma è anche stato eliminato un problema, quello dei pneumatici abbandonati, che ha preoccupato non poco la cittadinanza. L’azienda che doveva riciclarli è fallita ed attraverso Ecopneus è stato possibile recuperare i rifiuti e realizzare un bitume arricchito ritenuto performante. L’asfalto “condito” non solo garantisce una minore rumorosità del traffico ma assicura una migliore tenuta ed offre maggiori garanzie in termini di spazio di frenata e acquaplaning.

 

UN ASFALTO PIÙ SICURO – E per finire, come ha spiegato Ecopneus, «La gomma dona maggiore elasticità alla pavimentazione permettendole di resistere maggiormente alle deformazioni dovute al passaggio veicolare e ai danni stagionali, come crepe, fessure e buche». La soluzione si presta quindi a risolvere quelli che sono i problemi legati all’usura del traffico ed all’azione degli agenti atmosferici, una piaga per gli automobilisti e non solo italiani. Rinnovabili conclude spiegando che con questa tecnica potrebbero essere realizzati in tutta Italia 8300 chilometri di asfalto gommato l’anno grazie al recupero di circa dei 35 milioni di pneumatici che, sempre ogni 365 giorni, arrivano a fine vita nel nostro Paese.

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IL PROGETTO DI FIRENZE – L’esempio di Ferrara è stato seguito da Firenze, la città che ospiterà i prossimi Mondiali di Cicilismo che si terranno dal 22 al 29 settembre prossimi. La municipalità toscana ha realizzato con questa tecnica 250 metri di strada di via Pistoiese, all’incrocio con Via Golubovich, un percorso che verrà sfruttato dai ciclisti in tutte le gare in programma, escluse le crono alle Cascine e quelle previste al Mandela Forum. L’obiettivo era quello di mostrare ai cittadini cosa significa questo nuovo tipo di pavimentazione a bassa rumorosità, a basso consumo ed a basso impatto ambientale. Se ne parlerà in un apposito convegno che si terrà il prossimo 15 ottobre organizzato da Ecopneus e Comune di Firenze e chissà che non si tratti di un’occasione per sensibilizzare ancora di più il Paese sulle opportunità del riciclo dei Pfu.