Storie di ordinaria follia: Trento, il cuoco (non) gay violentato con una staccionata

Per il Fatto Quotidiano siamo “oltre Arancia Meccanica” Una storia terribile, ce la racconta il Fatto Quotidiano: una vicenda che...

Per il Fatto Quotidiano siamo “oltre Arancia Meccanica”

Una storia terribile, ce la racconta il Fatto Quotidiano: una vicenda che si è già ritagliata qualche spazio sui media locali dell’alta Italia, visto che si svolge a Trento, Canazei per la precisione. Un cuoco di origini inglesi,  si trova in un Pub dove, alla fine della sua stagione lavorativa, pare abbia tentato un approccio con uno degli astanti. Per tutta risposta, e in due fasi, viene picchiato selvaggiamente dal ragazzo a cui si era rivolto, che lo massacra insieme agli amici di lui.

TRENTINO JUNGLE – Nel civilissimo trentino, esempio di civiltà, succede anche questo.

Gianluca Costantino (diciannovenne che lavora in una pizzeria) ha la sensazione di essere avvicinato da un uomo. Si tratta di John Trevenen William Harris. Costantino li definirà “t e ntativi molesti” durante l’i nterrogatorio cui è stato sottoposto dagli inquirenti che hanno indagato su ciò che è accaduto quella notte che, per Harris (45enne) ha rischiato di essere l’ultima della sua vita. Gianluca Costantino è stato il primo a picchiare il cuoco inglese: l’ha colpito, gettato a terra continuando ad infierire su di lui. Solo l’intervento di due testimoni ha interrotto il pestaggio. Il diciannovenne è poi rientrato a bere insieme agli amici Stefano Merighi (21 anni) e Diego Fosco (19) mentre Harris si allontana.

Prima fase: nel pub, la storia finisce lì. Troppa gente, forse, a guardare. Troppi occhi indiscreti ad assistere a quello che, poche ore dopo, si risolve in un tentato omicidio.

VIOLENTATO CON IL LEGNO – I tre ragazzi rintracciano il cuoco in un parco vicino e si scatena una violenza selvaggia che lo lascia praticamente morto in terra.

Il secondo round, come raccontano le carte del capo di imputazione della Procura di Trento, inizia dopo un paio di ore in un parco adiacente la piscina di Canazei. I tre “ben consapevoli della precedente aggressione” si scagliano di nuovo contro Harris. La descrizione sta nelle parole usate dai pubblici ministeri Davide Ognibene e Licia Scagliarini. L’uomo viene percosso selvaggiamente, con una raffica di calci e pugni, colpito anche con liste di legno divelte dalla vicina staccionata e spezzate per la furia dei colpi. Viene denudato, lasciato con la sola maglietta, inerme a terra. Ma non finisce qui: in un crescendo di violenza su Harris – solo contro tre – che viene anche violentato con le stesse staccionate di legno. Infine, l’u ltimo gesto sprezzante quando uno degli aggressori (secondo gli inquirenti fu Diego Fosco) “orina sul viso dell’uomo già privo di sensi”. Un passante, intorno alle 6 della mattina, trova la vittima rannicchiata in posizione fetale, immobile, sanguinante sulla neve e in evidente stato di ipotermia.

BESTIE – Omicidio aggravato plurimo e violenza sessuale di gruppo le ipotesi di reato formulate dal Pm. La vicenda processuale va avanti, mentre dell’uomo, ormai irreperibile, si hanno solo le parole rilasciate in un intervista esclusiva all’Adige.

Erano feroci come cani nel branco. Ricordo che ero fuori dal pub, c’era una strada lunga e buia. Attorno a me c’erano cinque ragazzi che indossavano dei giacconi nero brillante. Avevano i capelli scuri e parlavano italiano. Me li sono trovati addosso mi hanno detto qualcosa, ma io non ho capito perché non conosco bene la lingua italiana. A un certo punto uno mi si è avvicinato e mi ha colpito. Hocercato di spingerlo via ma sono arrivati gli altri

Chissà se conta qualcosa: John, non è neanche omosessuale. Aveva forse voglia solo di compagnia, quella sera.

Non so, non capisco. Forse quei ragazzi sono pazzi. Gli investigatori parlano di aggressione omofobica. Potrebbe essere. È un’ipotesi. Ma io non sono gay, sono e t e ro s e s s u a l e