Le bombe finte, quelle vere e chi le spara grosse 3
23/06/2008 - Replica: “Ciao, 1) Mi è sembrato un dovere morale replicare a quanto da voi detto perché ritengo fortemente offensiva nei miei confronti qualunque accusa di partigianeria per i palestinesi nella questione mediorientale. Perché, pur non occupandomi di politica estera, le
Replica:
“Ciao,
1) Mi è sembrato un dovere morale replicare a quanto da voi detto perché ritengo fortemente offensiva nei miei confronti qualunque accusa di partigianeria per i palestinesi nella questione mediorientale. Perché, pur non occupandomi di politica estera, le mie convinzioni di adulto razionale sono l’esatto contrario di quelle che sono stato accusato di avere. Ovvero, sono perfettamente cosciente della differenza tra stati democratici e monarchie assolute, come ti ho già detto. Così come sono perfettamente cosciente del ruolo miserabile del fondamentalismo islamico (che mi sento in dovere di combattere, come tutti i fondamentalismi) in quanto accade ed è accaduto. Spero di essere stato chiaro.
2) Dici: “Ho visto, sì, che la stragrande maggioranza dei commenti ha riguardato la verità/falsità, liceità/illiceità di quanto accaduto a Falluja, come se il decidere in un senso o nell’altro potesse aggiungere o togliere qualcosa al merito – o demerito – dell’articolo, e la cosa mi ha dato parecchio fastidio, come mi dà fastidio tutto ciò che è fuori tema e fa perdere inutilmente tempo“. Ora, a me sembra che questo sia in palese contraddizione con quanto da te affermato nella mail del comunicato, dove dicevi: “alcuni dei quali contengono interessanti osservazioni tecniche che potranno aiutare i nostri lettori a formulare le lettere da inviare al sito“. Come ti sarà agevole notare leggendo tutti i commenti e il loro tono, i più preparati si sono limitati a formulare, con il condizionale, dei dubbi su quanto affermato dal medico palestinese. Baron Litron, che non può essere certo accusato di essere antisemita, non a caso scrive “ho letto le tue precisazioni sull’articolo, e la risposta a HonestReporting (che a me in questo caso è sembrato leggermente fuori allenamento)” prima di dire che continua a dubitare che gli effetti descritti siano probabili (ma giustamente non si sente di escluderlo, anche perché nel frattempo in questo commento si posta un documento nel quale si afferma invece che quanto descritto è scientificamente possibile).
3) Dici che dall’articolo si capisce che i palestinesi vengono colpiti senza motivo. L’autore qui spiega meglio la sua posizione.
4) Dici: “Quanto alle fonti, l’UNRWA è, notoriamente, una struttura creata unicamente per far sì che i profughi palestinesi rimangano tali in saecula saeculorum, gestendo decine di miliardi di dollari, e condotta per lo più da palestinesi fortemente legati ai gruppi terroristici: fonte attendibile?“. Purtroppo, però, scambi un giudizio critico su una struttura con una valutazione di attendibilità. Ora, io sono perfettamente cosciente di quanto tu affermi, ma in ogni caso questo non squalifica l’Unrwa come fonte. Mi spiego con qualche esempio: se i servizi segreti italiani emettono un comunicato nel quale affermano che in Italia la criminalità organizzata sta per compiere attentati con l’esplosivo (è un esempio, scusami la semplificazione), non si può dire che affermano il falso ricordando che un loro generale è stato condannato per strage. Quando un’organizzazione (in questo caso stiamo parlando di una struttura che fa capo all’Onu) dice qualcosa, è di per sé una fonte attendibile. Fino a una smentita nel merito che, in questo caso, non c’è. Se Israele afferma ufficialmente: “oggi abbiamo sparato contro un terrorista palestinese“, la sua versione – che è quella di un ente ufficiale – non può essere smentita dicendo, PER ESEMPIO: “non era un terrorista perché Israele ha mentito in un’occasione precedente X“. Non è serio, e non sarebbe rispettoso nei confronti dello stato di Israele. Allo stesso modo, se Berlusconi o Prodi affermano, nella loro veste di presidenti del consiglio, qualcosa in merito a una questione politica, non rappresenta una smentita il dire: “Eh, vabbeh, ma Berlusconi (Prodi) è un cazzaro, si sa: in altre 10 occasioni ha detto una cosa e ne ha fatta un’atro”. Questo si può anche legittimamente pensarlo, o dirlo come critica. Ma non si può – ripeto: non si può – considerare una fonte ufficiale come “squalificata” senza una confutazione nel merito di quanto ha affermato. Questa è metodologia giornalistica spicciola, che un’organizzazione la quale si ripromette di correggere gli errori dei media dovrebbe conoscere.
5) Dici: “D’altra parte la scuola di propaganda fondata da Ramonda Tawill, suocera di Arafat, costa oltre un milione di dollari all’anno: ci mancherebbe che non fossero capaci di dare a bere quello che vogliono!“. Ti dirò: in occasione della morte di Arafat sono andato alle esequie organizzate a Roma nella sede dell’Anp vicino Piazza Venezia per un servizio. Dopo aver visto con i miei occhi quello che ho visto, e sentito quello che mi è toccato sentire con le mie orecchie (la loro sfiga è stata che credevano che io non capissi il francese…), concordo assolutamente con te. E mi sono vergognato di ospitare nel suolo italiano gente del genere.
6) Sono veramente costernato del fatto che nella tua replica tu non abbia detto nulla a proposito dell’accusa di essere pagato dai terroristi rivolta all’autore dell’articolo nei commenti. Un’accusa che ha ferito profondamente sia lui che me. Perciò ti chiedo: secondo te, è giusto quanto accaduto? Mi interessa molto il tuo parere su questo.
In conclusione: anche se l’appello che tu hai mandato non ha comportato un mail bombing nei nostri confronti (finora né nei commenti né nella nostra casella email sono arrivate lettere indignate), sarei felice se tu volessi inoltrare il nostro carteggio a tutti coloro ai quali hai mandato la prima mail. Dico questo proprio per evitarmi di rispondere pubblicamente ad accuse tanto gravi nei nostri confronti. Credo che sia doveroso per far comprendere a chiunque che da parte nostra non c’è nessuna malafede né tantomeno antisemitismo. Noi non siamo tifosi, e cerchiamo di fare il nostro mestiere in coscienza, correggendo gli eventuali errori (è accaduto: solo chi fa, sbaglia). Vorrei che di questo tutti foste consapevoli.
Saluti cordiali anche a te”
Controreplica di HR-Italia:
“1) * No, un momento: tu sei il direttore di Giornalettismo o l’autore del pezzo? Vorrei ricordare che le critiche sono rivolte UNICAMENTE al pezzo, non a Giornalettismo.
2) * naturalmente mi riferivo alle obiezioni di tipo tecnico sugli effetti del rumore, quindi nessuna contraddizione.
3) * sì, l’ho letto, e sono rimasta inorridita. Lasciamo pur stare l’arroganza dei toni, e veniamo al merito. Parla di occupazione in relazione a un territorio che è stato evacuato tre anni fa. Critica un embargo che esiste solo nella propaganda palestinese. Critica il cosiddetto muro – che per oltre il 90% non è affatto muro – che ha quasi azzerato gli attentati suicidi – con conseguente notevole risparmio di vite umane, non solo israeliane ma anche palestinesi. Parla di diffusione illegale delle colonie riferendo dei sentito dire – sempre di propaganda – senza neanche sapere di che cosa sta parlando. Parla dei refusenik – in qualunque altro posto al mondo si chiamerebbero disertori e dovrebbero affrontare la corte marziale, in Israele invece fanno due mesi di prigione – come se si trattasse di un fenomeno di massa: lo sai quanti sono? Seicento in sessant’anni. Cita Amira Hass: lo sa che è stata condannata per avere pubblicato notizie clamorosamente e vistosamente false all’unico scopo di istigare all’odio anti israeliano? Critica il governo israeliano e non il popolo israeliano? E chi lo ha eletto, il governo israeliano, secondo lui? Gli abitanti del Mozambico? Dice che quello che subiscono i palestinesi è dovuto all’occupazione militare e io chiedo: ma questo lo sa di che cosa sta parlando? Gliel’hanno detto che Gaza non è più occupata da tre anni? Gliel’hanno detto che i territori sono stati LEGALMENTE occupati a causa di una guerra finalizzata alla cancellazione di Israele? Gliel’hanno detto che alla 242 che chiedeva agli stati arabi di riconoscere Israele, di negoziare per definire i confini e di arrivare alla pace e, in seguito a questo, che Israele si ritirasse, i paesi arabi hanno risposto con i “tre no di Khartoum“: no al riconoscimento, no al negoziato, no alla pace, e che PER QUESTO Israele non ha avuto la possibilità di ritirarsi? Gliel’hanno detto che quest’ultima guerra terroristica, impropriamente chiamata intifada, è stata fatta scoppiare – preparata da anni, come è ampiamente documentato – quando oltre il 90% dei palestinesi viveva sotto amministrazione palestinese e non sotto occupazione israeliana, quando Barak aveva offerto TUTTO ciò che la controparte chiedeva, quando avevano a portata di mano lo stato di Palestina e la pace? Lo sa tutto questo?
4) (fonti: UNRWA, Onu ecc.) Mettiamola così: se domani Berlusconi preannunciasse “rivelazioni agghiaccianti” e poi ti raccontasse che ha trovato una microspia nel suo studio, tu gli crederesti? E se ritenessi che comunque è il caso di riportare la notizia, la riporteresti senza prima indagare? Io ricevo ogni giorno decine di documenti che poi inoltro, se è il caso, a una serie di destinatari. Ebbene, non ho MAI inoltrato un documento che avesse come unica fonte il portavoce dell’IDF. Anche se sono sicura almeno al 99% che quella notizia è vera almeno al 99%. Le notizie le inoltro solo se sono confermate da documenti o da fonti indipendenti. L’estensore del pezzo in questione non lo ha fatto, e questo non è giornalismo. Quanto all’Onu, vorrei ricordarti che stiamo parlando dell’organismo che quando Nasser ha ordinato “toglietemi i caschi blu dal Sinai che devo andare a distruggere Israele” entro 24 ore aveva già sbaraccato. Stiamo parlando dell’organismo che ha fornito ai terroristi libanesi il supporto necessario per fare un’incursione in territorio israeliano (dopo il completo ritiro israeliano dal Libano), rapire e uccidere tre soldati, filmando il tutto, negando poi per un anno intero di possedere il filmato, ammettendo infine di averlo ma negando a Israele di vederlo perché altrimenti avrebbero potuto riconoscere i terroristi e di conseguenza l’Onu avrebbe favorito una delle parti in causa e quindi perso la neutralità. Stiamo parlando dell’organismo che ha emanato oltre mille risoluzioni contro Israele e praticamente nessuna contro il terrorismo. Stiamo parlando dell’organismo che una volta all’anno celebra insieme con una rappresentanza palestinese la tragedia della nascita di Israele inalberando mappe della Palestina senza Israele, esattamente come compaiono nei documenti di Hamas e dell’Olp. Stiamo parlando dell’organismo che ha affidato la presidenza della commissione per i diritti umani alla Libia. Stiamo parlando dell’organismo che a suo tempo ha scelto di farsi guidare da un criminale di guerra nazista. E vogliamo parlare delle responsabilità dell’Onu nei massacri in Yugoslavia? Nel genocidio in Ruanda? Del rifiuto di chiamare genocidio quello che sta avvenendo nel Darfur perché in caso di genocidio l’Onu è obbligato per statuto a intervenire, e di intervenire lì non ne ha nessunissima voglia? Dell’infamia di Durban? Dei giochini in “oil for food”? Cosa dici, mi fermo o continuo?
5) [eliminato su richiesta dell'autore]
6) (accusa di essere pagato) Non è un’accusa molto “fair“, effettivamente, ma di fronte a tanto squilibrio posso anche capire la reazione di pancia. E comunque non credo che tu possa chiedere conto a me di tutti i commenti che sono stati fatti
7) * innanzitutto non ho la minima idea di chi siano i destinatari: io mando i comunicati all’ufficio di Gerusalemme, che lavora in coordinazione con la base a New York, e loro provvedono a distribuirlo. Loro ricevono le richieste di iscrizione, loro gestiscono la mailing list, che io non possiedo e alla quale non ho accesso. In secondo luogo honest reporting non è né un forum, né un blog, né niente del genere: si occupa solo di segnalare servizi scorretti. Quindi temo proprio di non poter aderire alla tua richiesta
* le accuse – all’articolo, NON a “voi” – contenute nel comunicato non mi sembrano poi così gravi (dovresti vedere quelli “dedicati” a Sergio Romano!): semplicemente se ne denuncia l’unilateralità, che non mi sembra possa essere smentita. In ogni caso non ho nessuna obiezione a un’eventuale risposta pubblica, ci mancherebbe.
* nel comunicato non è neanche lontanamente adombrata l’accusa – o anche solo il sospetto – di antisemitismo. Quanto alla buona fede, ci posso senz’altro credere, ma non la considero un’attenuante. Può esserlo nel caso di un amico che racconti in giro su di me una cosa falsa che lui crede vera e che ritiene sia utile per me divulgare, ma non per un giornalista: se un giornalista parla di territori occupati riferendosi a un territorio che occupato non è, sta semplicemente facendo della disinformazione. E questo non va bene neanche un po’. “Noi non siamo tifosi, e cerchiamo di fare il nostro mestiere in coscienza, correggendo gli eventuali errori (è accaduto: solo chi fa, sbaglia). Vorrei che di questo tutti foste consapevoli.* Bene, e allora come disse un israeliano di duemila anni fa: va’ e non peccare più.
Sempre la solita redazione di Honest Reporting Italia
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Mah, sti tizi mi ricordano molto il CADL, sara’ perche’ non ho capito l’ordine di repliche e controrepliche.