postato alle 12:29 del 21 novembre 2008 in EsteriTorna alla home

Da Barack possiamo aspettarci davvero di tutto. Ecco alcune delle incognite e delle possibili (imminenti?) sorprese che potrà riservarci il Presidente sbucato dal nulla.

President Obama rha scelto Hillary Clinton come Secretary of State e forse Robert Gates al Pentagono. Il che sarebbe poco meno che ironic, visto che la Clinton votò a favore della invasione/liberazione dell’Iraq; e visto che Gates è il Defence Secretary della “surge” in Iraq, cui Obama si oppose. Obama ha prima vinto le primarie democratiche presentandosi come quello che si era opposto fin dall’inizio alla guerra in Iraq; poi ha vinto le presidenziali grazie al fatto che la politica estera aveva smesso di tirare. E come mai la politica estera non tirava più? Perchè la surge in Iraq è stata un successo. Ci manca solo che Obama nomini il CEO di Lehman Brothers come Treasury Secretary, e avrà finito il giro dei ringraziamenti.

COHERENCE? WHO NEEDS COHERENCE WHEN YOU’RE BLACK - Seriamente: l’eventuale nomina di Clinton e la conferma di Gates recapitano un importante, seppur scontato, messaggio politico: basandoci semplicemente su questi due anni di campagna elettorale, non avremmo la più pallida idea di che presidente sarà Obama. Come fa Obama a passare due anni mettendo in discussione il giudizio di Hillary Clinton in politica estera - fondando su tali critiche uno strepitoso successo elettorale - per poi affidare alla stessa Hillary la politica estera? La stessa cosa, evidentemente, si può dire della surge e di Gates - anche se è probabile che qui Obama sia più disposto ad ammettere, se non il proprio errore, perlomeno il successo degli altri.

WE JUST DON’T KNOW - Ma d’altra parte non è in realtà (solo?) la coerenza di Obama che tali nomine mettono in discussione: un Presidente capace di ammettere i propri errori e/o di cambiare idea sarebbe, evidentemente, una boccata d’aria fresca dopo otto anni di “testardaggine ideale” di Bush. Il problema è soprattutto che tali nomine illustrerebbero ulteriormente l’intrinseca imprevedibilità di un presidente venuto dal niente. Quanti di quelli che hanno pianto la sera del 4 Novembre immagginavano (ma soprattutto, erano pronti ad accettare) che Obama confermasse al Pentagono l’uomo di Bush e nominasse agli esteri quel falco della Clinton?

IT TAKES BALLS - McCain, in campagna elettorale, non ha avuto i coglioni di usare il più significativo degli argomenti anti-Obama: che il ragazzo era ed è uno sconosciuto senza un record, da cui ci saremmo potuti attendere davvero di tutto. Il vecchio soldato aveva le sue ragioni: quell’argomento non aveva funzionato per la Clinton, e rischiava di non far altro che rafforzare il messaggio di rinnovamento che Obama era riuscito a trasmettere con tanto successo (credo meno all’ipotesi che McCain avesse paura di essere tacciato di “razzismo” dal mainstreamedia). Adesso però il problema è nostro: il capo del mondo è contro la guerra in Iraq dall’inizio però nomina agli esteri chi votò a favore di quella guerra. Il capo del mondo si vuol ritirare dall’Iraq - e votò contro la surge - però conferma alla Difesa colui cui quella stessa surge fu affidata. Ma allora cosa ne pensa veramente, il capo del mondo, di tali questioni? E, sinceramente, il problema non è l’Iraq. Il problema è che se il capo del mondo è pronto a farci sorprese del genere su una questione tanto “sentita” come l’Iraq, chissà su cos’altro potrebbe cambiare idea - o forse eravamo stati noi ad averlo male interpretato…

COMMENTI (5)STAMPA - FALLO LEGGERE