Le intercettazioni di Amato al telefono con il capo del Montepaschi

Romano Prodi, Giuliano Amato e Massimo D'Alema

Per il tennis club di Orbetello

Fresco fresco di nomina a giudice della Corte Costituzionale, Giuliano Amato non si aspettava di certo di trovare le sue parole al telefono con Giuseppe Mussari, prima a.d. e poi presidente del Monte dei Paschi di Siena, per questioni di stretta importanza istituzionale: il tennis club di Orbetello. E venticinquemila euro in meno:

La lettura dei brogliacci mostra comeMussari fosse riuscito a creare intorno a sé un consenso diffuso, un appoggio trasversale che coinvolgeva tutti i partiti. A metà febbraio del 2010 si aprono i giochi per il rinnovo al vertice dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, e cominciano a circolare le indiscrezioni. Il 14 lo chiama Giuliano Amato e, annotano gli investigatori nel «brogliaccio» delle telefonate, «gli chiede se è vera la voce circa la sua candidatura all’Abi in modo tale da fare qualcosa per sostenerlo. Mussari glielo conferma».

Non si sa se il sostegno sia stato determinante,ma il 1 aprile è Amato a chiedere un favore.

Amato: «Mi vergogno a chiedertelo, ma per il nostro torneo a Orbetello è importante perché noi siamo ormai sull’osso, che rimanga immutata la cifra della sponsorizzazione. Ciullini ha fatto sapere che il Monte vorrebbe scendere da 150 a 125». Mussari: «Va bene ma la compensiamo in un altro modo». Amato: «Guarda un po’ se riesci, sennò io non saprei come fare… trova, c’hai un gruppo? La trovi?». Mussari: «La trovo, contaci».