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Berlusconi, tre passi nel delirio: “Lo scandalo Ruby è un complotto dei servizi segreti”

18 gennaio 2011

Il Cavaliere telefona a Napolitano parlando male dei giudici e adombrando trame oscure dietro le indaginiSperiamo che anche questo sia uno di quei retroscena che il giorno dopo Bonaiuti si affretta a smentire. Perché se ci fosse davvero qualcosa di vero, nell’articolo di Marco Galluzzo del Corriere della Sera che riporta le affermazioni di Silvio Berlusconi a proposito dello scandalo Ruby ci sarebbe da chiamare la croce verde. Il Cavaliere se la prende con i magistrati, e questo fa parte del copione:

«Un ordine dello Stato ha deciso di fare una guerra a un potere dello Stato», è la sintesi di un Cavaliere che indubbiamente si sente in trincea,ma che non ha dubbi sul fatto che quella che gli viene scatenata contro sia un’operazione illegale, con tratti «militari », come la definisce Fabrizio Cicchitto, che meriterebbe una denuncia del Pdl, aggiunge ilministro Gianfranco Rotondi, contro imagistrati, per «attività eversiva».

Ma la tragedia dell’uomo ridicolo va a compimento quando parla di complotto dei servizi segreti contro di lui:

Della guerra politica contro di lui affiorano nelle ultime ore sfumature diverse. Non c’è solo lamagistratura nelle invettive private dei suoi uomini; emerge il sospetto, ne parlano apertamente nel governo, indirettamente anche ad Arcore, che l’indagine della Boccassini abbia e stia ricevendo alcuni «incoraggiamenti ». Si parla di «manine», di coincidenze sospette, di troppi punti che non tornano. La tesi del complotto, con la complicità di servizi deviati, apparati dello Stato poco fedeli, non è nuova. «Mai avuto un notizia utile dai servizi», disse lo scorso anno il presidente del Consiglio, commentando il caso D’Addario, le migliaia di foto scattate agli interni della sua villa in Sardegna. L’atmosfera di allora si ripete oggi, mentre nel governo qualcuno sente il bisogno di rinvenire paralleli con gli scandali più famosi del Paese, Sifar, Montesi, De Lorenzo, e mentre lo fa rileva almeno una differenza, che sembra introdurre una promessa: «Hanno lasciato troppe tracce, che emergeranno».

Infine, c’è persino qualche preoccupazione anche per le reazioni di Vaticano e alleati:

Ovviamente c’è chi fa i conti con le conseguenze. C’è chi teme una parola del Vaticano, la sconfessione di una sintonia politica da parte dei vescovi. E c’è anche chi teme il silenzio, ieri eloquente, della Lega, che almomento sta alla finestra a guardare, preoccupata per il destino dei suoi decreti sul federalismo; anche se il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, pubblicamente, si premura di dire che Bossi e Berlusconi «governano insieme, se non è possibile governare vanno insieme alle elezioni».

Un commento a Berlusconi, tre passi nel delirio: “Lo scandalo Ruby è un complotto dei servizi segreti”

  1. Roberto Tarozzo

    Grande tradizione sull’uso massiccio delle bagasce tutta italiana, da Vittorio Amedeo che le invitata nella palazzina di caccia di Stupinigi (fatta costruire appositamente per tale scopo) per passare a Mussolini che se le faceva tranquillamente nel suo studio tra un decreto discriminatorio e l’altro, all’avvocato che organizzava interi charter di troie volanti, per finire al puttaniere per antonomasia, il piazzista Silvio B. così fiero della propri mascolinità e del suo “pisellino primavera”.
    Che dire, grande elogio alla passera generatrice di vita e di piaceri incommensurabili, forse però il nostro paese in questo momento avrebbe necessità di concentrasri su altri problemi, in order: la disoccupazione, le riforme fiscali, la scuola, le pensioni, la mancanza di infrastrutture indispensabili per l’evoluzione seria di un paese come l’Italia. Siamo arrivati al capolinea, l’opinione che i paesi europei e del resto del mondo hanno dell’Italia è degradante e il disprezzo aumenta. Per favore Silvio, hai ottenuto tutto quello che volevi da questo paese, che ti ricordo non è solo tuo: potere, denaro, hai sitemato tutta la tua famiglia per i prossimi 500 anni, allora molla l’osso e lasciaci quel poco doi dignità che ancora ci rimane, Grazie Silvio.

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