Interni

Il Sindaco Cacciapaperi colpisce ancora

3 luglio 2008

Sembra una storia uscita dal giornale disneyano ma è la triste realtà: l’orco barbuto esiste davvero, ed ecco come e perchè ha riempito di cantieri la città.

Fossimo sulle pagine di Topolino, ne verrebbe fuori un fumetto fantastico, provate ad immaginare. C’è il sindaco di Venezia, il Prof. Massimo Cacciapaperi, un oco barbuto con tanto di corona in testa, e ci sono quegli stupidotti dei suoi cittadini, che lui affettuosamente non perde l’occasione per definire idioti.

UN TRAM PER I PAPERI - Ma facciamo un passo indietro. Alla suo terzo mandato, nel 2005, il nostro Cacciapaperi lamentava che le casse del Comune sono vuote, sognando l’arrivo del grande capitale, magari – perché no? – quello di Gilberto Benetton. Ed è così che comincia l’epopea, una di quelle disneyane, che vede il primo cantiere aprirsi a Mestre ad aprile 2006, perché l’amministrazione comunale ha deciso di seminare il tram. Questo perché, dichiara Cacciapaperi (recentemente diventato anche architetto honoris causa) “Il tram è un’opera fondamentale per il futuro della città, non solo dal punto di vista viabilistico, ma anche per il suo riassetto urbano e la sua qualità di vita”. All’inizio l’idea faceva anche simpatia, ma a più di due anni di distanza, con cantieri aperti ovunque, eternamente, e lavori sempre in ritardo, il punto di vista viabilistico e la qualità di vita vanno a farsi benedire, bestemmiando per circonvallazioni e tangenziali, già notoriamente intasate. I paperi cittadini, quindi cominciano nel loro cantilenante dialetto a farsi domande su chi abbia realmente voluto un’opera così faraonica, e se tutti quei soldi – 163,6 milioni di Euro preventivati – non fosse stato meglio destinarli ad altro. Ad esempio c’era il rifacimento della rete fognaria, a cui quei fondi erano destinati, ma il nostro Cacciapaperi, si sa, ama quell’ecologismo d’immagine che va sui giornali di tutto il mondo, non sono affar suo le fogne. Fatto sta che, dopo aver punito la vanità pressappochista dell’Heineken Jammin Festival col provvidenziale tornado, sua maestà la natura il 26 settembre 2007 scatena un nubifragio sulla terraferma veneziana, col risultato di un’alluvione memorabile e 40 milioni di danni. Inutile aggiungere che la causa del disastro è da imputare alle fognature.

UN CENTRO CONGRESSI PER I PAPERI – Passa poco tempo e prende il via il secondo cantiere storico, questa volta in centro storico, quindi ora immaginatevi i paperi in gondola con la maglietta a righe, o che si scambiano frasi da un vaporetto alla riva. Iniziano i lavori, ritardati di soli dieci anni, per la costruzione del quarto ponte sul Canal Grande, noto come il ponte di Calatrava. Quello che si chiedono i paperi dalvenezia venice cacciari canal grande vaporetto alla riva è: a chi serve un ponte che finisce ai palazzi “Grandi Stazioni”, subito prima della stazione, quando per i passeggeri un ponte già c’è, davanti alla stazione? All’inizio il mio romanticismo mi diceva che quello stonatissimo serpente d’acciaio potesse esser stato ideato per agevolare i disabili, già tanto penalizzati a Venezia. Macchè, i disabili se li erano proprio scordati, il ponte non prevede la possibilità del passaggio di una carrozzella. Alla richiesta da parte dei comitati e delle associazioni, il prestigioso architetto si è rifiutato di modificare il suo capolavoro, tanto che son dovuti intervenire non so se Pico de Paperis o Archimede, per studiare un’ovovia che in futuro sarà realizzata di fianco al ponte, per i disabili. Allora, a cosa serve quel ponte da 2, anzi 7, anzi 14 milioni di Euro? E’ presto detto, o almeno è la spiegazione che qui i paperi si son fatti. Il ponte va direttamente agli edifici delle Grandi Stazioni, ora divenuti proprietà di Gilberto Rokerduck Benetton, quello che Cacciapaperi desiderava attirare a Venezia. Bene, con un ponte in regalo c’è riuscito, ed ora lì sorgerà un Centro Congressi di cui sentivamo bisogno, paperi e disabili tutti.

Un commento a Il Sindaco Cacciapaperi colpisce ancora

  1. galeotto

    Se mi passi il termine, senza offesa, hai scritto un mucchio di minchiate.
    La faccenda del ponte, leggendo anche i link che hai messo, non si regge in piedi. Viene fuori che il comune ha stabilito di costruire il ponte anni prima che Benetton comprasse lo stabile.
    Il nesso tra il tram e le fognature? Dove sta? Io non lo leggo da nessuna parte, se non da quello che dici tu. E permettimi di non fidarmi delle parole di uno sconosciuto, su internet.
    E il campo nomadi? Informati bene, perchè son fondi europei, quindi tranquillo: i tuoi soldini non te li tocca nessuno, nè il sindaco nè gli zingari.

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